GOURMET

Se il Bocuse d’Or diventa pop

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di Alessandra Gesuelli

Il countdown è ufficialmente iniziato. L’11 e il 12 giugno 2018 a Torino si svolge la Finale Europea del Bocuse d’Or. Un percorso iniziato da tempo con le finali italiane ad Alba (ne abbiamo parlato qui) e che in questo primo mese dell’anno vede l’avvio di due nuove fasi: parte infatti in queste settimane la preparazione ufficiale del Team Italia, capitanato dallo chef Martino Ruggieri, vincitore del Bocuse d’Or Italia 2017 e  prenderà avvio il Bocuse Off: un innovativo palinsesto di eventi tra cultura ed enogastronomia diffusi sull’intero territorio del Piemonte, che scandirà le tappe d’avvicinamento alla finale europea del prestigioso concorso.

 Un Bocuse aperto a tutti

L’obiettivo è quello di coinvolgere un po’ tutti, non solo i professionisti del settore, in un evento complesso, di non immediata lettura, perché altamente tecnico. Perché va detto. Il Bocuse d’Or non è Master Chef (senza nulla togliere) ma dal 1987  è in assoluto uno dei concorsi più prestigiosi e tosti al mondo per i cuochi professionisti. Lo volle così Paul Bocuse e così è rimasto. Mesi, se non anni di preparazione, sponsor e investimenti importanti (che nel caso dell’Italia sono ancora da trovare, va detto, purtroppo). Un po’ come le Olimpiadi dell’alta cucina.  “Bisogna prepararsi duramente e l’Italia deve esserci e ora più che mai crederci e provarci” ha detto nei mesi scorsi Enrico Crippa, tre stelle con il suo Piazza Duomo ad Alba e  presidente dell’Accademia Bocuse d’Or creata per la preparazione dei candidati. Lontani quindi dalle mode degli chef televisivi , il Bocuse d’Or difende se stesso ma questa Finale Europea tutta italiana cerca comunque di essere pop e aperta ai non addetti ai lavori. Questo per far crescere l’attesa, il tifo (che serve) verso il candidato italiano Martino Ruggieri ma soprattutto, offrire la possibilità di un palcoscenico globale al territorio italiano che ospita la competizione: il Piemonte e Torino con i suoi prodotti d’eccellenza, i vini conosciuti in tutto il mondo e il talento di tanti chef residenti che popolano ogni kmq della regione. Intorno ai due giorni del concorso, dall’8 al 16 giugno, si terrà una settimana ricca di  iniziative rivolte al grande pubblico e negli stessi giorni, proprio a Lingotto Fiere di Torino il Gourmet Expoforum, salone biennale a carattere strettamente professionale e pensato e strutturato per il settore Ho.re.ca. e Food & Beverage. Ma già da gennaio il calendario Off vede la partecipazione di diverse realtà e territori, in prima fila la città di Torino e alcuni dei suoi musei più prestigiosi (da tenere d’occhio il calendario qui). Insomma, gli organizzatori ce la mettono tutta per cogliere questa opportunità unica di promozione del territorio e dell’Italia e non farti dimenticare che a giugno gli occhi dei cuochi di mezzo mondo sono puntati su di noi.

Nella cucina dell’Accademia

Intanto ad Alba, capitale delle Langhe, cuore del territorio Unesco, e per questo recentemente proclamata ufficialmente dall’organismo Onu Città Creativa per la Gastronomia, ha aperto il quartier generale dell’Accademia Bocuse d’Or Italia, il nuovo organismo creato ad hoc che a partire da questo mese, sotto la guida del presidente dell’Accademia Enrico Crippa e del Direttore Luciano Tona, supporterà le intense fasi di training del Team Italia e del candidato italiano, Martino Ruggieri. Il giovane, accompagnato dai migliori chef italiani ed esperti di settore, si preparerà al massimo livello, in vista dell’impegnativa sfida continentale. Martino, da Parigi dove lavora dallo stellato Yannick Alleno, si trasferirà in Piemonte nei prossimi mesi in una cucina con le stesse dimensioni di quella del concorso. A giugno saranno 20 i giovani cuochi, da altrettante finali locali, a sfidarsi per decretare il migliore d’Europa. Il vincitore accederà alle Finali mondiali a Lione nel 2019.