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Le Alpi dal finestrino

Sul trenino rosso più famoso della Svizzera, tra pascoli e laghi alpini per raggiungere la bella Tirano

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Di Raffaella Parisi

Si sente un dolce rumore da lontano e non si può non fermarsi per osservarlo anche se già lo si conosce. È il trenino rosso che ricorda uno dei giocattoli più amati dell’infanzia. Il treno attraversa le montagne, costeggia laghi, fiumi e passa anche davanti ad un santuario, quello della Madonna a Tirano. Alla partenza i passeggeri sono accolti con un “Allegra!”, il saluto svizzero.

Dalle enormi vetrate, linde da specchiarsi, si ammira il paesaggio con il rischio anche di incrociare i cerbiatti e si segue il percorso con la piantina stampata sui tavolini. Più di un secolo di storia per il treno costruito con materiale autoctono, la pietra locale, che è diventato nel 2008 patrimonio mondiale dell’Unesco. Merito del viadotto circolare di Brusio, capolavoro di ingegneria del Novecento, grazie alla cui struttura è possibile superare il notevole dislivello, circa 1800 metri, in uno spazio limitato.

Il percorso è di km 120, la partenza è a Tirano a 429 metri per raggiungere i 2253 metri dell’Ospizio Bernina, la più alta stazione di tutta la ferrovia retica. Il tratto in territorio italiano è di solo sei chilometri, poi si entra subito nella Val Poschiavina e il treno comincia dolcemente a salire verso i boschi.

La linea del Bernina attraversa la catena montuosa senza l’uso della cremagliera. Il treno è nato con il colore giallo a dimostrazione che non inquinava per poi diventare rosso. La linea ferroviaria, attiva tutto l’anno, richiede una lunga e laboriosa manutenzione.
Sul treno c’è un vagone per le biciclette, da ogni stazione si possono effettuare percorsi di trekking o cicloturismo. Valtellina rent a bike permette di noleggiare una bici con un tour guidato o una guida personalizzata e, quando si è stanchi, c’è un servizio di assistenza e recupero su chiamata. Oltre ad itinerari sportivi si possono effettuare visite culturali, naturalistiche ed enogastronomiche.

Una sosta a Tirano per visitare il seicentesco Santuario della Madonna, con gli interni in legno lavorato e uno degli organi più belli d’Italia. Poi i palazzi nobiliari, come Palazzo Salis, residenza con dieci sale affrescate allestite con documenti storici, dipinti e pezzi di antiquariato. Nelle vicinanze di Aprica, vi è l’osservatorio eco- faunistico alpino dove all’interno di un’area si potrà vedere Orfeo, un orso bruno, oltre ad incontrare, lungo il percorso, camosci, stambecchi, caprioli, scoiattoli, picchi. Il parco è aperto tutto l’anno previa prenotazione all’ufficio turistico Aprica.

La zona di Tirano offre varie specialità gastronomiche come la bresaola (in origine a base di cavallo), i pizzoccheri, lo sciatt di Teglio con formaggio di Casera, taròz a base di patate e formaggio, polenta, selvaggina, la bisciola o “pan de fich” e il sorbetto al braulio amaro con erbe.

Le case vinicole delle zone sono numerose grazie al vitigno nebbiolo con i vini Valtellina superiore e le sottozone Maroggia, Valgella, Sassella, Inferno, Grumello e poi lo Sforzato e il Rosso di Valtellina. L’azienda vinicola La Gatta di Bianzone, monastero domenicano della famiglia Triacca organizza, da aprile ad ottobre, degustazione di vini e, su prenotazione, l’assaggio di un menu a base di pizzoccheri, formaggi e dolce.

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