Italy

L’overtourism a Venezia si combatte col web

Che Venezia sia la capitale mondiale del sovraffollamento turistico non è una novità: secondo i dati ogni anno circa 20 milioni di visitatori, molti dei quali mordi-e-fuggi, invadono calli, piazze, gondole e vaporetti rendendo la vita impossibile ai 55mila residenti. Una questione non da poco, affrontata anche durante la Bit, la Borsa internazionale del turismo appena conclusa a Milano, durante un incontro dal titolo Non solo Venezia. La soluzione dell’overtourism, introdotto dal governatore regionale Luca Zaia.

Come lui stesso ha spiegato, «il sovraffollamento turistico di cui soffrono in tutto il mondo numerose mete ambite da visitatori e viaggiatori è uno dei grandi temi d’attualità ma è soprattutto un ambito amministrativo e gestionale ricco di complessità e insidie per chi vuole dare una soluzione al problema. Strumenti irrinunciabili per quanti si cimentano in questa difficile sfida sono quelli informatici e dell’innovazione digitale capaci di fornire un supporto essenziale sul piano dell’informazione, dell’organizzazione dei servizi, della promozione di itinerari alternativi e della gestione dei flussi».

In altre parole occorre rendere sempre più efficiente il sistema turistico regionale, influenzando i turisti nella scelta di una destinazione piuttosto che un’altra. Fondamentale, da questo punto di vista, la rinnovata presenza online della Regione attraverso il sito www.veneto.eu che, insieme a tutti gli altri strumenti digitali a disposizione dei turisti, vuole essere uno strumento imprescindibile per raccontare ai visitatori tutta la ricchezza del territorio regionale permettendo loro di scoprire che cosa c’è di bello e interessante oltre la Serenissima.

Come ha sottolineato l’assessore regionale al turismo Federico Caner, «il nuovo sito è fondamentale per quel che riguarda la promozione grazie a modalità di fruizione e contenuti pensati in base a che cosa cerca il turista e al dispositivo utilizzato, distribuendo in maniera intelligente i contenuti disponibili tra sito web, app e gli altri strumenti di consultazione digitale».