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Creativi brasiliani in mostra a Milano

Pesca Stool, creazione prodotta con la stampa 3D dal gurppo Plataforma4
Pesca Stool, creazione prodotta con la stampa 3D dal gurppo Plataforma4

Trecento bandiere, dipinte e decorate a mano dalle donne Kayapò dei villaggi di Pukany e di Kubenkokre (Amazzonia brasiliana) rallegrano il cielo milanese primaverile: si tratta dell’installazione Raise the flag, visibile in occasione della Design Week (17-22 aprile) in via Maroncelli, strada punteggiata di gallerie d’arte e studi di moda. Questa lunga fila di drappi colorati che ondeggiano al vento, caratterizzati da una grafica che richiama la natura e gli elementi indigeni, non a caso guida il visitatore fino al numero 14 della strada meneghina, sede dello spazio Edit, dove in questi giorni è ospitata la mostra Be Brasil nella quale 65 artisti raccontano la storia del design brasiliano dal Modernismo degli anni ’40 (da non perdere la sezione del padiglione dedicata ai complementi d’arredo di Sérgio Rodrigues, internazionalmente riconosciuto come il primo designer locale) a quello sperimentale contemporaneo. Il risultato è un perfetto mix in cui tutti i progetti, selezionati da Apex-Brasil, l’agenzia brasliliana per la promozione del commercio estero, in collaborazione con il Consolato generale del Brasile a Milano, conducono alla scoperta della creatività di questo Paese, in equilibrio tra sviluppo economico e senso della tradizione.

Sedia progettata da Joaquim Tenreiro, noto designer e artista visuale nato in Portogallo ma vissuto in Brasile
Sedia progettata da Joaquim Tenreiro, noto designer e artista visuale nato in Portogallo ma vissuto in Brasile

Molti gli elementi che colpiscono il visitatore. Per esempio, la sezione O sentar do brasileiro (Il modo di sedersi brasiliano) nella quale sono esposte differenti tipologie di sedie, poltrone e sgabelli, come la Mia Chair di Jader Almeida, pensata come un’estensione del corpo, la Cinto Chair di Carol Gay, realizzata con cinture di sicurezza e acciaio inossidabile, The book chair di Andre Luiz Pinto e Wave, morbida chaise longue di Larissa Batista.

La chaise longue Wave di Larissa Batista
La chaise longue Wave di Larissa Batista

Un altro allestimento di notevole impatto scenografico è la Mesa brasileira (La tavola brasiliana) in cui un grande tavolo accoglie oggetti di piccole dimensioni ideati da designer del calibro di Leandro Garcia che a Milano ha portato il suo vassoio Fita (Nastro), caratterizzato da un bordo metallico sottile e continuo e da un gioco di vuoti e di pieni che contribuiscono alla sua funzionalità.

La mesa brasileira, allestita all'interno della mostra Be Brasil
La mesa brasileira, allestita all’interno della mostra Be Brasil

Per quel che riguarda le soluzioni per l’illuminazione c’è la sezione Luminariàs (Apparecchi per l’illuminazione contemporanea) nella quale merita una menzione speciale la Congonhas pendant lamp, in sughero, ispirata alle ali di un Boeing 737-800. La creatrice è Gisela Simas, una delle più apprezzate designer brasiliane che a Milano ha portato anche il suo tavolino da caffè Dora, di concezione simile alla lampada. Come spiega Simas, «le materie prime sostenibili sono il futuro del design. Il sughero non solo è “ecologically correct”, ma ha anche anche un colore naturale meraviglioso ed è piacevolissimo al tatto. I miei pezzi traducono la mia visione del mondo nel design, che è di alta qualità e realizzato grazie al supporto delle più avanzate tecnologie». Tra i pezzi esposti, molto particolare anche la lampada a sospensione Iris, in legno e metallo e dotata di saliscendi, progettata dallo studio Pax.Arq per Munclair.

La lampada Iris, progettata dallo studio Pax.Arq
La lampada Iris, progettata dallo studio Pax.Arq

Completamente dedicata all’innovazione la sezione Nossa casa (La nostra casa) che raccoglie alcuni oggetti prodotti con la stampa 3D. Come Pesca stool, simile a una rete per catturare i pesci realizzata da Plataforma 4, o la ciotola per la frutta Carmen, creata da Gustavo Martini, un brasiliano che vive a Milano dove si è diplomato all’Istituto Marangoni: grazie al suo tocco innovativo, lo scorso anno è stato nominato Next generation designer da Wallpaper, mentre quest’anno ha vinto il Wallpaper design award 2018 per la categoria Best squaring up.

Il tavolino Dora, creato da Gisela Simas
Il tavolino Dora, creato da Gisela Simas

Ma l’esposizione del design brasiliano non finisce qui: anche altri luoghi della città durante la Design Week raccontano la creatività dei carioca e dei loro connazionali. Per esempio, la Pantosh chair, una sedia gigantesca (3 metri di altezza), realizzata da Leonardo Lattavo e Pedro Moog e collocata in via Guglielmo Marconi, tra il Duomo e Piazza Diaz; nella stessa strada c’è pure un cubo gigante che serve come tela per alcune sessioni di live painting di due noti street artists brasiliani: Toz (Tomaz Viana) e Mateu Velasco. Senza dimentticare tre modelli di sedie, Deby, Doca e Helga, create dai designer di Estudio Bola, a dispozione dei cittadini che aspettano l’autobus in Foro Bonaparte e in via Broletto: uno spazio all’aperto davvero confortevole e “stiloso”.

Carmen, ciotola per la frutta ideata da Gustavo Martini
Carmen, ciotola per la frutta ideata da Gustavo Martini