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La casa d’Europa

Casa-Cultura-Europea

di Alma Torretta

Quali sono le radici comuni dell’Europa d’oggi? Quali i momenti cruciali della sua storia, i tratti distintivi delle tante culture che la compongono? A Bruxelles un nuovo spazio espositivo e di dibattito è stato inaugurato lo scorso maggio per rispondere a domande come queste. È la Casa della Storia Europea, in Rue Belliard 135, vicinissimo a quel Parlamentarium che è stato già visitato da più di 1,5 milioni di persone e di cui la Casa adesso spera di bissare il successo. Una visita assai utile per cercare di capire che cosa s’intende per Europa.

Se il Parlamentarium, che è ormai una delle grandi attrazioni di Bruxellles al pari della Grand Place o dell’Atomium, ha come obiettivo di far comprendere il percorso storico dell’integrazione europea e le modalità di lavoro del Parlamento europeo, la nuova Casa della Storia Europea si presenta invece con un approccio più culturale e critico, ripercorre la storia dell’Europa presentando differenti punti di vista di ogni avvenimento  in una prospettiva globale di continente.

Ma già il sito merita da solo una visita. Alle spalle del Parlamento europeo, all’interno del Parc Léopold, dieci ettari inaugurati nel 1880 negli spazi di un ex zoo reale che ospitano pure la Bibliothèque Solvay e l’Institut Pasteur di Bruxelles, la Casa della Storia europea si trova nell’edificio Eastman, una perla d’Art Deco firmata dall’architetto svizzero Michel Polak,  la cui costruzione è stata finanziata nei primi anni Trenta dall’americano inventore della fotocamera Kodak, George Eastman appunto, per ospitarvi una clinica dentale per bambini svantaggiati. Per questa ragione la sala d’attesa è decorata da Camille Barthélémy con affreschi ispirati alle favole di La Fontaine.

sala attesa

Nel 2008 l’edificio è stato acquisito dal Parlamento europeo, restaurato e ampliato prevedendo un’ulteriore elevazione, oltre i tre piani già esistenti, in stile moderno, per ospitare un’esposizione permanente e temporanee. La mostra principale è un ambizioso gioco di equilibrismo tra scala ampia e attenzione al dettaglio, con un continuo invito a cambiare angolazione e a comprendere le ragioni dell’altro. Non si racconta la storia di ogni singola nazione europea, ma le idee, le scoperte, i processi che hanno caratterizzato la storia del Continente nel  suo complesso, gli eventi condivisi che possiamo oggi considerare costituenti  la comune memoria che definisce la civiltà europea. L’obiettivo della Casa è comprendere quel “melting pot”, quel crogiolo, che è stato ed è l’Europa.

La visita è gratuita e a ogni visitatore è affidato un tablet  disponibile in tutte le 24 attuali lingue ufficiali europee – il cui utilizzo non è però ancora così intuitivo come dovrebbe – per avventurarsi alla scoperta della storia europea approfondendo o meno, in base ai propri interessi, ogni passaggio davanti a uno delle centinaia di oggetti, ricostruzioni, pannelli e giochi interattivi proposti. È possibile anche, evidentemente, prenotare visite guidate e programmi  su misura per gruppi e scuole.

Si parte dalla ricerca dell’origine del nome del continente, dal mito greco d’Europa, e dall’esplorazione dei suoi confini, che non sono mai stati chiaramente definiti, per attraversare rivoluzioni politiche, scientifiche e industriali, religioni e filosofie, guerre e ricostruzioni, sino alla fine della Guerra fredda, la crisi dell’euro e le sfide che l’Europa oggi sta cercando di affrontare insieme.  L’attuale prima mostra permanente “Interactions” traccia, infine, la storia  delle circolazioni di persone, idee e prodotti, di scambi e negoziati commerciali ma anche del  successo di certe mode d’abbigliamento e d’alimenti quali la pizza e i croissant che si sono diffusi ovunque in Europa.

Per maggiori informazioni: visit.brussels/fr/place/Maison-de-l-Histoire-europeennewww.historia-europa.ep.eu