Europe

L’éloge de l’heure

L’espressione del tempo negli ultimi 4 secoli: lo racconta una mostra al Centro d’Innovazione e Design di Bruxelles

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di Alma Torretta

Appassionati di orologi, una mostra da non perdere assolutamente è quella che si può ammirare sino al prossimo 30 aprile al Cid, il Centro d’Innovazione e Design, del Grand-Hornu, il complesso minerario d’inizio dell’Ottocento in stile neoclassico situato vicino Mons e classificato dal luglio 2012 come Patrimonio mondiale dell’Umanità dall’Unesco. Visitando il Belgio vale davvero la pena fare  un’escursione da queste parti, sia per il sito in sé da scoprire fuori dai sentieri più battuti che per le interessanti e particolari mostre che vi si propongono. Come appunto “L’éloge de l’heure”, un omaggio a tutte le forme con cui è stata espressa l’ora negli ultimi quattro secoli. Già, perché non solo di orologi come comunemente l’intendiamo qui si tratta.

Il punto di partenza è stata una piccola esposizione con lo stesso titolo che si è tenuta in Svizzera nel 2015 a Lausanne, moltiplicata con i tanti pezzi rari che si trovano nei musei belgi, in alcuni casi impossibili da vedere ormai da decenni, e ordinati in un apposito allestimento che mette in risalto la creatività nei modi di leggere l’ora. L’esposizione mostra le innovazioni a partire dalla fine del Seicento, le prime sveglie, le diverse suonerie, i primi orologi calendari; la necessità di vedere l’ora al buio (dei soldati della Grande Guerra) e la necessità di mostrare contemporaneamente che ora è in differenti parti del mondo; i primi orologi analogici; forme rotonde ma anche rettangoli oppure, ad esempio, di teschio, anche per ricordarci che il nostro tempo su questa terra è finito; i tanti diversi materiali utilizzati, comprese le ombre, e cifre romane, arabe, turche; orologi solo tattil, acustici, luminosi oppure anche solo olfattivi, quest’ultimi dove l’ora è contrassegnata dall’emissione di un differente odore nei diversi momenti della giornata, quale il profumo di cappuccino la mattina oppure di salsa di pomodoro e basilico a ora di pranzo.

La creatività più a noi contemporanea si dimostra anche tanto ironica , spesso assai provocatoria come nel caso del cucù crocifisso, oppure l’orologio che mostra non l’ora del giorno ma il tempo che ci resta in base alla nostra aspettativa di vita. Non mancano anche riproduzioni di video-performance di denuncia come quella che ci ricorda che il tempo è denaro, con le ore indicate dall’ammontare delle banconote, oppure quell’altra dove spazzini spostano continuamente in avanti due lancette formate da rifiuti, perché noi non facciamo che solo spostare in avanti il problema dei rifiuti, senza risolverlo.

Un percorso storico e di design dell’orologio che ben evidenzia, infine, come un concetto astratto quale il tempo abbia potuto prendere forme precise, assai precise, perché in questo settore la creatività è stata da sempre pure stupefacentemente abbinata alla precisione e al rigore tecnico.