La sostenibile bellezza del lusso

Lusso, calma e voluttà? Li potete trovare alla mostra in corso a Palazzo Reale, a Milano, che propone un percorso estetico alla ricerca di cosa sia il vero lusso. Curatore Stefano Zecchi, professore di Estetica, fondatore dell’Accademia Internazionale di Scienza della Bellezza ed esploratore instancabile delle mille sfaccettature in materia. Lungo una teoria di “stanze”, concepite ognuna come presentazione scenica e teatrale di un tema, ci si addentra nel concetto di lusso e sui mutamenti della sua accezione nel tempo. Complice l’esposizione eclettica di oggetti, in un intreccio tra antico e moderno, tradizione e innovazione, a delineare le sue metamorfosi, ci si interroga se il lusso sia espressione del potere, sfarzo, poesia, ostentazione, opulenza, vivere inimitabile di dannunziana memoria o semplicemente bellezza. Giocando sulla radice latina lux, si spazia tra luce e luxuria, mentre flash sui modi di vivere il lusso presenti e passati, tra edonismo ed eccentricità, sono magistralmente evocati dal film di Cesare Cicardini (da non perdere) proprio alla fine dell’itinerario, insieme all’omaggio al grande Gualtiero Marchesi e al suo risotto con la foglia d’oro. In ogni caso, l’esercizio speculativo è l’occasione per mettere in mostra esempi di alto artigianato ed eccellenze creative. Forse in quantità tali da ricordare proprio la dimora del Vate sul Lago di Garda e da richiedere pertanto un’attenzione al dettaglio, oltre che lo stupore del colpo d’occhio.
Tra le istituzioni che hanno partecipato, citiamo la Fondazione Il Vittoriale degli Italiani, la Fondazione del Teatro La Scala, i Musei Civici di Milano, il Museo Poldi Pezzoli, la Fondazione Gualtiero Marchesi. Presenti molti brand contemporanei eccellenti – per esempio Venini, Montegrappa, i gioielli della Maison Roberto Coin, Damiani, le scarpe dell’atelier Giuseppe Zanotti – che dialogano con le opere del passato provenienti dai musei. Dopo l’ingresso, dalla stanza del Palazzo a quella del Tesoro, del Tempo, della Luce, della Vanità (doppia), del Giardino Segreto, della Maschera (con le maschere artigianali e i costumi di Antonia Sautter, anima creativa e direttore artistico de Il Ballo del Doge di Venezia), della Giostra e, dulcis in fundo, quella della citata Luxuria, una cavalcata scintillante e colorata. Il lusso è anche divertimento? Si identifica troppo con ciò che è molto costoso? Troppo volgare. “La definizione di lusso sfugge al calcolo quantitativo”, scrive Stefano Zecchi nel suo libro Il lusso. Eterno sogno di voluttà e bellezza, in cui lo ha esaminato sotto ogni profilo (storico, antropologico, sociologico ed estetico). “Chi davvero si lascia sedurre dal lusso non è preda di un bisogno di esibizione ma, piuttosto, è catturato dal desiderio di naufragare in una bellezza che oltrepassa il gusto soggettivo e possiede una sua universalità”. Ma l’argomento rischia di sfuggire di mano, perché nelle sue molteplici implicazioni si allarga, tentacolare, a coinvolgere stile, savoir faire, business. Ma anche concetti immateriali, come spazio e tempo. Il lusso è un’educazione estetica e a volte, invece, è eccesso. Qui troverete tutto.
Luxus, Lo stupore della bellezza. Palazzo Reale, Milano, fino al 30 settembre
www.palazzorealemilano
www.mostraluxusmilano.it