EDITORIAL

La Gomera, isola delle leggende

Boschi millenari, piccoli villaggi, antiche leggende. La Gomera, a 50 minuti di traghetto da Tenerife è stata solo sfiorata dal turismo di massa. Chi arriva trova l’autentica atmosfera delle isole Canarie e non la dimentica

La Gomera – Parco Nazionale Garayonay | Foto di Gianmario Marras

Meta di gite giornaliere da Tenerife, dalla quale si arriva in 50 minuti con il traghetto, La Gomera merita ben più di una giornata di soggiorno, lunga 25 chilometri e larga 24, ha coste alte e scoscese ed è interessata da un microclima che la rende irrigua e fertile nella parte nord e secca a sud.

La Gomera – Paesaggio desertico nella Valle del Gran rey | Foto di Gianmario Marras

San Sebastián de la Gomera, il capoluogo, si visita tranquillamente a piedi, fra le case cubiche in pietra e imbiancate a calce, l’unico monumento di rilievo è la Torre del Conde del XV secolo, importante esempio di architettura militare, che oltre ad essere stata teatro di oscure vicende all’epoca del sanguinario governatore Hernán Peraza il Giovane, è nota per aver ospitato Cristoforo Colombo prima della sua storica traversata. In realtà il famoso genovese, nell’isola ci era già stato e non solo a fare provvista per le sue navi, pare infatti avesse stretto amicizia con la bella Beatriz de Bobadilla, vedova del governatore Peraza, già responsabile di aver fatto invaghire Ferdinando il Cattolico, provocando le ire della consorte, la regina Isabella.

La Gomera – San Sebastian – Iglesia de la Virgen de la Asuncion | Foto di Gianmario Marras

Le tracce del navigatore sono uno dei motivi di principale interesse a San Sebastian, nella Casa de Aguada in Plaza Constitución, sono conservati resoconti dei suoi viaggi; in Calle Real c’è la Iglesia de la Virgen de la Asuncion, dove si dice che Colombo abbia pregato insieme al suo equipaggio prima della partenza, vicina è anche la Casa del Colon, dimora del navigatore durante i soggiorni sull’isola. Uscendo dal capoluogo, la strada si arrampica nel Barranco Seco, infilandosi in una galleria e sbucando oltre la montagna, nella vallata di Hermigua, fra terrazze coltivate e case imbiancate a forma di cubo ombreggiate da palme: una cartolina perfetta con il mare blu all’orizzonte. Spiagge di sabbia nera e ciottoli orlano, a tratti il litorale scosceso, su cui la strada verso Agulo offre scorci panoramici, terra color ocra, nero basalto e vegetazione verde tingono il quadro panoramico fino al villaggio di Vallehermoso, in una fertile valle circondata da picchi scuri e scoscesi fra cui svetta la guglia verticale del Roque Cano.

La Gomera – Il villaggio di Hermigua | Foto di Gianmario Marras

Viaggiando verso l’interno, i profondi dirupi che incidono la superficie circolare dell’isola, si infittiscono di foreste, perennemente avvolti nella foschia prosperano boschi di allori, agrifogli, cedri, corbezzoli, eriche e alberi secolari di laurisilva, residuo di antiche foreste un tempo presenti anche in Nordafrica e nel Mediterraneo.

La Gomera – In viaggio fra i barranchi del nord | Foto di Gianmario Marras

Un tesoro protetto dal Parco Nazionale di Garajonay, dichiarato dall’Unesco Patrimonio dell’umanità. Sulla sommità del monte Garajonay a 1484 metri, i resti di una santuario del popolo guanche, con bellissima vista, ricordano l’antica leggenda di Gara figlia di un capo locale e Jonay giovane principe di Tenerife, protagonisti di una storia d’amore impossibile, conclusasi tragicamente fra queste alture e divenuta leggenda. Di quel tempo, rimane oltre al mito la tradizione del linguaggio fischiato: il silbo. Nato originariamente per comunicare da una parte all’altra delle accidentate valli montane, questo genere di fischio riproduce le sillabe della lingua parlata, con le dita in bocca i fischiatori, sono in grado di variare i toni in modo da farli corrispondere a consonanti e vocali dell’alfabeto e mettendo le mani a coppa ne propagano il suono fino a tre chilometri di distanza. Quasi scomparso negli anni ’60, il silbo è ora patrimonio etnografico delle Canarie e nelle scuole è possibile seguire specifici corsi per impararlo.

La Gomera – Fischiatore di Silbo | Foto di Gianmario Marras

Le accidentate sponde dell’isola non offrono molti approdi, l’aspro litorale del nord è dominato dall’impressionante formazione geologica di “Los Organos”, con colonne basaltiche simili a  smisurate canne d’organo, che sorgono imponenti dagli abissi sottomarini: uno spettacolo grandioso e indimenticabile fra il blu del cielo e del mare.

La Gomera – Le scogliere di Los Organos. 200 metri di larghezza, 80 di altezza lungo la costa settentrionale.

7 Spiagge

Santiago – Ampia, con sabbia nera  e ciottoli nella costa sud, vicino si trovano ristoranti e alberghi

Abalos – sul fondo di un canyon, insenatura protetta con mare trasparente sabbia nera e sassi.

Aguila – Bella e solitaria, di sabbia nera e piuttosto ampia, si raggiunge su strada tortuosa da Abalos e camminando a piedi per un breve tratto.

Charco del Conde – Insenatura di sabbia vulcanica bordata di vegetazione, una barriera lavica crea l’effetto piscina, il parcheggio è a un passo.

La Gomera: Charco_del_conde, Valle del Gran Rey, Playa del Ingles, Santa Catalina.

Valle del Gran Rey – Lunga e sabbiosa,  con tutti i servizi a disposizione è ideale per chi ha bambini o non vuole camminare.

Santa Catalina – Sabbia nera e sassi di vulcano, siapre sulla costa nord fra Agulo ed Hermigua. Frequentata da surfisti si raggiunge seguendo la statale TF 11

Spiaggia del Inglés –  Sulla costa occidentale allo sbocco fra al te pareti di rocci a della Valle del Gran Rey, frequentata da naturisti per la sua integrità non è comunque lontana da appartamenti e alberghi.

Come arrivare:

A Tenerife con Easy Jet  www.easyjet.com e  Ryanair www.ryanair.com

A La Gomera: le compagnie navali Fred Olsen Express e Naviera Armas collegano più volte al giorno il porto di Los Cristianos a Tenerife con l’isola di La Gomera. La traversata dura circa 50 minuti, costo del biglietto a partire da 8,50 euro.

Informazioni:  www.ciaoisolecanarie.com –  www.spain.info