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Dietro le maschere

Com’era e chi c’era al 24° Ballo del Doge, la più scenografica rappresentazione mondana del Carnevale di Venezia

Di Germana Cabrelle

Una cascata di petali rossi. Quando l’aerialist ha afferrato le due estremità di raso blu sulle quali si è innalzato e con le quali si è librato nell’aria come una farfalla, suo unico appiglio sopra gli occhi stupiti ed emozionati dei presenti, Il Ballo del Doge ha ufficialmente preso il via.

È cominciato con quella pioggia di fiori, sotto quel volteggio di un corpo perfetto, tra movenze armoniose di muscoli tesi, dove la bellezza si esprimeva in tutta la sua potenza; è proseguito con i gorgheggi gutturali del cerimoniere che invitava a entrare e immergersi in quell’atmosfera onirica, tra il fumo che sprigionava il palco con Venezia, il Doge, i Mori collocati più alti, perché innalzati a simbolo della Serenissima.

Poi il sipario di stelle dorate su sfondo blu elettrico si è aperto sulla doppia scala di marmo di Palazzo Pisani Moretta che conduce al piano nobile e gli ospiti, nei loro originalissimi costumi, sono saliti e hanno preso posto alla cena di gala.

Sui tavoli, ottimo esempio di accurata mise en place, non si contavano i bicchieri, in trasparenza caleidoscopica con le decorazioni floreali, sotto gli affreschi del Tiepolo. I menu erano una stella sovrapposta a un tondo di oroscopo, che poi altro non è che l’orologio di piazza San Marco.

Nella grande sala che ospitava gli spettacoli, gli artisti si alternavano in performance e attrazioni di altissimo livello, con luci che viravano dal rosa shocking al blu turchese e al terzo piano un fondale di nuvole gonfie come panna montata in un vortice di colori magnetizzava lo sguardo. Ed è stato il photopointing prediletto oltre alla location con le stelle dei desideri.

Questo e molto di più è stato Il Ballo del Doge: un evento da vivere, da sperimentare, da godere appieno, perché raccontarlo non basta, non trasmette, non gli rende giustizia.

Basti dire che è il lavoro di un anno di uno staff di 80 persone sotto la direzione artistica della sua anima creatrice, la stilista Antonia Sautter. Un anno di lavoro per una sola notte, condensata in un palazzo sul Canal Grande, allestito per l’occasione col cronometro in mano.

Fino a mezz’ora prima dell’inizio degli spettacoli, Antonia Sautter che è anche la regista di questa che a buon diritto è una vera e propria produzione artistica, è lì a dare le ultime indicazioni. Poi le porte si spalancano e chi  arriva in watertaxi dall’acqua, sale su una passerella rossa, percorre pochi metri e si tuffa nel sogno.

Eppure questo sogno è anche molto concreto, con una cena di gala studiata fin nei minimi dettagli e quest’anno affidata alla direzione dello chef Nicola Batavia, del Birichin e The Eggs di Torino, il quale ha creato piatti superlativi.

Flûte traboccanti di Champagne Pommery hanno accompagnato i brindisi dei presenti. Sono state ben tre le differenti tipologie della maison di Reims: Brut Apanage e Brut Gran Cru Millésimé 2006 sono stati serviti durante la cena placée, mentre il Pommery Royal Blu Sky ha accompagnato tutto l’afterdinner, in contemporanea all’affissione delle “stelle dei desideri”, che ogni ospite ha potuto esprimere e incollare a un drappo di velluto blu.

Bollicine e perlage, insomma, per una serata memorabile che aveva per tema e tributo  la città dove si svolgeva, Venezia, nelle tre declinazioni volute dalla sua ideatrice, Antonia Sautter: so Splendid, so Magic, so Glam, so You.

Dietro le maschere e i meravigliosi costumi firmati dalla stilista veneziana, anche in questa 24a edizione c’erano personalità di spicco del mondo sportivo, musicale e imprenditoriale italiano. Fra questi la campionessa paralimpica e mondiale in carica di fioretto individuale Bebe Vio, il cantautore Zucchero Fornaciari, la presidente del gruppo LVHM Italia Gabriella Scarpa, la vice presidente del gruppo Damiani Gioielli, Silvia Damiani, con il compagno, l’attore americano Thomas Arana, Mimma Posca, CEO Vranken Pommery Italia e da qualche settimana a capo dell’International Direction Sales Prestige, ruolo che le è stato affidato per promuovere il brand nell’alta hotellerie internazionale. Presenti anche la Marchesa Daniela del Secco d’Aragona e Maria Diamante Marzotto (la madre Marta era una affezionata habitué di questo evento che rientra nel novero degli appuntamenti mondani e artistici più ambiti al mondo).

Infine, a conclusione della serata, i tre migliori bartender d’Italia hanno realizzato dei cocktail inediti che avevano come base principale la vodka Absolut Elyx. Li hanno concepiti appositamente per l’evento Il Ballo del Doge e ciascuno era ispirato  ai tre temi che celebravano la città di Venezia nei tre piani di Palazzo Pisani Moretta.

Giorgio Fadda, presidente Aibes e barman del The Westin Europa & Regina di Venezia ha proposto il drink “so Splendid the optimist”; Enrico Fuga, barman dello Skyline Rooftop-bar Hilton Molino Stucky di Venezia ha ideato il cocktail “so Magic Shylock Mule”; Marino Lucchetti barman al Londrabar hotel Londra Palace, che ha realizzato “so Glam moon water”.

Una serata al bacio e mai definizione fu più appropriata dal momento che T Fondaco dei Tedeschi, lo shopping center di lusso aperto a ottobre 2016 a Rialto, ha omaggiato ciascuna signora partecipante a Il Ballo del Doge, di un rossetto di tre prestigiosi brand del fashion beauty: Giorgio Armani, Dior, Givenchy.