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Inaugurato il primo The Student Hotel in Italia

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La prima cosa che mi colpisce al momento del check in nel nuovissimo The Student Hotel (TSH) di Firenze, situato di fronte al giardino della Fortezza Da Basso, è una brochure appoggiata su una scaffalatura: «May the student in you never die», recita la scritta di copertina in campo giallo. Poche parole che riassumono alla perfezione la filosofia di questo albergo, il primo del genere in Italia.

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Un’esperienza di ospitalità ibrida e innovativa inventata dallo scozzese Charlie McGregor, Ceo del colosso olandese TSH che vanta strutture analoghe ad Amsterdam, Rotterdam, Parigi e Barcellona. Più precisamente, gli hotel della catena di cui fa parte anche quello fiorentino sono per metà una residenza destinata agli studenti e per l’altra metà una struttura alberghiera dedicata a viaggiatori globali e uomini d’affari rimasti un po’ studenti nell’anima. Non a caso, come spiega lo stesso MacGregor, «ogni nostro progetto ha lo scopo di risvegliare e ispirare la mente aperta e anticonvenzionale che abbiamo dentro di noi, indipendentemente dall’età».

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Qual è dunque la strategia per tenere viva la “youthful soul” dei clienti? In primo luogo, i TSH sono strutture che si prefiggono di abbattere confini e barriere non solo tra gli ospiti stessi, ma anche nei confronti delle comunità locali. Obiettivo che viene perseguito aprendo gli spazi di coworking e coliving degli hotel anche agli abitanti del posto nella speranza che, insieme a studenti e viaggiatori, condividano esperienze e opinioni e creino persino partnership, dando vita a quella che MacGregor auspica possa diventare una «comunità completamente connessa». Senza contare che, dal punto di vista economico, questo modello ibrido di ospitalità è in grado di generare introiti sia in alta sia in bassa stagione.

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Caratteristiche che contraddistinguono anche l’albergo di Firenze, ricavato da uno splendido edificio del XIX secolo (l’ex Palazzo del sonno) che, in una superficie di oltre 22.000 metri quadrati, accoglie 390 camere di design, un ristorante, un cocktail bar, un’area fitness, area noleggio bici, libreria, sala studio, sala giochi, concept store, music store, una piscina e uno sky bar sul top roof con vista spettacolare sulla città e le colline circostanti.

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Tra gli spazi comuni, aree coworking e un cortile “open air”, aperti anche agli esterni, che dovrebbero appunto diventare una “piazza per la città”. Come sottolinea MacGregor, «il pianoterra è libero e dotato di zone speciali per imprenditori e professionisti che, abbonandosi, potranno disporre di una sede nel nostro hotel».

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Nel rispetto di questo spirito cosmopolita, la ristorazione del TSH di Firenze avviene in collaborazione con il ristorante- caffetteria La Ménagère, indirizzo cult molto diverso da quelli classici fiorentini: si tratta infatti di un concept-restaurant di design che propone una cucina nella quale si incontrano tradizione e innovazione e dove le sperimentazioni per gli accostamenti insoliti avvengono sempre nel rispetto di ciò che la natura ha da offrire in base alla stagionalità.

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Per quel che riguarda i prezzi della camere, la permanenza per un anno accademico universitario costa a uno studente 800 euro al mese, bollette e servizi inclusi. Un po’ caro, si potrebbe obiettare. Ma, è opportuno sottolinearlo, siamo ben lontani dalle squallide stanze d’affitto, con bagno e cucina in condivisione, che vengono quasi sempre proposte agli studenti che frequentano l’università lontano da casa. E poi, come spiega MacGregor, «noi cerchiamo di fornire una piattaforma alle persone perché possano incontrarsi e ambientarsi in una nuova città: per questo ci focalizziamo sugli studenti del primo anno». Come dire, superato l’impatto iniziale, l’anno successivo lo studente può anche pensare a una sistemazione diversa dall’hotel, avendo avuto il tempo di conoscere meglio il luogo in cui ha deciso di compiere il suo ciclo di formazione.

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Durante l’inaugurazione del TSH fiorentino, MacGregor ha anche anticipato le strategie future. «Dovremmo inaugurare dieci strutture in Italia entro i prossimi cinque anni con un investimento di 600-700 milioni di euro. Il primo ad aprire i battenti sarà quello di Bologna, all’inizio del 2019, mentre sono ancora in fase di pianificazione e sviluppo la struttura di Firenze Belfuore e quella dell’ex Dogana San Lorenzo a Roma». Nelle intenzioni del brand, negli anni a venire altri TSH sono previsti anche a Torino, Milano, Venezia, Napoli più una secondo a Roma e un terzo a Firenze, nell’ex Manifattura Tabacchi.

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