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Dimmi come fai le valigie e ti dirò chi sei

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È assodato: per molti la sola idea di pensare a che cosa portare con sé, a prescindere dalla meta e dalla durata del viaggio, è fonte di ansia pre-viaggio, come gli psicologi americani definiscono l’agitazione da bagaglio, cioè il disagio che alcuni provano davanti alla valigia vuota. Il bagaglio dice di noi più di quanto pensiamo”.

Sono le parole di Mariangela Rossi, scrittrice, giornalista, creatrice di fragranze, ideatrice di itinerari olfattivi a Milano ma soprattutto viaggiatrice seriale, che da sempre gira il mondo e lo racconta su testate prestigiose.

Appassionata di New York, dove ha vissuto, ma anche “di pittura orientale, hôtellerie, libri, giardinaggio, arte del ricevere, silenzio, design, peonie, fotografia, cucina naturale, persone autentiche, e non necessariamente in quest’ordine”, come racconta nella sua biografia. Con un particolare: ha una valigia sempre pronta.

Workshop Muji - Mariangela Rossi

Non poteva quindi esserci che lei al flagship store di Muji di Corso Buenos Aires, celebre brand giapponese specializzato anche in articoli da viaggio, per presentare un workshop molto speciale su come fare la valigia perfetta, indipendentemente dalla meta e dalla durata del viaggio. Segreti salvatempo e salvaspazio. Complici gli accessori smart, le custodie, i travel organizer e le valigie rigide di Muji.

Ecco i 10 travel tips di Mariangela Rossi

  1. Non farsi prendere dall’ansia, per arrivare alla meta in modalità relax. Parole chiave: tempo, pazienza e soprattutto organizzazione
  2. Fare una lista, anzi due. Una di capi e accessori indispensabili, l’altra di ciò che ci farebbe piacere ma non è fondamentale. E iniziare dalla prima. I più digital si affidano ad app per smartphone, come PackPoint o Bag List
  3. Immaginare già prima gli outfit, capi adatti a ogni situazione, meglio se di colore neutro e facilmente abbinabili fra loro, e poi aggiungere un tocco di colore in una bella collana, negli accessori o in una stola, che li valorizzino. Partite dalle scarpe: il resto gira intorno a loro.
  4. Selezionare bene il bagaglio, che sia rigido, light e con quattro ruote piroettanti. Muji ha varie versioni, dai 104 litri per i viaggi lunghi al piccolo trolley da 19 litri, misura consentita a bordo dalla maggior parte delle compagnie aeree, per spostamenti brevi o come bagaglio a mano. Per il weekend, molto più chic un borsone a mano, adattabile, morbido, nero in nylon o in tela canvas beigeSUB_19
  5. La Cabin bag è importantissima, soprattutto in caso di ritardo o smarrimento della valigia. Deve contenere un mini beauty case con le medicine e creme idratanti, burro di cacao, collirio e liquidi, da trasferire nei flaconcini sotto ai 100 ml, e una t-shirt e biancheria di ricambio. Qui dentro vanno anche laptop, iPad, Kindle o libri, cuffie noise reduction, cuscino da viaggio e mascherina personale nel caso di lunghi voli.
  6. Beauty case. È preferibile in tessuto lavabile e con comparti pratici e tasche per pennelli. Regole base: fare un inventario focalizzandosi su must have e medicine indispensabili, scegliere formati pocket e prodotti beauty multipli. Un consiglio: maschera super idratante e patches per il contorno occhi, da utilizzare all’arrivo.
  7. Riporre i capi procedendo per strati, secondo la regola della piramide, ponendo sul fondo capi più pesanti, come le scarpe, sempre protette nell’apposito sacchetto, e a metà aggiungere capi di peso medio. Utilissime le custodie in varie dimensioni, inclusa quella per la biancheria, per tenere tutto in ordine, fare e disfare la valigia in un attimo e separare la roba usata da quella pulita, così al ritorno non dovrete rilavare tutto! Se portate con voi qualcosa di fragile riponetela esattamente nel mezzo, così che non subisca gli urti.SUB_77
  8. Esistono due scuole di pensiero per disporre gli abiti. Una è quella di Marie Kondo, l’autrice giapponese de “Il magico potere del riordino”, che pone tutti i capi arrotolati all’altezza della valigia e sistemati in verticale. L’altra, quella condivisa da Mariangela, consiste invece nel piegarli con carta velina all’interno e poi riporli in sacchetti o nelle custodie di nylon leggere con la cerniera, disponibili in varie dimensioni. “Rolls” perfetti, secondo lei, ma solo al ritorno.
  9. Portare con sé la propria fragranza d’ambienteQuando arrivo in una stanza d’albergo amo rinfrescare l’aria non solo aprendo la finestra ma anche diffondendo la mia fragranza d’ambiente, che porto con me in travel spray, o eventualmente bruciando dell’incenso in piccoli coni. Amo molto i profumatori per il cuscino, che si possono anche creare da soli, aggiungendo ad acqua tiepida da 5 a 10 gocce di olio essenziale di camomilla, lavanda, verbena o melissa, che hanno un effetto rilassante e conciliano il sonno, o la menta piperita perfetta per riequilibrare, stimolare e combattere eventuale malesseri a bordo”, racconta Mariangela.
  10. Disfare il bagaglio appena arrivate in hotel. Utilizzare se possibile vaporizzatori da viaggio portatili, che rinfrescano e tolgono le pieghe. In alternativa, si appende l’abito in bagno sulle apposite grucce da viaggio pieghevoli e si apre il rubinetto dell’acqua calda, chiudendo bene la porta per circa 10 minuti. Il vapore eliminerà le pieghe. Capo come nuovo e voi subito pronte.
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E l’ultimo tip di Mariangela, da non dimenticare mai?

Ci sono viaggi che si fanno con un unico bagaglio, il cuore. Lo diceva Audrey Hepburn, ma è un pensiero che ho fatto mio da sempre”.

Mariangela con valigia

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