Italy

Treviso, piccola Venezia della terraferma

Buranelli Canal in Treviso (Veneto, Italy).

In medio stat virtus: locuzione latina perfetta per definire la collocazione geografica di Treviso, accogliente città veneta a metà strada tra la laguna di Venezia e le colline dell’Alta Marca Trevigiana, punteggiate di vigneti dai quali si ricava l’eccellente Prosecco Docg e ottime cantine che propongono visite e degustazioni (per esempio, Astoria: http://www.astoria.it).

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Una posizione, quella di Treviso, che nel corso dei secoli si è rivelata strategica sia dal punto di vista militare sia da quello commerciale: l’antica Tarvisium romana era infatti una città assai prospera nel Medioevo (per convincersene basta dare un’occhiata al centralissimo e imponente Palazzo dei Trecento, risalente al 1185) e lo divenne ancor di più a partire dal 1389, anno in cui i trevigiani, dopo alterne vicende di sudditanza, si concessero spontaneamente alla Serenissima, che assicurò loro una lunga e prosperosa pace. Di questa lunga alleanza, che durò fino al 1797, rimangono evidenti tracce storiche e artistiche, tanto che Treviso viene spesso definita la piccola Venezia della terraferma.

canale

Di fatto, pur essendo situata in pianura, è una città d’acqua, attraversata dal fiume Botteniga che, grazie a una grandiosa opera di ingeneria idraulica effettuata intorno al 1500, si suddivide in vari rami (detti cagnani) che sfociano nel Sile, l’altro fiume che lambisce la parte meridionale dell’abitato. Sia il Botteniga sia il Sile sono fiumi di risorgiva, ovvero nascono dai suoli di pianura e, a differenza di quelli che sgorgano dalle sorgenti di montagna, mantengono sempre la stessa temperatura e la stessa portata, senza pericolo di alluvioni o periodi di secca: per secoli i barcaioli trevigiani furono così in grado di trasportare a Venezia il frumento macinato nei mulini locali (un tempo erano più di 300) e il legname proveniente dalle Alpi che serviva per costruire le fondamenta delle case sulla laguna oppure gli scafi delle navi, contribuendo alla prosperità della loto città.

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Di questo passato “acquatico” restano numerose tracce: per scoprirle basta andare a zonzo per il centro storico e lasciarsi sorprendere da scorci inaspettati che ricordano appunto quelli di Venezia. Uno dei luoghi più suggestivi è sicuramente l’isola della Pescheria, lambita dal Cagnan Grando (uno dei rami del Botteniga) dove, tutti i giorni tranne la domenica e il lunedì, c’è il mercato del pesce proveniente dalla vicina laguna.

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Da non perdere anche il canale Medio o dei Buranelli, così chiamato perché conserva ancora le antiche abitazioni dove nel Cinquecento vivevano alcuni commercianti originari dell’isola di Burano. Vale una sosta anche il Ponte Dante, citato dal Sommo poeta in un verso della Divina Commedia (Paradiso, IX, 49) come il luogo «dove Sile e Cagnan s’accompagna» per descrivere la diversa colorazione dei due fiumi che, pur confluendo l’uno nell’altro, per un certo tratto non si mischiano a causa delle diverse densità e profondità delle loro acque.

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Treviso offre moltissimi altri luoghi di interesse: la Cattedrale dedicata a S. Pietro con un dipinto di Tiziano, chiese, basiliche, palazzi (per esempio, Palazzo Bomben che oggi, insieme a Palazzo Caotorta, ospita la Fondazione Benetton Studi e Ricerche), la quattrocentesca Ca’ dei ricchi e, last but not least, la Piazza dei Signori, cuore e anima della città, piena di caffè animati fino a tarda sera: il luogo ideale per concludere una giornata piena di emozioni sorseggiando uno spritz, what else?

high tower of the Palace of the three hundred in Piazza dei Sign

Per ottimi tour organizzati in città e nei dintorni ci si può rivolgere a Musement, multipiattaforma che offre esperienze di viaggio in tutto il mondo, www.musement.com/it/treviso.

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La Greenway del Sile: da Treviso al mare
Lungo il Sile, il fiume di risorgiva più lungo d’Europa (95 km), lo scorso anno è stata inaugurata una pista ciclabile che da Treviso porta fino a Jesolo Lido (55 km). Un itinerario suggestivo e in mezzo al verde che permette di ripercorrere a ritroso il passato, quando il fiume era un compagno di vita quotidiana per gli abitanti del territorio (www.visitsile.it). Partendo da Treviso si incontra infatti il Porto di Fiera, ultimo vero scalo acquatico della città, attivo fino alla prima metà del secolo scorso. C’è poi il cosiddetto cimitero dei burci dove, a pelo d’acqua, giacciono queste imbarcazioni, un tempo utilizzate per il trasporto di merci, poi abbandonate e semiaffondate nel 1975 quando la navigazione fluviale fu definitivamente soppiantata dal trasporto su gomme. A Casier il percorso segue un’ampia ansa del fiume sulla quale, un tempo, si stendeva il principale porto del Sile (qui potevano fermarsi fino a 100 imbarcazioni per notte); nella tappa successiva, Lughignano, si possono ammirare la graziosa chiesa romanica di San Martino e la Villa Corner Fiammetta Gabbianelli, una delle più armoniose costruzioni edificate nei secoli sul fiume doatata anche di cavana, ovvero ricovero coperto per barche. Tra le altre soste imperdibili, l’oasi naturalistica di Cervara, dove c’è la possibilità di ammirare gufi e cicogne.

I burci, antichi barconi veneziani
I burci, antichi barconi veneziani

Dove mangiare
Tra i prodotti tipici del territorio ci sono il radicchio rosso di Treviso (http://www.radicchiorossodosson.it) nelle due varietà precoce e tardivo, il radicchio variegato di Castelfranco Igp, l’asparago bianco di Cimadolmo Igp, il formaggio Casatella Dop e il Prosecco Docg. Le ricette spaziano dai risi e bisi ai frittini, dal baccalà mantecato al tiramisù, dolce locale per eccellenza la cui origine viene però contesa tra varie città: in realtà, la prova dell’autenticità della ricetta è descritta, alla fine degli anni ’60, dal famoso enogastronomo Giuseppe Maffioli nel suo libro La cucina trevigiana. Lo potete gustare, insieme ad altri piatti gustosi, a Le Beccherie, raffinato locale di design con ampie vetrate affacciate su un pittoresco canale (www.lebeccherie.it).

Il ristorante Le Beccherie
Il ristorante Le Beccherie

Un altro indirizzo da non perdere è il risto-bar Burici, con piccola veranda e giardino. Ambiente intimo e accogliente, personale molto gentile e menu con un ottimo rapporto qualità/prezzo.

Il Padellino con salmone marinato, guacamole e polvere di agrumi: una specialità del risto-bar Burici
Il Padellino con salmone marinato, guacamole e polvere di agrumi: una specialità del risto-bar Burici

L’Osteria al Corder è il luogo ideale per l’aperitivo o una cena in stile bistrot, con una proposta di 20 etichette del mondo Prosecco Doc e Docg (www.corder.it). Il locale è ospitato nella Casa dei Carraresi, uno dei palazzi medievali più celebri della città, oggi sede di importanti mostre internazionali e convegni (www.casadeicarraresi.it).

L'Osteria al Corder
L’Osteria al Corder

Da segnare in agenda anche l’osteria Acquasalsa, con delizioso dehor affacciato sull’isola della Pescheria. Il paradiso della cicchetteria, un vero e proprio bacaro molto simile a quelli veneziani (www.acquasalsa.com).

L'isolotto della Pescheria
L’isolotto della Pescheria

Dove dormire
Dall’iinizio dell’anno ha aperto i battenti l’albergo B&B Hotels Treviso che, come le altre strutture del gruppo francese, si basa su un concetto di ospitalità a prezzi contenuti e competitivi, ovvero una filosofia econochic che mixa sapientemente servizio cordiale e friendly, design semplice e standard di qualità che garantiscono comfort e servizi di fascia superiore. La struttura trevigiana si trova all’incrocio tra Via Cesare Battisti e Via D’Annunzio, nelle immediate vicinanze del centro storico e a dieci minuti adi passeggiata dalla stazione ferroviaria.

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Le camere sono in tutto 80, per un totale di 150 posti letto, dispongono di comodi letti con materassi e cuscini made in Italy, bagno privato dotato di doccia con soffione XXL, phon, kit bagno, climatizzazione, connessione wi-fi gratuita, tv e cassaforte. Volendo, sono disponibili anche un servizio aggiuntivo di prima colazione, con buffet dolce e salato, e un corner shop aperto 24 ore su 24. Anche la reception è accessibile sia di giorno sia di notte grazie al servizio self check in che garantisce agli ospiti la massima flessibilità di orario.

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