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Karlsruhe vale un weekend

L'edificio che ospita lo Zkm, un'ex fabbrica di armi
Lo Zkm, ospitato in un’ex fabbrica di armi

Una premessa necessaria: fino a poco tempo fa non avrei mai pensato a Karlsruhe, città tedesca del Baden- Württemberg, come a una possibile meta per un fine settimana. Al massimo l’avrei presa in considerazione per uno stop over di una notte durante un viaggio automobilistico verso il nord Europa. Perché, diciamo la verità, questa regione nel sud della Germania – il Baden-Württemberg, appunto, al confine con Francia e Svizzera – nel nostro immaginario turistico è molto legata a Stoccarda, che ne è il vivace capoluogo, alla Foresta Nera, alla località termale di Baden Baden e alle pittoresche località affacciate sul Lago di Costanza.

La sala che accoglie i visitatori all'entrata dello Zkm
La sala che accoglie i visitatori all’entrata dello Zkm

In realtà, mi sono ricreduta su Karlsruhe dopo avervi soggiornato per due giorni, il tempo necessario – a mio parere – per coglierne gli aspetti più interessanti. La decisione di visitare questa città tedesca è nata dopo aver sentito parlare dello Zkm (Zentrum für kunst und medien), ovvero Centro per l’arte e la tecnologia dei media, un’istituzione culturale fondata nel 1989 e ospitata all’interno di un periferico ex edificio industriale che, durante la Seconda guerra mondiale, veniva utilizzato come fabbrica d’armi.

Uno spazio interattivo presso la mostra Open codes
Uno spazio interattivo presso la mostra Open codes

Anche se esiste ormai da quasi 30 anni, si tratta di un centro decisamente all’avanguardia, una sorta di innovativa “digital house” aperta a tutti, che ospita forme artistiche spaziali e visuali, come la pittura, la fotografia e la scultura, e quelle cosiddette time-based, cioè basate sul tempo, come film, video musica, arte, teatro e performance varie.

La mostra Open codes, allestita allo Zkm
La mostra Open codes, allestita allo Zkm

Un’istituzione nota in tutto il mondo che sarebbe riduttivo definire un museo e che, fin dagli esordi, si propone lo scopo di traghettare le arti classiche nell’era digitale analizzando i profondi cambiamenti dovuti all’avvento dell’informatica (non a caso il fondatore dello Zkm, Heinrich Klotz, lo aveva soprannominato “Electronic Bauhaus”, in omaggio alla Bauhaus, scuola tedesca di architettura, arte e design ideata nel 1919 da Walter Gropius, decisamente all’avanguardia per quei tempi). Tanto per avere un’idea dell’importanza dello Zkm nel panorama culturale tedesco, ma non solo, già nel 1995 era stato il primo al mondo a esplorare le condizioni e i mutamenti dell’arte e della politica dovuti all’avento dell’online attraverso una mostra intitolata net_condition.

Un'installazione digitale allo Zkm
Un’installazione digitale allo Zkm

Un interesse, quello per il mondo dei bit e le trasformazioni sociali a esso legate che continua tuttora. In questo periodo, infatti, lo Zkm ospita uno spazio interattivo in cui teenager e bambini possono cimentarsi con i videogiochi installati nei computer degli anni ’80 (tipo Commodore, per intenderci), mentre gli adulti possono comprendere meglio che cosa significhi vivere in un mondo strettamente interconnesso grazie alla mostra Open codes: più di 200 opere artistiche e scientifiche che spiegano il mondo dei codici digitali e le loro possibili influenze su forme di vita future.

Uno spazio dello Zkm dedicato a bambini e genitori
Uno spazio dello Zkm dedicato a bambini e genitori

Una mostra particolare, basata principalmente sull’interattività perché, come spiega il curatore Peter Weibel, «a differenza della fruizione convenzionale di quadri, sculture e installazioni appartenenti all’universo analogico, il siginficato di Open codes si rivela solo attraverso l’interazione fisica dell’osservatore-visitatore con le opere esposte». Non a caso, quindi, l’esposizione è allestita e concepita come uno spazio comune, un ambiente in cui la gente, oltre a osservare gli oggetti e i lavori in mostra, interagisce con essi e, volendo, si ritrova e scambia con gli altri visitatori idee, punti di vista e informazioni riguardanti la propria esperienza ricettiva.

Un altro spazio interattivo dello Zkm
Un altro spazio interattivo dello Zkm

Lo Zkm si trova in un’area periferica situata a circa due chilometri dal centro. Il tempo di una passeggiata o di un breve tragitto in auto e ci si trova in una realtà completamente diversa. Non certo la tipica città medievale tedesca dalle vie strette e tortuose (Karlsruhe è relativamente giovane, essendo stata fondata nel 1715), piuttosto un ottimo esempio di classicismo europeo che porta principalmente la firma dell’architetto Friedrich Weinbrenner, artefice, tra le altre cose, della piramide della Marktplatz, dedicata a Carlo III Guglielmo di Baden-Durlach, fondatore della città.

Il castello di Karlsruhe
Il castello di Karlsruhe

Ma il vero gioiello di Karlsruhe è sicuramente il castello, anch’esso fatto costruire per volontà di Carlo III Guglielmo tra il 1715 e il 1806: un edificio sfarzoso, edificato al centro di un semicerchio da cui partono, disposte come i raggi del sole, le 32 vie della parte più antica del centro urbano (salite sulla torre panoramica del maniero e capirete perché Karlsruhe è stata soprannominata Facherstadt, cioè città a ventaglio). All’interno del palazzo reale vale anche la pena visitare il Badisches Landesmuseum che, oltre a interessanti mostre temporanee, ospita una corposa collezione di oggetti decorativi, sculture, porcellane e mobilio di diverse epoche, a partire dal Medioevo.

La Marktplatz a Karlsruhe
La Marktplatz a Karlsruhe

Al di là di queste vestigia storiche, Karlsruhe è una città moderna, accogliente e dai ritmi rilassati, piena di locali in cui sedersi a bere qualcosa (per esempio, il cafè e creperie Pan in un cortile interno al numero 50 della Kaiserstrasse, la via dello shopping a poca distanza dal castello).

Il cafè Pan in Kaiserstrasse
Il cafè Pan in Kaiserstrasse

Non molto lontano dal centro, sulla Marienstrasse, una strada con diverse gallerie d’arte, c’è un ristorante piacevole e accogliente, il Kommoedchen, affiancato da un caffè e winebar che porta lo stesso nome (www.kommoedchen-ka.de).

Il cinema Schauburg in Marienstrasse
Il cinema Schauburg in Marienstrasse

Sulla stessa strada si affaccia lo Schauburg film theater, un cinema che, oltre alla normale programmazione, propone anche interessanti manifestazioni dedicate alle pellicole del passato e ai film in 70 mm. Per chi ama i locali di tendenza in città c’è il ristorante Kesselhaus (Griesbachstrasse 10c), consigliato dalla guida Michelin, che propone cucina cretiva in una location particolare: un’ex fabbrica di tessuti (http://www.kesselhaus-ka.de). I piatti sono di alta cucina, ideati dallo chef Sven Hemmann e serviti in un ambiente elegante, ma con un tocco rétro. Chi preferisce uno spuntino veloce o ama l’happy hour, può puntare verso Nick e Nora, fornitissimo negozio di liquori in Körnerstrasse 26 angolo Goethestrasse, che spesso si trasforma in un bar vero e proprio, con serate a tema (https://www.nicknora.de/laden).

IL negozio di liquori Nick e Nora
IL negozio di liquori Nick e Nora

Per maggiori informazioni sulla regione del Baden Württemberg e sulla sua offerta turistica: www.tourismus-bw.de