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Ad Aosta, sulle tracce di Rocco Schiavone

L'attore Marco Giallini nel ruolo di Rocco Schiavone, foto Daniele Mantione, courtesy Film Commission Vallée d'Aoste
L’attore Marco Giallini nel ruolo di Rocco Schiavone, foto Daniele Mantione, courtesy Film Commission Vallée d’Aoste

Sono passati solo pochi giorni dalla fine della serie tv dedicata al vice questore Rocco Schiavone ma, c’è da scommetterci, sono in molti ad avere nostalgia del burbero poliziotto romano “esiliato” ad Aosta. Le alternative sono due: leggere Fate il vostro gioco (Sellerio), da poco in libreria, l’ultimo romanzo di Antonio Manzini, creatore della saga e sceneggiatore della versione televisiva, oppure passare un long weekend nel capoluogo valdostano alla ricerca delle location nelle quali si muovono Rocco e i suoi collaboratori: scoprirete che è una città ricchissima di storia, vivace e ben lontana dalle atmosfere cupe spesso rappresentate nello sceneggiato televisivo.

Teatro Romano, foto Enrico Romanzi
Teatro Romano, foto Enrico Romanzi

Non a caso i viaggiatori del XIX secolo chiamavano l’attuale Aosta «la piccola Roma delle Alpi»: l’antica Augusta Praetoria fu infatti fondata dai Romani nel 25 a.C., all’inizio dell’età augustea, in posizione strategica all’incrocio delle strade che conducevano ai passi del Gran e Piccolo San Bernardo, frequentati e importantissimi per i collegamenti con l’Europa settentrionale già molti anni prima di Cristo.

Il Ponte Romano
Il Ponte Romano

La visita può iniziare proprio dal Ponte Romano, perfettamente conservato e situato sul lato est della città, che consentiva ai viaggiatori provenienti da Ivrea (l’antica Eporedia) e dalla Pianura Padana di superare il torrente Buthier e proseguire verso l’ingresso di Augusta Praetoria (a proposito di Schiavone, il ponte in questione è citato nel romanzo Fate il vostro gioco).

L'Arco di Augusto
L’Arco di Augusto

A un centinaio di metri dal Ponte Romano sorge l’Arco di Augusto, edificato nel 25 a.C. in occasione della vittoria dei Romani sui Salassi: contrariamente a quello che si potrebbe pensare, questo monumento – alto 11,50 metri con una volta di 8,81 metri – non era l’ingresso del centro abitato, ma fungeva da “biglietto da visita” della grandeur romana: non a caso, è stato edificato in perfetto allineamento sulla direttrice che collega il Ponte Romano alla Porta Praetoria, anticipando la maestosità di quest’ultima che,  sul lato orientale, costituiva l’accesso vero e proprio alla città murata.

La chiesa e il campanile di Sant'Orso, foto Enrico Romanzi
La chiesa e il campanile di Sant’Orso, foto Enrico Romanzi

In epoca romana, lungo il tratto di strada tra l’Arco di Augusto e la Porta Praetoria, oggi via Sant’Anselmo, non c’era nulla, ma durante il Medioevo qui sorse uno dei quartieri più suggestivi. Prima di procedere verso il centro città, vale dunque sicuramente la pena di fare una deviazione svoltando a destra in via Sant’Orso, raggiungendo l’omonima Collegiata.

Chiostro di Sant'Orso, foto Enrico Romanzi
Chiostro di Sant’Orso, foto Enrico Romanzi

Dell’epoca romanica sono ancora visibili la cripta, il campanile e il meraviglioso Chiostro, un esempio di arte romanica lombardo-catalana-provenzale. Anche questo spazio, che conserva 37 degli originali 52 capitelli in marmo bianco raffiguranti scene del Vecchio e del Nuovo Testamento o personaggi mitologici, è stato scelto dalla produzione Rai per girare alcune scene del secondo e del terzo episodio della prima serie tv dedicata a Schiavone.

Particolare di un capitello nel Chiostro di Sant'Orso
Particolare di un capitello nel Chiostro di Sant’Orso

Fa parte del complesso anche il Priorato rinascimentale di Sant’Orso, un’ampia costruzione posta a destra della chiesa, formata da tre corpi di fabbrica con cinque arcate, voluta dal priore Giorgio di Challant, una delle figure più celebri della Valle d’Aosta.

Porta Praetoria, foto Enrico Romanzi
Porta Praetoria, foto Enrico Romanzi

Tornando indietro si imbocca di nuovo la via Sant’Anselmo in direzione ovest ed ecco finalmente Porta Praetoria che, come abbiamo detto, in epoca romana costituiva l’accesso principale ad Augusta Praetoria: delle tre porte originali oggi rimane percorribile solo quella centrale, attraversata ogni giorno da centinaia di persone.

Il Teatro romano di Aosta, foto Enrico Romanzi
Il Teatro romano di Aosta, foto Enrico Romanzi

Subito a destra della Porta, ci si trova in un altro luogo simbolo sia del passato sia del mondo di Schiavone: il Teatro romano che si impone immediatamente all’attenzione dei visitatori per via della facciata meridionale, alta ben 22 metri, con una sequenza di arcate sovrastate da tre ordini di finestre di ampiezza diversa. Proprio su questa bellissima area archeologica si affaccia la nuova casa di Schiavone (per intenderci, quella dove vive anche il suo giovane amico Gabriele). Inoltre Rocco si rifugia spesso tra le rovine del teatro per riflettere sui fantasmi del passato, tra i quali la defunta e ancora amatissima moglie Marina, interpretata dalla bravissima Isabella Ragonese.

Foto Daniele Mantione, courtesy Film Commission Vallée d'Aoste
Foto Daniele Mantione, courtesy Film Commission Vallée d’Aoste

Da non perdere, in questa suggestiva location, il Marché Vert Noël, il tradizionale mercatino di Natale che si svolge dal 24 novembre 2018 al 6 gennaio 2019 e propone anche un ricco programma di eventi e animazioni.

foto Enrico Romanzi
foto Enrico Romanzi

Lasciandosi alle spalle Porta Praetoria e procedendo verso ovest, si imbocca la via omonima (che corrisponde all’antico Decumanus maximus) e si giunge davanti a un edificio dalla doppia facciata (intonaco sul lato sud, mattoni e finestre barocche su quello nord): è Palazzo Ansermin, del XVIII secolo, dove nella prima serie della fiction risiede Rocco Schiavone (date un’occhiata ai campanelli nell’interno…).

Palazzo Ansermin
Palazzo Ansermin

Poco più avanti, sulla sinistra, c’è la Libreria à la page dove sono state girate alcune scene de La costola di Adamo, secondo episodio della prima serie in cui l’ispettore deve indagare su un apparente caso di suicidio.

Piazza Chanoux, foto Enrico Romanzi
Piazza Chanoux, foto Enrico Romanzi

Ancora qualche passo ed ecco Piazza Chanoux, la principale della città su cui si affaccia il Municipio neoclassico. Poco più avanti, sotto i portici, c’è il Caffè Nazionale, inserito nella lista dei locali storici d’Italia: seduto su un tavolino all’esterno, il vice questore Schiavone ama bere il caffè qui.

Il tavolino del Caffè Nazionale dove è solito sedersi Rocco Schiavone nella fiction tv
Il tavolino del Caffè Nazionale dove è solito sedersi Rocco Schiavone nella fiction tv

Diverse e suggestive le sale interne, tra le quali la Cappella, gotica e a pianta circolare, dove nell’ultima serie tv è stata girata la scena della “rottura” tra Rocco e l’ispettrice Caterina Rispoli.

La Cappella all'interno del Caffè Nazionale
La Cappella all’interno del Caffè Nazionale

Lasciata piazza Chanoux e procedendo verso nord, si raggiunge la Cattedrale, accanto alla quale c’è l’imperdibile Criptoportico forense, uno spazio architettonico seminterrato di grande suggestione visiva, costruito in epoca augustea: si sviluppa a forma di ferro di cavallo ed è costituito da due gallerie parallele con volte a botte, sostenute da robusti pilastri in blocchi di travertino. Secondo gli studiosi, era un passaggio coperto che racchiudeva al centro gli edifici sacri: una sorta di prolungamento del porticato del Foro, la pubblica piazza, che aveva la funzione di proteggere da pioggia e neve durante l’inverno e dal caldo durante l’estate.

Il Criptoportico Forense, foto Enrico Romanzi
Il Criptoportico Forense, foto Enrico Romanzi

Anche questo luogo di rara suggestione non poteva mancare nella finzione televisiva: il Criptoportico è infatti un punto di ritrovo per il vice questore, dove si confronta con i colleghi oppure riferisce ai superiori le novità sui casi che deve risolvere.

Foto Daniele Mantione, courtesy Film Commission Vallée d'Aoste
Foto Daniele Mantione, courtesy Film Commission Vallée d’Aoste

A questo punto, se avete voglia di fare un po’ di moto, potete noleggiare una mountain bike o una e-bike (Bike4heritage, cell. 329 7006244; bikeheritagevda@gmail.com) e raggiungere fuori città la passerella ciclopedonale sulla Dora Baltea, sotto la quale avviene il ritrovamento di un cadavere di un trans in Pulvis et ombra, terzo episodio della seconda stagione televisiva.

La passerella ciclopedonale sulla Dora Riparia
La passerella ciclopedonale sulla Dora Riparia

Senza contare che da qui partono strade panoramiche, percorribili in bici e a piedi, che raggiungono le colline coltivate a vite e i meleti che circondano Aosta. Per fare acquisti vi consigliamo l’azienda agricola Saint-Grat in località Torrent, dove si possono assaggiare e comperare numerose e squisite varietà di mele: Royal Gala, Renetta Canada, Golden Delicious, Jonagold Prince, Mairac, Stark e Fuji. Meritano una citazione gli squisiti succhi di mela Reinetta, Jus d’Or e Princesse, ottenuti da frutti coltivati in loco (Azienda agricola Saint-Grat, loc. Torrent, 1 Gressan, www.melaugusta.it, cell. 333 7101389).

La passerella sospesa sull'orrido di Pré-Saint-Didier
La passerella sospesa sull’orrido di Pré-Saint-Didier

Oltre ad Aosta, altri posti della Regione sono stati usati come location delle avventure letterarie e televisive di Rocco Schiavone. Tra i più spettacolari, c’è sicuramente l’Orrido di Pré-Saint-Didier con la sua passerella d’acciaio (160 metri di altezza): come molti ricorderanno, l’assassino dell’episodio Tutta la verità (tratto da Buon Natale Rocco) si suicida proprio lanciandosi da qui e Rocco non riesce a fermarlo.

Rocco Schiavone alle QC Terme di Pré-Saint-Didier, foto Luisella Perrod per Pro Loco di Pré-Saint-Didier
Rocco Schiavone alle QC Terme di Pré-Saint-Didier, foto Luisella Perrod per Pro Loco di Pré-Saint-Didier

Per concludere il tour potrete percorrere in discesa il breve itinerario tra i boschi che parte dalla passerella raggiungendo altre due location dello stesso episodio: l’antico ponte sulla Dora di Verney e le QC Terme Pré-Saint-Didier, situate in un elegante palazzo ottocentesco e dotate di piscine all’aperto con vista strepitosa sul Monte Bianco, il “Tetto d’Europa”.

Foto Luisella Perrod per Pro Loco di Pré-Saint-Didier
Foto Luisella Perrod per Pro Loco di Pré-Saint-Didier

Per altre location, non ci resta che aspettare la terza serie (la Rai ha infatti confermato la continuazione della fiction): a presto, Rocco!

L'antico ponte sulla Dora di Verney a Pré-Saint-Didier
L’antico ponte sulla Dora di Verney a Pré-Saint-Didier

 

Dove mangiare
Pam Pam trattoria degli artisti. Cucina tipica valdostana, con un tocco di creatività, e un’ampia scelta di vini, locali e non. Tra i must, la Fonduta, preparata con la Fontina valdostana Dop; la zuppa di farro o castagne e funghi porcini; il brasato al Blanc di Morgex e il capriolo in civè al Pinot Noir. Per finire, zabaione con le tegole, i tipici biscotti locali (via Maillet 5/7, www.trattoriadegliartisti.it).

Lardo d'Arnad con mousse di castagne servito da Pam Pam trattoria degli artisti
Lardo d’Arnad con mousse di castagne servito da Pam Pam trattoria degli artisti

Sur la Place. Bistrot e piccola enoteca, di fronte alla Cattedrale. Paolo, il patron, propone a pranzo piatti che cambiano ogni giorno, con un’attenzione particolare alla disponibilità di materie prime sui mercati locali, bio ed equosolidali. Alla sera menu alla carta, sempre legato alla terra e alla stagionalità, e gli “imperdibili”, tra i quali polenta concia, trippa con i ceci, pasta e fagioli (piazza Papa Giovanni XXIII n° 8; http://www.surlaplace.it).

Polenta concia, una specialità del bistrot Sur La Place
Polenta concia, una specialità del bistrot Sur La Place

Vecchio ristoro. Situato in un vecchio mulino, a pochi passi dal Museo archeologico, questo ristorante è gestito da Katia Gini e dal marito, lo chef Alfio Fascendini, una stella Michelin. Diversi i menu, tutti caratterizzati da piatti di grande originalità. Per esempio, quello del territorio propone salame di trota salmonata, mela candita e maionese di carote all’olio di noci; gnocchi di patate al cacaco con civet di cervo e croccantini di mais; coniglio disossato e farcito con castagne e lardo d’Arnad; semifreddo alla grappa di mirtilli con salsa vaniglia (via Tourneve 4; www.ristorantevecchioristoro.it).

Il castello di Avise
Il castello di Avise

Signori d’Avise. Un ristorante che vale una gita fuori porta anche solo per la location: è infatti situato nell’antico castello di Avise, località tra Aosta e Courmayeur. I piatti sono quelli della tradizione valdostana rivisitati in chiave moderna, accompagnati da un’ampia selezione di vini italiani ed esteri. Ottimi i taglieri con formaggi e salumi tipici, come Fontina Dop, Vallée d’Aoste Fromadzo Dop; Mocetta; Saouseusse; Jambon de Bosses Dop; Boudeun. Menzione speciale per la Seupa à la Vapelenentse, la zuppa di Valpelline, a base di cavolo verza, Fontina valdostana Dop, pane integrale o di segale raffermo, brodo di manzo (http://www.signoridiavise.com).

Seupa à la Vapelenentse: si può gustare al ristorante Signori d'Avise
Seupa à la Vapelenentse: si può gustare al ristorante Signori d’Avise

 

Il living del B&B Le Reve Charmant
Il living del B&B Le Reve Charmant

Dove dormire
Le Reve Charmant, un B&B di charme nel cuore del centro storico di Aosta: pochissime le stanze (quattro matrimoniali e due junior suite), arredate con cura e caratterizzate da un’atmosfera calda e romantica che ricorda quella di un elegante chalet di montagna. Nell’accogliente sala per la colazione, riscaldata in inverno da una splendida stufa in pietra ollare, viene servito un breakfast a buffet preparato con prodotti locali, freschi e di stagione. Le Reve Charmant propone anche tre appartamenti da affittare, situati in uno storico fabbricato del centro pedonale a pochi passi dall’Arco d’Augusto, dal Teatro Romano e dalla Chiesa di Sant’Orso (www.lerevecharmant.com; info@lerevecharmant.com).

Una camera del B&B Le Reve Charmant
Una camera del B&B Le Reve Charmant

Per saperne di più sulla Valle d’Aosta e l’offerta turistica: www.lovevda.it; www.bookingvalledaosta.it

La Cattedrale, foto Enrico Romanzi
La Cattedrale, foto Enrico Romanzi