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In Croazia una pioggia di stelle

Conta 62 ristoranti la seconda edizione della Guida MICHELIN Croazia, disponibile esclusivamente online nel sito viamichelin.it.
“I nostri ispettori hanno visitato il paese dall’Istria a Dubrovnik, passando per le isole adriatiche, i confini orientali e la capitale Zagabria, scoprendo una scena gastronomica in rapida ascesa grazie alle influenze della cucina istriana e dalmata”.
Questo il commento di Michael Ellis, Direttore Internazionale Guide MICHELIN, che aggiunge:
“Lo sviluppo della scena culinaria si deve anche all’entusiasmo e all’energia della nuova generazione di giovani chef locali, che, viaggiando ed interagendo con molti colleghi europei, sono in grado di catturare tecniche, idee e concetti, così da offrire grandi esperienze ai clienti locali e ai turisti”.

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Nella selezione della Guida MICHELIN Croazia 2018, Pelegrini a Šibenik si aggiudica la prima stella MICHELIN. È un ristorante in cui Rudolf Štefan crea ricette molto interessanti, dai forti collegamenti con il territorio. Chef Štefan ha colpito gli ispettori con preparazioni di grande personalità e una cucina cerebrale che si è aggiudicata la stella per la precisione, la tecnica e un gusto fresco, semplice e pulito.
Nuova stella anche per il ristorante 360°, in posizione panoramica sulla baia di Dubrovnik, dove lo chef Marijo Curić esprime idee innovative in una cucina moderna, mediterranea e accompagnata da tecniche creative e rispetto per i prodotti locali.

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Lo stesso traguardo stellato già dallo scorso anno continua ad illuminare il percorso del ristorante Monte di Rovigno.
La Guida MICHELIN Croazia ha infine selezionato quattro Bib Gourmand; riconoscimento degli ispettori riservato a locali che offrono un menù di qualità a prezzi inferiori ai 35 euro/260 Kune.
Si tratta di ristoranti in zone diverse del paese, dalla bella e turistica isola di Korćula, con il ristorante Konoba Mate, al Konoba Fetivi di Split, al Vuglec Breg a Krapina, a nord di Zagabria, fino al Dunav di Ilok, su una collina che sovrasta il Danubio, non distante dal confine con l’Ungheria.