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Conoscete Damanhur?

Utopia_CarloBevilacqua_Cover

Una vita migliore in una società migliore. Chi non lo vorrebbe? Chi intrappolato nel traffico, in lite coi vicini di condominio, deluso dal lavoro non ha almeno una volta desiderato un’isola felice dove vivere secondo principi sani, paritari, ecologici, più o meno spirituali? Diciamo la verità, un po’ tutti. Ma trovare alternative d’esistenza non è facile. Ne ha invece scovate tante un fotografo, Carlo Bevilacqua, in 5 anni di ricerca intorno al mondo.

Nella sua ricerca Bevilacqua, palermitano di nascita e milanese di adozione, è partito da una definizione. Quella di Utopia, termine coniato nel 1516 dal filosofo Thomas More combinando le parole del greco antico ou-topos (non-luogo) e eu-topos (luogo felice). “Un non luogo felice”, insomma. Per sostenere la pubblicazione di un libro reportage (190 pagine, 160 foto a colori, testi di Marina Mander, Arianna Rinaldo, Romano Madèra, realizzato con l’agenzia fotografica Parallelozero) è stato lanciato un crowdfunding sulla piattaforma Crowdbook, con un contributo minimo di 37 euro per una versione cartacea più un ebook (https://crowdbooks.com/it/projects/utopia-it). Un modo nuovo, che parte dal basso, e che ha sempre più successo grazie alla rivoluzione “social” di Internet.

Christiania, Copenaghen, Danimarca
Christiania, Copenaghen, Danimarca

Il progetto di Utopia traccia una mappa dei luoghi dove, soprattutto tra gli anni 1960 e 1980, gruppi di persone hanno deciso di vivere insieme per sperimentare forme sociali alternative, sviluppando un diverso percorso di progresso. Alcuni hanno avuto vita breve, altri esistono ancora oggi. Seguendo la mappa di Utopia, si fa un giro intorno al mondo: Christiania a Copenhagen, Marinaleda in Spagna, Mandarom in Francia, Auroville in India, Ithaca e Earthship negli States..

Damanhur Humankind Temple

Ma si possono anche scoprire realtà sconosciute in Italia. Come Damanhur, nata nel 1977 in una valle vicino a Ivrea, in Piemonte.  Definita dai suoi abitanti “comunità etico spirituale”, trova il suo centro in un enorme tempio sotterraneo che si estende per 8.500 metri cubi su cinque diversi livelli, collegati tra loro da centinaia di metri di corridoi. I damanhuriani sono attivi anche all’esterno: hanno dato vita a iniziative in ambito lavorativo, politico, culturale, artistico e nella ricerca delle cosiddette energie sottili che, a loro parere, guidano l’universo. Vivono e lavorano dentro e intorno al complesso, praticando una miscela di stili di vita new-age e riti pagani. Fondamentale nel loro pensiero è il rispetto per l’ambiente: operano con agricoltura biologica, bioedilizia, aziende legate al campo delle energie rinnovabili e metodi di cura naturali che elargiscono anche ai visitatori esterni.

Green Bank - West Virginia - Usa
Green Bank – West Virginia – Usa

Dall’altra parte del pianeta, ha un forte retroterra spirituale anche Auroville, fondata nel 1968 vicino a Pondicherry , nell’India meridionale, da Mirra Alfassa, mistica francese, seguace e compagna spirituale del guru Sri Aurobindo, nota come Mère, la Madre. Impossibile non rimanere colpiti dal Matrimandir, l’enorme struttura sferica dorata che domina il paesaggio di terra rossa, alberi e campi, tipica del Tamil Nadu. Il tempio è un luogo dove chiunque, dopo prenotazione, può entrare, sedersi e meditare, senza rimandi a religione o rituali. Anche Auroville nasce con lo stesso intento di armonia e pace, per la ricerca dell’unità umana basata sugli insegnamenti e sulla visione di Sri Aurobindo. Un progetto, approvato dall’UNESCO nel 1966 e che gode del sostegno e dell’incoraggiamento del governo indiano.

È tutela dalla legge ma per ragioni squisitamente tecnologiche anche la comunità di Green Bank, sulle montagne della West Virginia, negli Stati Uniti. Oltre 140 persone vivono nella National Radio Quiet Zone, dove sorge il Green Bank Telescope, il più grande radiotelescopio completamente orientabile del pianeta. Qui opera il National Radio Astronomy Observatory, che ha l’incarico di ricevere i suoni provenienti dall’universo, captando segnali lontani perfino 13 miliardi di anni luce. Ma per farlo, non può essere distratto da alcun tipo di interferenza. Niente cellulari, radio, TV, Wi-fi, forni a microonde, cordless. Solo il vecchio telefono con linea fissa. Ecco il vero digital detox che tanto agogniamo.

Chissà se ne saremmo capaci.