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La Grand Dame siciliana

@MartinaCaruso, ritratta da @LidoVannucchi nell'hotel di famiglia a Salina.
@MartinaCaruso, ritratta da @LidoVannucchi nell’hotel di famiglia a Salina.

L’argomento cucina femminile e maschile non esiste, o comunque non ci sono dati scientifici per confermare alcuna tesi. C’è invece chi cucina bene e chi no, ma anche questo è un argomento privo di risposte categoriche, e tuttavia sempre opinabile. E a parere della Michelin, che dal 2016 organizza un premio speciale per le chef donne con Veuve Clicquot, la Grand Dame dell’alta cucina italiana 2019 è Martina Caruso, siciliana di Salina, cresciuta nell’albergo dei suoi genitori, il bellissimo Signum. Gli ispettori Michelin quest’anno hanno deciso di premiare Martina Caruso, 1 stella Michelin, chef del ristorante Signuma Salina, in Sicilia, motivando così la scelta: una cucina strutturata, ma allo stesso tempo fresca e delicata con proposte originali che esaltano i sapori e i profumi dei prodotti locali. Martina Caruso riceve il premio Michelin Chef Donna 2019 per la grande volontà e capacità di progredire e di rappresentare la sua isola raggiante, attraverso una grande tecnica e il tocco femminile di una giovane donna appassionata e determinata.

Come sempre ci sono state parole di emozione e di riconoscimento per un lavoro tosto e impegnativo che però dà molta soddisfazione. «L’ho voluto fin da piccola – dice Martina – anche se i miei genitori hanno cercato in ogni modo di farmi cambiare idea. Volevo stare al fianco di mio padre mentre cucinava, e a furia di guardarlo, anche io ho imparato». Sicuramente anche mamma Clara, proprietaria e fondatrice del Signum, è soddisfatta nel vedere che l’impegno e la cocciutaggine di Martina non sono stati inutili, e che grazie a lei ora Salina ha la prima stella Michelin, già guadagnata nel 2018. Tra l’altro Martina è una delle 41 cuoche italiane a gestire un ristorante stellato, quasi il 25% dei 169 ristoranti di donne, e in assoluto il numero più alto nella stessa nazione. Il 4 marzo, alla serata di premiazione all’hotel The Yard erano presenti le altre colleghe, da Fabrizia Meroi, vincitrice del premio 2018 e cuoca della cena della serata, ad Antonia Klugmann, Katia Maccari, Solaika Marocco e le altre chef dell’Atelier des Grandes Dames, che accoglie donne talentuose, come fu la fondatrice della Maison di Champagne che rimase vedova a 27 anni e prese in mano le redini della cantina facendone uno dei marchi più famosi del mondo.

Con il progetto Atelier des Grandes Dames, Veuve Clicquot dà vita a un sistema virtuoso che fa conoscere al mondo e alle giovani donne che vogliono intraprendere questo percorso, che le donne chef sono precise e organizzate, eleganti e creative, delicate e leggere. Per sviluppare il tema, Veuve Clicquot ha incaricato alcuni fotografi di ritrarle nella loro realtà, facendo emergere e rappresentare il significato della femminilità in cucina. Martina Caruso ritratta da Lido Vannucchi (qui in alto), Antonia Klugmann da Francesca Brambilla/Serena Serrani, Katia Maccari da Andrea Moretti, Solaika Marrocco ritratta da Marco Varoli.

Le chef dell’Atelier des Grandes Dames
Martina Caruso * – Hotel Signum – Malfa Salina (ME)
Caterina Ceraudo *– Dattilo – Strongoli (KR)
Maria Cicorella * – Ristorante Pasha – Conversano (BA)
Tina Cosenza – Ristorante Teresa – Genova Pegli (GE)
Iside de Cesare * – La Parolina – Trevinano (VT)
Michelina Fischetti *- Oasis-Sapori Antichi – Vallesaccarda (AV)
Giuliana Germiniasi * – Ristorante Capriccio – Manerba del Garda (BS)
Antonia Klugmann * – L’Argine a Vencò – Dolegna del Collio (GO)
Katia Maccari * – I Salotti del Patriarca – Chiusi (SI)
Solaika Marrocco * – Primo Restaurant – Lecce
Isa Mazzocchi * – La Palta – Borgonovo Val Tidone (PC)
Aurora Mazzucchelli * – Ristorante Marconi – Sasso Marconi (BO)
Fabrizia Meroi * – Ristorante Laite – Sappada (UD)
Anna Tuti – Castello di Trussio dell’Aquila d’Oro – Dolegna del Collio (GO)
Marianna Vitale * – Sud Ristorante – Quarto (NA)
Mara Zanetti * – Ristorante Osteria da Fiore – Venezia