Domus Sbirciò, boutique home a Modica

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Quando si parla di Modica molti pensano immediatamente al premio Nobel Salvatore Quasimodo che vi nacque nel 1901, mentre i più golosi probabilmente la associano alla gustosa cioccolata artigianale locale, esportata in tutto il mondo e ancora prodotta secondo un’antica ricetta del 1746. Senza contare che la città, Patrimonio Unesco insieme ad altri centri della Val di Noto, è uno dei più significativi esempi di architettura tardo barocca della Sicilia sudorientale. Monumento simbolo dello stile tipico della zona è il Duomo di S. Giorgio, inserito nella Lista mondiale dei beni dell’Umanità Unesco, dall’imponente facciata a torre. Della lista fa parte anche il Duomo di San Pietro, sempre in stile barocco. Anche Palazzo Polara, sul lato sinistro del Duomo di S. Giorgio, è una costruzione nello stesso stile, introdotta da un elegante scalone. Alle spalle della medesima chiesa c’è Palazzo Napolino-Tommasi Rosso, da molti considerato la più elegante architettura civile del barocco modicano. Per non parlare delle numerose testimonianze artistiche e architettoniche di altre epoche storiche. Insomma, a parte qualche bruttura edilizia costruita tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta del secolo scorso, il centro di Modica è un gioiello, ricco di fascino e tradizione.

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In un città così bella, che vive anche di turismo – soprattutto quello cosiddetto culturale – fa dunque piacere segnalare le strutture ricettive che rispettano storia, cultura e tradizione della località in cui si trovano. Una di queste è sicuramente Domus Sbirciò, situata in centro a pochi passi da Corso Umberto, l’asse principale della città bassa edificato nei primi del Novecento sopra l’alveo del fiume Modicano. Il fondatore e manager di questa boutique home è Vincenzo Gianì che l’ha fatta restaurare, sia all’interno sia all’esterno, con l’ottica di mantenerne l’anima originaria: l’attento lavoro di ristrutturazione è stato perciò effettuato esclusivamente da artigiani locali che hanno utilizzato materiali ed elementi naturali tipici della tradizione costruttiva locale, come pietra di Modica e pietra pece.

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Nel corso dei lavori sono anche stati recuperati spazi non più utilizzati nel corso degli anni come la grotta-cisterna, che dona un fascino particolare a tutto l’ambiente, situata nei locali adiacenti al patio. Quest’ultimo, su cui si apre il portone di ingresso, è pavimentato con piccoli conci di pietra locale, detti cuticci, e caratterizza l’architettura della casa, distribuita su due livelli, nella quale svolge un ruolo di “cerniera” tra spazi interni ed esterni.

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Il piano inferiore e quello superiore sono collegati da una scala in muratura che conserva l’originale pavimentazione in lastre di pietra pece. Per quel che riguarda gli spazi abitabili, sono stati ridefiniti nel rispetto dell’impianto originario dell’edificio, ma nell’ottica di una maggiore razionalizzazione e vivibilità. Un esempio per tutti: la cucina-pranzo, al primo piano, collocata nel vano adiacente al terrazzo per dare la possibilità agli ospiti di vivere a stretto contatto con lo spazio esterno e godere del sole e del silenzio del vicolo su cui si affaccia. Tra gli spazi comuni ci sono anche un piccolo studio e un’area relax dove si può lavorare, leggere o guardare un film. Anche gli arredi dei locali, dal design semplice ed elegante, hanno trovato una collocazione naturale negli spazi della casa: appartengono alla storia familiare di Gianì che li acquistati durante i suoi lunghi soggiorni in alcuni Paesi del Centro e del Sudamerica.

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Per dormire la guest house dispone di due suite, ognuna dotata di bagno privato e letto matrimoniale. La prima si contraddistingue per gli alti soffitti, la cabina armadio e il pavimento costituito da antiche cementine, mentre la seconda dispone di una grande letto in muratura che è, allo stesso tempo, spazio di riposo e relax.
Per informazioni e prenotazioni: https://www.architettureidentita.com/domussbircio

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