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Prosecco Hills

Un itinerario tra natura, cultura ed enogastronomia nelle colline dell’Unesco

Un territorio dalla morfologia unica, protetto  a Nord dalle prealpi venete e pronto verso Sud ad accogliere le brezze provenienti dal non lontano Mar Adriatico. La mano dell’uomo, sin dal periodo medievale, ha poi aggiunto l’ultimo tocco, per arrivare ad una viticoltura eroica, che con sapienza ha saputo modellare gli aspri terreni per renderli adatti alla vite e alla sua coltura. Dal luglio 2019 queste colline sono il 55° sito italiano riconosciuto dall’Unesco, una terra che racchiude gran parte della zona di produzione del Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene DOCG, vino bianco esportato in tutto il mondo, con più di 90 milioni di bottiglie prodotte ogni anno. Dopo l’importante riconoscimento internazionale il 2020 doveva essere l’anno della valorizzazione turistica di questi luoghi speciali, purtroppo però la pandemia da Covid 19 ha inesorabilmente rallentato tutto. Gli amministratori e gli imprenditori locali non si sono in ogni caso fermati, programmando nuovi investimenti ed attività che possano attrarre sin da subito un turismo di qualità e rispettoso dell’ambiente e delle tradizioni locali. Il sindaco di Vittorio Veneto, Antonio Miatto, ci racconta il progetto di un’offerta integrata che coinvolge una rete di 15 comuni della terra del prosecco, sia sui temi dell’ambiente e del turismo slow (in bicicletta o a piedi tra le colline) che su quelli legati all’eno-gastronomia e dell’incoming.  

Rivedivine è una manifestazioni che risponde esattamente a  questa  filosofia: lavorare in rete e valorizzare  il territorio.  L’associazione Pro Loco con l’amministrazione comunale di Vittorio Veneto, da 6 anni, porta avanti questo bel progetto proposto insieme  ad oltre 30 aziende locali per unire i prodotti enogastronomici alle bellezze delle colline. Gli iscritti (walker e runner) affrontano un trekking dolce tra le colline del Prosecco, ammirando il paesaggio, incontrando le attività produttive locali del comparto agro-alimentare e degustando i prodotti e le specialità della cucina trevigiana. La passeggiata si sviluppa su due percorsi alternativi il “percorso sud” e il “percorso sud-Ovest”, della durata approssimativa di 4-5 ore. Per ciascuno sono previste 6 soste utili a degustare i prodotti tipici, innaffiati dall’immancabile Prosecco.

Una visita di queste colline può tranquillamente partire con una degustazione di formaggi che ben si sposano con i vini del territorio (curioso il Prosecco Fondoperduto, donato dai produttori ai ristoratori in difficoltà  a causa della pandemia). La si può fare alla Latteria Perenzin in località Bagnolo di San Pietro di Feletto. Un’azienda, guidata dalla passionaria Emanuela,  che custodisce i saperi tradizionali di quattro generazioni di casari integrandoli con una costante innovazione e ricerca nella produzione (diversi i premi e i riconoscimenti internazionali tra i quali la medaglia d’oro del word cheese awards 2019 con la bufala al Glera). Incredibili i formaggi di capra, tra i quali da non perdere quello ubriacato al traminer. Ma è davvero arduo stilare una classifica di qualità tra le offerte casearie di questa azienda che comprendono anche formaggi di latte crudo vaccino.

Da Bagnolo si raggiunge Vittorio Veneto, celebre per il suo museo della grande guerra, ma che stupisce per alcune altre chicche. Non lontano dalla bella piazza principale con palazzi in stile veneziano, si trova la chiesa di Santa Maria Nova che custodisce la sorprendente Pala di Serravalle dipinta da un Tiziano in età avanzata.

Non lontano,  sempre in centro città, si trova il Palazzo Minucci De Carlo. Un tuffo  nei secoli scorsi  attraverso le sue numerose sale, originalissime nel loro arredo ricercato, con mobili dal 700 al 900. Qui visse Giacomo Camillo De Carlo (1892 – 1968): ufficiale di cavalleria, pilota, eroe pluridecorato nella Prima Guerra Mondiale e attivo anche nella Seconda, agente segreto, Podestà di Vittorio Veneto, diplomatico che raccolse nel corso della sua vita avventurosa e dei suoi frequenti viaggi, soprattutto in Nord Africa e nell’estremo Oriente, una collezione eclettica ed unica nel suo genere, in stile  “dannunziano”. Qui si trovano opere d’arte d’ogni tipo, mobili antichi e tappeti orientali, arazzi e ricami, ceramiche e porcellane, vetri e cristalli, argenterie e pietre preziose. Oggi lo stabile  e i suoi  arredi sono gestiti  da una  Fondazione, istituita  dal  De Carlo, dedicata a Minuccio Minucci (1551 – 1604), diplomatico della Santa Sede, incaricato della Segreteria di Stato Vaticana in Germania, che alla fine del Cinquecento aveva fatto erigere questo fastoso palazzo.

La sera, proseguendo nella visita di queste magnifiche colline, a poca distanza da Vittorio Veneto, inerpicandosi lungo le suggestive strade che tagliano i vigneti, si può andare a mangiare all’Agriturismo Ca’ Piadera a Nogarolo di Tarzo dove si cena su una suggestiva terrazza che si affaccia sui grappoli d‘uva. Oltre alle decine di cantine del miracoloso bianco frizzante, da queste parti si apprezzano anche colture diverse come quella delle olive. Merita un visita la storica azienda agricola Baccichetti che da diverse generazioni cura i propri terreni (33 ettari) nella zona di Ceneda di Vittorio Veneto. Da alcuni decenni coltiva gli olivi sulle pendici della collina di San Paolo dai quali ricava, presso il proprio oleificio aziendale, un olio extra vergine di oliva dalle indiscutibili qualità,  dal gusto leggero.

Non lontano, in località Cozzuolo, si trova l’Azienda Agricola Panegai con prodotti coltivato in modo sano e naturale, senza aggiunta di prodotti chimici. Qui  si possono trovare animali da cortile, ortaggi e frutta di stagione, marmellate, conserve, dolci e altri generi alimentari. Le piante vengono coltivate rispettando il loro ciclo naturale; gli animali sono allevati in ampi spazi che permettono libertà di movimento, come ai vecchi tempi.

Ma tornando al  vino, che identifica questi luoghi è molto interessante l‘esperienza dell’Azienda Agricola Tenuta Torre Zecchei di Eli Spagnol. Un agricoltore che con la collaborazione della moglie Daniela, la figlia Elisa e il genero Tiziano, mette a frutto ogni giorno la sua collaudata esperienza, l’amore per la terra e la profonda passione per il suo lavoro puntando principalmente sulla qualità dei suoi vini: al Valdobbiadene Superiore D.O.C.G. Millesimato, punta di diamante dell’Azienda, al Prosecco D.O.C. Frizzante e Spumante, al Valdobbiadene Superiore di Cartizze D.O.C.G. Vini che si caratterizzano per la loro freschezza, bevibilità e capacità di emozionare e soddisfare ogni cliente. Curioso il “Bonorivo”, uno spumante la cui vinificazione e seguente lavorazione avviene senza aggiunta di solfiti. Prodotto esclusivamente dalla selezione di uve di un vigneto che, per la sua naturale posizione geografica in pieno sole fin dal primo mattino, necessità di limitati trattamenti chimici.
Su questo tema i quindici Comuni della D.O.C.G. si sono uniti insieme per difendere il territorio, valorizzare la denominazione di origine controllata e salvaguardare la salute dei cittadini. Tutto questo grazie a un regolamento unitario sull’uso dei fitofarmaci in agricoltura.

A pranzo i possono degustare le carni grigliate  (oca, maiale, manzo, coniglio. etc) a menadito da Ivano Pagot presso l’agriturismo “Il Cortivo” . Impareggiabile il suo spiedo accompagnato dai vini della Cantina Borgo Barel.

L’Agriturismo ALTHE’A è un’altra tappa  da non perdere. Un antico casolare contadino ristrutturato, situato sulle colline di Vittorio Veneto, immersa tra le colline e i vigneti da dove nasce il “Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene” DOCG. Lungo i sentieri che circondano la struttura è possibile effettuare escursioni a piedi e in mountain bike durante tutto l’arco dell’anno. Il ristorante è arredato con semplicità e propone ai clienti di piatti tipici della tradizionale cucina veneta come gli gnocchi di ricotta, i ravioli o risotti. I piatti si avvalgano dei prodotti tipici della zona come gli asparagi, la zucca, il radicchio di Treviso e i porcini e sono accompagnati dai vini di propria produzione: Prosecco di Valdobbiadene DOCG (Tranquillo, Col Fondo, Frizzante e Spumanti) e il rosso ‘Adasia’ un uvaggio di Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc. Nella bella stagione il ristorante dispone di una terrazza estiva con una vista straordinaria sui vigneti e sulle colline circostanti.

Il Ristorante Larin Da Bepo è un’altra tappa gastronomica classica di queste zone. Nel 1981 in una vecchia casa colonica dei primi del ‘900, Bepo iniziò la sua avventura: da un’Osteria di paese con cucina, il saggio Patron creò “Al Larin”, prendendo il nome dal dialetto vittoriese che sta ad indicare il focolare, simbolo di calore domestico e convivialità, sito nella sala principale. Qui oltre alle carni si apprezzano i dolci della Pasticceria Dolomiti e l’immancabile sgroppino (un sorta di  sorbetto  al limone a base di Prosecco).

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Quelle  del Prosecco sono terre di bellezza e gusto che meritano un viaggio di almeno tre giorni alla scoperta di cantine (in zona se ne contano più di 180) e piccoli borghi immersi tra terrazzamenti e vigneti, abbazie e fortezze. Lungo la Strada del Prosecco si trova il primo itinerario enoturistico nato in Italia: 90 chilometri da percorrere in auto, a piedi o in bicicletta, tra un bicchiere di vino e una degustazione di formaggi o salumi locali. Il viaggio può anche iniziare dalla Scuola Enologica di Conegliano per scoprire i segreti dell’arte dello spumante, dove è possibile partecipare a visite guidate alle cantine o al vicino Museo Enologico. Non mancano nell’itinerario gli spunti culturali, oltre al già citato Vittorio Veneto: Collabrigo, un borgo che regala viste suggestive sulle colline circostanti , Rua di San Pietro di Feletto, con il suo seicentesco eremo camaldolese, San Pietro di Feletto, dove si trova una splendida pieve romanica del XII secolo affacciata sui vigneti.

Per info ed itinerari organizzati:

www.ondaverdeviaggi.it

www.visitproseccohills.it