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Il nuovo Nhow hotel di Marsiglia

hotel NHOW Marseille

Unconventional e iconico, il Nhow Marseille (www.nhow-hotels.com) è l’attesissima novità lanciata da questo brand di NH Hotel Group, una delle principali catene alberghiere del mondo. Un brand del tutto particolare, in grado di adattarsi alla perfezione alla città che lo ospita, grazie alla scelta precisa di mixare le aspirazioni dell’architettura contemporanea con la creatività dei designer piu trendy. Senza dimenticare che tutti i Nhow hotel (per il momento sono a Milano, Berlino, Rotterdam ma ne verranno presto inaugurati altri a Londra e a Santiago del Cile) sono situati in zone urbane “in progress”, dove si stanno verificando cambiamenti significativi a livello sociale.

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Anche il Nhow di Marsiglia rispetta questa filosofia ed è caratterizzato da un proprio concept, ispirato al mood di questa indimenticabile città del Sud della Francia, capoluogo della Regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra (https://it.france.fr/it). Merito degli architetti marsigliesi Claire Fatosme e Christian Levèfre che, insieme all’architetto e interior designer italiana Teresa Sapey, hanno sapientemente “reiventato” una struttura preesistente dandole un’identità tipicamente marsigliese, che evoca al tempo stesso la terra e l’acqua, la città e la spiaggia. Una scelta in armonia con la location dell’hotel, situato sulla Corniche, la strada panoramica che corre sul lungomare, tra il Porto Vecchio e il quartiere Prado.

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Gli architetti Claire Fatosme e Christian Levèfre si sono occupati della ristrutturazione della hall, del belvedere in vetro del secondo piano e dello Sky Bar, dove la vera protagonista è una lampada formata da quattromila sardine di acciaio, realizzata per Sciabetti dall’artista inglese Frances Bromley.

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Questo accogliente ambiente, situato al terzo piano vicino all’ingresso dell’hotel, è stato concepito per diventare uno dei “place to be” della città, un punto di riferimento per il mondo del mixology e per ospitare qualsiasi tipo di evento, sia di giorno sia di sera.

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Portano la firma dei due architetti marsigliesi anche le camere e i corridoi, decorati con immagini che riproducono i graffiti delle strade della città. Come sottolineano i progettisti, «abbiamo voluto creare tutti i volti di Marsiglia attraverso i suoi artisti. Un affresco e animazioni visive dell’artista marsigliese Tristan Bonnemain, graffiti reinterpretati dal graphic designer marsigliese Guy Bargin ed elementi grafici visivi del designer Adrien Bargin conferiscono ai diversi ambienti un carattere locale davvero unico, accattivante ed emblematico». Indimenticabile la suite Penthouse, che si sviluppa su due piani con vista sul mare aperto, ideale per feste, dove a disposizione degli ospiti ci sono molte “amenity”, per esempio un fornitissimo bar per preparare cocktail di tutti i tipi.

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Hanno invece la firma dell’italiana Teresa Sapey, architetto e interior designer nata a Torino ma di stanza a Madrid (dove ha fondato un affermato studio di importanza internazionale), nominata Cavaliere dell’Ordine del merito della Repubblica italiana nel 2009, la progettazione delle zone comuni del pianterreno: il Cactus Bar che evoca un giardino del Mediterraneo, il Tunnel Bar, il ristorante, la terrazza e gli spazi destinati a meeeting ed eventi.

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Come spiega l’architetto Sapey, «ho voluto trasferire le contraddizioni e l’energia di Marsiglia all’identità dell’hotel, conferendogli una personalità unica e fortemente marsigliese. Il Cactus Bar, per esempio, sembra un’enorme piattaforma sottomarina situata sotto la roccia della Corniche. I lavandini del bagno, invece, hanno la tipica forma del sapone di Marsiglia e i pavimenti, dal blu al verde smeraldo, sono un fedele riflesso del colore del mare».

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Dici mare e pensi immediatamente all’acqua, un altro elemento fondamentale dell’hotel situato proprio in una “terra di mezzo” tra la sorgente di Roucas Blanc – che sgorga da una roccia situata all’interno della struttura alberghiera – e il mare. Un incontro tra acqua dolce e acqua salata, dunque, che Teresa ha voluto consacrare con un Tunnel del tutto particolare che collega la sorgente stessa all’uscita dell’albergo situata a livello del mare. «Il tunnel è l’anello di congiunzione tra l’acqua sorgiva e quella salata», spiega. «Un’unione importante – l’acqua in tutte le sue forme è alla base della vita – che ho voluto evidenziare anche scegliendo diverse tonalità di blu e di azzurro lungo il tunnel stesso: a seconda del verso in cui lo si percorre, le tonalità diventano piu scure o più chiare sottolineando la differenza e, al tempo stesso, la somiglianza tra liquido dolce e salmastro. Inoltre, il blu con le sue varie tonalità è anche un riferimento al mare e al cielo: il paesaggio locale è infatti prevalentemente di questo colore. L’ho notato facendo i sopralluoghi necessari alla ristrutturazione dell’hotel, quando ho visitato la città in diversi periodi dell’anno: però, mi sono accorta che, a seconda della stagione, le gradazioni di blu cambiavano, così ho deciso di riprodurle negli interni dell’hotel rendendo omaggio alla luce unica e cangiante del cielo marsigliese».

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Oltre al blu e agli azzurri, passeggiando negli spazi comuni si notano altri cromatismi: per esempio, il giallo e l’arancione. Perché questa scelta? «Il giallo è il Sole, è l’olio d’oliva, la luce, l’allegria, mentre l’arancione e le gradazioni di rosso sono i colori tipici di questa parte della Francia, molto mediterranea, dove si fa un grande uso di spezie e si coltivano e consumano abbondantemente pomodori e frutti dalle nuance aranciate», sottolinea Sapey.

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Il Nhow Marseille ha 150 camere delle quali 39 standard, 5 family rooms, 96 premium con balcone, 9 suite e la suite Nhow Penthouse che si sviluppa su una superficie di 130 metri quadrati distribuiti su due livelli.

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Tra gli obiettivi di questo nuovo albergo c’è quello di diventare un punto d’incontro tra artisti locali, nazionali e internazionali. Inoltre, i responsabili del brand si augurano che la collaborazione con gli enti locali, per esempio musei, ufficio del turismo e altre istituzioni, diventi fondamentale per avvicinare la città agli ospiti del Nhow hotel.

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C’è da scommetterci che sarà così, visto che Marsiglia è già una destinazione turistica di tutto rispetto. Tanto per avere un’idea, nel 2013, quando venne designata Capitale europea della cultura e il New York Times la indicò come seconda destinazione del mondo dopo Rio de Janeiro, i visitatori passarono dai circa 4 milioni dell’anno precedente a più di 11 milioni.

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