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Sardegna d’inverno

Bosa-Vista dal fiume Temo
Bosa-Vista dal fiume Temo | Foto di Gianmario Marras

di Gianmario Marras

Sardegna d’inverno. L’occasione giusta per arrivarci è il Carnevale, non solo quello oscuro dei monti della Barbagia, dominato dalle maschere dei Mamuthones,  ma anche quello più gioioso e scanzonato, con vista sul mare della costa occidentale. Approfittando delle tariffe proposte da Sardinia Ferries, valide fino al 18 febbraio: si può viaggiare in coppia, sulle Navi Gialle dirette in Sardegna con 179 euro a/r inclusa auto e cabina.

Prima tappa l’ ironico e irriverente carnevale di Bosa, il cui apice si raggiungerà quest’anno il 13 febbraio, giorno di martedì grasso. Le «Attittadoras», maschere dalle sembianze femminili, abbigliate a lutto e con il viso annerito dalla cenere, piangeranno quel giorno con grida isteriche, implorando un goccio di latte, per tenere in vita «Giolzi»,  il carnevale morente, simboleggiato da un bambolotto, mutilato in più parti del corpo. In realtà, il pupo di pezza o più comunemente di plastica, non è che l’ennesima rappresentazione di Dioniso, il dio della mitologia greca, smembrato dai Titani e poi riportato in vita, ispiratore dei riti per la fertilità e la propiziazione della stagione agricola.

Bosa-La notte di carnevale alla ricerca di "Giolzi"
Bosa-La notte di carnevale alla ricerca di “Giolzi” | Foto di Gianmario Marras

Al calar delle tenebre, con repentino cambio di scena, per tutti sarà d’obbligo smettere il nero degli abiti funebri, per indossare vesti candide e con una lanterna in mano procedere nell’oscurità alla ricerca di «Giolzi», lo spirito del carnevale, abilmente celato nel sesso maschile e femminile. A riscaldare le tenebre invernali, giochi, canti, fuochi per ardere il fantoccio del carnevale e degustazioni di pregiatissima malvasia, nelle numerose cantine aperte per l’occasione fino all’alba. Da non perdere a Bosa: la passeggiata nel centro storico e la salita fra le case colorate del quartiere «Sa Costa», al castello medioevale dei Malaspina, dal quale si domina il panorama fino al mare; la gita in barca sul fiume Temo, per arrivare alla chiesa  romanica di San Pietro dell’XI secolo; la visita al Museo delle Conce, testimone della fiorente attività industriale cittadina nell’800, e infine la breve escursione lungo la strada della malvasia, per conoscere, i paesaggi,  le cantine e i protagonisti di una delle produzioni vinicole più celebrate d’Italia.

Seneghe-Il Ballo della Stella
Seneghe-Il Ballo della Stella | Foto di Gianmario Marras

50 chilometri a sud, nella regione del Montiferru, una originale coreografia distingue dagli altri il “carnevale danzato”di Seneghe. I ballerini radunati attorno ad un suonatore di fisarmonica, devono seguire tempi e movimenti precisi. Le donne scelgono l’uomo per il ballo, poi le coppie, con un movimento che porta dai margini al centro della piazza e viceversa, vanno con passi calibrati a formare una grande stella, come in uno straordinario caleidoscopio, segnato dai colori sgargianti degli abiti femminili. Fra gli acquisti gastronomici a Seneghe, quello dell’olio extravergine di oliva, da sempre ai vertici qualitativi nazionali.

Santu Lussurgiu-La galoppata di "Sa Carrela'e nant"
Santu Lussurgiu-La galoppata di “Sa Carrela’e nant” | Foto di Gianmario Marras

Sfrenato e temerario e invece lo spettacolo dato dai cavalieri di “Sa Carrela ‘e nanti” di Santu Lussurgiu. 11, 12 e 13 febbraio il carnevale equestre più spericolato dell’isola, manda in scena le sue maschere a cavallo, fra ali di folla festanti. Le vie strette del centro storico accentuano la sensazione di brivido, mentre i cavalieri al galoppo sfrecciano tenendosi “uniti”, appoggiando il braccio l’uno sull’altro per tutta la durata del percorso, un simbolo per la comunità agricola, di concordia e solidarietà.

Santu Lussurgiu-Un piatto al ristorante dell'Antica Dimora del Gruccione - Formaggio Casizolu appeso a stagionare - Dolci del periodo di carnevale - la tradizionale Abbardente
Santu Lussurgiu-Un piatto al ristorante dell’Antica Dimora del Gruccione – Formaggio Casizolu appeso a stagionare – Dolci del periodo di carnevale – la tradizionale Abbardente | Foto di Gianmario Marras

E se con voi avete la borsa della spesa, non trascurate l’acquisto di formaggio casizolu – ottenuto da latte di vacca sardo-modicana – e acquavite, due eccellenze gastronomiche del territorio.

Informazioni: www.sardegnaturismo.it

Viaggio: In traghetto con le Navi Gialle di Sardinia Ferries, con la speciale tariffa carnevale valida fino al 18 febbraio. Biglietto a/r Livorno-Golfo Aranci: 179 euro per 2 persone con auto e cabina.

Buone soste:

Bosa: Albergo Diffuso Corte Fiorita – Camere affacciate sul fiume, ma anche con vista su centro storico e castello. Via Lungo Temo De Gasperi 45, tel, 0785 377058.

Santu Lussurgiu: Albergo Diffuso Antica Dimora del Gruccione – In un palazzo settecentesco, nel cuore del centro storico. Ristorante con prodotti selezionati del territorio. Via Michele Obinu 31, tel. 0783 552035.