GOURMET

Sulle Nuvole

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Delle volte ti piacerebbe sederti al tavolo, e semplicemente mangiare chiacchierando con gli amici in un ambiente confortevole e ben illuminato, concedendo al piatto solo un veloce “che buono”, e poi continuare a parlare d’altro. Ecco, delle volte vorresti un posto dove il cibo non è protagonista della conversazione, ma un piacevole carburante della serata. Non facile di questi tempi, dove ogni pasto a un nuovo ristorante ha l’importanza dell’ultima cena, oppure è una dimostrazione di quanto te ne intendi di cibo!

A volte invece questa alchimia di eventi si verifica. Ed è quanto è accaduto qualche giorno fa nel ristorante Sulle Nuvole. Aperto due anni fa dai fratelli Chiara e Francesco Formigoni funzionava solo per la prima colazione e il pranzo all’Isola, uno dei quartieri di Milano più vivaci e pop. Location perfetta, locale informale con divani invece di sgabelli, pubblico soddisfatto. Al punto che pensano di restare aperti anche per la cena. Ma che cucina fare? Che tipo di chef cercare? A volte le domande trovano risposte casuali ma perfette, come il libro degli I-King. Un amico parla di un altro amico, lo presenta a Chiara e Francesco, e nasce subito un’intesa. Luca Leone Zampa arriva da Fano, dove aveva appena avviato un ristorante vegano. Ma lui non è vegano, e comunque non mira a un menu integralista. Chiara conosce i suoi clienti, e sa che se scrive vegano dopo un piatto, è sicuro che quello rimane in cucina! Invece patron e chef sono appassionati di prodotti e di cibo che faccia sentire bene. Come la pasta con le cozze sul divano della gioventù in famiglia mezza siciliana dei fratelli Formigoni. Se proprio si vuole dare una definizione del tipo di cucina, il termine giusto è “confortevole”. Tutti d’accordo. Così nel menu di una ventina di piatti, preparati espressi da Luca e dal suo assistente in una piccola cucina, si trova tutto quello che si vorrebbe in una serata fredda d’autunno: qualcosa di curioso, qualcosa di moderno, qualcosa di solito, qualcosa di buono. Che tradotto significa per esempio “tofu mantecato con paprika e barbabietola arrostita”, “riso selvaggio, funghi, castagne e porro” e “paccheri al ragù stracotto di agnello”, “costine di maiale BBQ con patate arrosto” e “panna cotta con salsa di clementine”. Se poi invece sei poco di carne, arriva il risotto al salto con i carciofi e la crema di sedano, e il polpo arrostito e morbido.

Ogni pietanza è rigorosa negli ingredienti, nelle cotture, nel gusto, nella presentazione. E non si può non riconoscere il lavoro dietro le quinte, considerando inoltre che la cucina è uno spazio di pochi metri quadrati e non ci si sta più di due! Tre menzioni speciali vanno al tofu, al riso selvaggio e alla salsa di clementine. Il primo, mantecato con la paprika e pochissima polvere di barbabietola nel Bimby, perde l’anonimato intrinseco e diventa di una consistenza e di un rilievo inaspettato, nonché la dimostrazione che vegano non significa cattivo. Il riso selvaggio è un rancio quasi primitivo, in stile nord Europa semplificato con i chicchi croccanti, gli champignon crudi, le castagne bollite e un brodo che si  raccoglie sul fondo, ma non a ogni cucchiaiata, di tanto in tanto per sorprendere le papilla. Tutto slegato, tutto distinto, e nell’insieme gustoso. Infine, della panna cotta, è la salsa di clementine interamente buttate nel mixer, buccia compresa, che assesta con una punta d’amaro la dolcezza generale. A tavola, e non tra amici, ma colleghi sconosciuti, s’è parlato poco di cibo. Ma le forchette si incrociavano per assaggiare la pietanza del vicino, e a alla fine i piatti erano vuoti. Una tavolata conviviale, allegra, senza lamentele se non, da parte di qualche goloso insaziabile, sulle porzioni modeste. Ma niente paura per chi prenota: a noi toccava un menu degustazione di sei portate, giustamente proporzionate. Ma chi ordina normalmente, troverà porzioni soddisfacenti.

Sulle Nuvole
via Garigliano 13, Milano
sullenuvolemilano.com
Prezzo attorno ai 35-40 € a persona.