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Tra botanica ed esoterismo

Il Lago Grande nel parco di Villa Durazzo Pallavicini - foto Gaia Peverati
Il Lago Grande nel parco di Villa Durazzo Pallavicini – foto Gaia Peverati

Al primo posto in Liguria tra i Luoghi del cuore del Fai (Fondo ambiente italiano) e inclusa nel network Grandi Giardini Italiani, Villa Durazzo Pallavicini a Pegli, quartiere residenziale del ponente genovese, è una storica dimora nobiliare in stile neoclassico ed è circondata da un parco che si sviluppa su otto ettari di collina di fronte al mare. L’immensa area verde, considerata tra le più alte espressioni del giardino romantico ottocentesco, fu realizzata tra il 1840 e il 1846 per volere del marchese Ignazio Alessandro Pallavicini che incaricò del progetto l’architetto e decoratore Michele Canzio, scenografo del teatro Carlo Felice e insegnante presso l’Accademia linguistica di belle arti.

Panorama di Genova dal parco di villa Durazzo Pallavicini - foto Giorgio Tonoli
Panorama di Genova dal parco di villa Durazzo Pallavicini – foto Giorgio Tonoli

Riaperto definitivamente al pubblico nel 2016, dopo alterne vicende e un imponente restauro filologico e capillare curato dagli architetti Fabio Calvi e Silvana Ghighino dell’Associazione Amici di Villa Durazzo Pallavicini (alla quale è affidato in concessione), oggi il parco è tornato agli antichi splendori e unisce un ricco apparato botanico a un vero e proprio percorso iniziatico aperto a tutti i visitatori. L’architettura del giardino, proprio per come è stata concepita, si presta infatti a una duplice lettura: da una parte spazio per passeggiate ludiche, dall’altro luogo esoterico e massonico – sia il marchese sia il suo archietto molto probabilmente erano massoni – che consente la ricerca della verità e la presa di coscienza attraverso un percorso a tappe. Certo, per un profano non è facile decifrare questo aspetto nascosto, perciò per approfondirlo si consiglia di prenotare una specifica visita guidata con il direttore.

Il viale che conduce all'Arco di trionfo - foto Susanna Bavaresco
Il viale che conduce all’Arco di trionfo – foto Susanna Bavaresco

Il percorso botanico ideato dal Canzio è strutturato come un racconto teatrale che si sviluppa in tre atti, ognuno composto da quattro scene, precedute da un prologo, e caratterizzate da associazioni vegetali ben definite. Si inizia il percorso camminando lungo un viale al termine del quale sorge un piccolo Arco di trionfo recante una scritta latina che invita il visitatore ad abbandonare le preoccupazioni quotidiane e legate alla vita cittadina: dopo averlo oltrepassato, si nota infatti che l’arco stesso, sul retro, si trasforma in un casolare di montagna. Quest’ultimo segna l’ingresso nella zona del primo atto, incentrato sulla natura: qui ambientazioni e viali sono scanditi da ecosistemi particolari, spesso antitetici, come quello della montagna, quello della vegetazione tropicale e quello delle piante fiorite, quest’ultimo culminante nel famoso Viale delle camelie, dove si possono ammirare più di 150 esemplari di Camelia japonica, molti dei quali risalenti al periodo 1856-1877 e impiantati da Carlo Moroni, capo giardiniere della villa e grande conoscitore di questa specie (la fioritura è visibile fino all’inizio di aprile).

Camelia japonica incarnata - foto Gaia Peverati
Camelia japonica incarnata – foto Gaia Peverati

Il secondo atto è ambientato in un bosco mediterraneo, apparentemente spontaneo, in realtà realizzato dai giardinieri: raggiunta la sommità della collina, disseminata di pini marittimi e da alcuni esemplari arborei particolari come la grande canfora e un maestoso cedro del Libano, si possono ammirare finte rovine medievali – la cappelletta gotica della Madonna, il mausoleo e il castello del Capitano – che rievocano il succedersi degli avvenimenti storici.

Il castello dei Capitano - foto Susanna Bavaresco
Il castello dei Capitano – foto Susanna Bavaresco

A questo punto comincia il terzo atto, quello della purificazione. Nella scenografia appaiono il Lago grande, col tempietto neoclassico dedicato a Diana, la pagoda cinese, l’obelisco egiziano, il ponte romano. Il percorso iniziatico ormai volge al termine e culmina tra le quinte dei Giardini di Flora – pieni di camelie, primule, iberis, salvie, begonie – che circondano l’omonino casino, piccolo edificio ottagonale ornato di stucchi e vetri colorati: non proprio il paradiso ma ci siamo  vicini!

Il mausoleo del Capitano
Il mausoleo del Capitano

È possibile visitare il parco con l’ausilio di audio guida o con guida cartacea o partecipare alle visite guidate di tipo scenografico, botanico o agli Incontri con il Direttore durante i quali si rivive il percorso esoterico-massonico. Molti gli appuntamenti previsti nel parco per i prossimi mesi. Ecco quelli di marzo e aprile.

Il Casino di Flora
Il Casino di Flora

Marzo

visite guidate specialistiche al camelieto – tutti i week end del mese alle ore 14.30
venerdì 15, ore 19.30: il Venerdì del Pensiero
domenica 17, ore 10.30: Visita guidata – alla scoperta delle meraviglie naturali per tutta la famiglia
sabato 23, ore 20.30: visita esoterica al chiaro di luna
domenica 31, ore 11.30: la Carpa d’Aprile

L'ittiocentauro - foto Gaia Peverati
L’ittiocentauro – foto Gaia Peverati

Aprile

sab. 6 e dom. 7, ore 14.30: visite guidate specialistiche al camelieto
domenica 7 : Nobiltà Sabauda in promenade tra i sentieri del parco e il terrazzo monumentale
dom. 7-14-21, ore 10:00: visite al percorso scenografico
domenica 14, ore 10.30: visita guidata – alla scoperta delle meraviglie delle piante per tutta la famiglia
venerdì 19, ore 19.30: il Venerdì del Pensiero
giovedì 25: apertura straordinaria
domenica 28, ore 10.00: visita esoterica
domenica 28, ore 15:00: visita al percorso scenografico

Informazioni e contatti: tel. 010 8531544, info@villadurazzopallavicini.it, www.villadurazzopallavicini.it

La pagoda cinese - foto Gaia Peverati
La pagoda cinese – foto Gaia Peverati