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Tavolo di confronto

Carlo Cracco affacciato alla finestra del suo ristorante in un palazzo monumentale della Galleria Vittorio Emanuele II
Carlo Cracco affacciato alla finestra del suo ristorante in un palazzo monumentale della Galleria Vittorio Emanuele II

Il ristorante di Carlo Cracco è uno spazio sontuoso e ampio nel cuore di Milano. Un luogo che incuriosisce e un po’ anche intimorisce pensando a quanto possa costare anche solo un caffè (niente paura, costa come negli altri locali della Galleria Vittorio Emanuele II, centro turistico e assoluto della città). Nel progetto dello chef è contemplato il rapporto diretto e continuo con la città a cui trasmette il proprio gusto anche dalle lunette del ristorante utilizzate come mostra di opere d’arte site specific dedicate alle 100 mila persone che ogni giorno passano davanti al ristorante, in Galleria.

Galleria Cracco, questo è infatti l’allusivo nome del progetto artistico in collaborazione con l’agenzia di comunicazione Paridevitale e Sky Arte HD, nasce dalla volontà dello chef di rendere il suo ristorante un luogo di sperimentazione in cui la creatività fa da trait-d’union tra cibo, architettura e arte.

Un fermo immagine di Romans Roman del duo artistico MASBEDO
Un fermo immagine di Romans Roman del duo artistico MASBEDO

Dallo scorso 12 dicembre, le lunette ospitano “Romans Roman (Hommage à Roman Signer)”, un’installazione video ideata dal duo artistico MASBEDO (ovvero Nicolò Massazza e Iacopo Bedogni). Sono tre video, uno per lunetta, che raccontano l’attesa di una cena: due donne e un uomo siedono attorno a un tavolo apparecchiato, immersi in una situazione dai contorni indefiniti in cui la carica erotica e magnetica è palpabile e arriva a manifestarsi in modo imprevisto e improvviso. Il turbamento per un gioco a tre sottinteso, sempre sul punto di innescarsi ma mai espresso, scatena le prime scintille fino a deflagrare in veri e propri fuochi d’artificio.

La video installazione dei MASBEDO mette in scena un complesso susseguirsi di stati d’animo, raccontando con immagini potenti l’ambiguità della seduzione e della creazione del desiderio. Cardine di tutto è l’attesa, condizione strumentalizzata nella società della comunicazione, abituata a consumare avidamente tutto e subito, che si tratti di oggetti, di cibo o di emozioni, per poi far ripiombare ogni cosa nell’apatia e nell’indifferenza. L’attesa come fonte di stimoli e fantasie, di aspettative e aspirazioni, generatrice di tensione, elemento cardine dell’erotismo e, più in generale, della relazione tra individui, capace di accendere e illuminare situazioni e rapporti, producendo sorpresa e meraviglia, ma anche ansia e sospetto.

«Il tavolo è un elemento ricorrente nella nostra ricerca, intorno al quale abbiamo già lavorato in passato, e questo progetto – per la natura intrinseca del luogo con cui siamo stati invitati a confrontarci – ci è sembrata l’occasione ideale in cui riprendere questa immagine», raccontano Nicolò Massazza e Iacopo Bedogni. «Simbolo della condivisione e della comunicazione, il tavolo diventa anche luogo dell’incompatibilità, dell’estraneità, uno spazio di contrasti in cui mistero ed immediatezza convivono».