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Una bici da turista

La Bompton si piega e si piega e si mette nella cappelliera, sotto il tavolo del ristorante, nel bagagliaio. Poi si riapre e si pedala, ovunque ci si trovi

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di Sofia Biasin

È nata alla fine degli anni ’70 con l’unico obiettivo di risolvere i problemi dei pendolari inglesi afflitti dal traffico. Anno dopo anno, la Brompton è diventata un’icona dello stile londinese nel mondo, con circa 50.000 biciclette vendute ogni anno nei cinque continenti e un successo planetario sia tra chi ogni giorno la piega caricandola su treni, bus e metropolitane, sia tra chi la usa per diporto infilandola nelle cappelliere degli aerei e nei bagagliai delle auto per andare in vacanza. Perché sì, questa è una bici da manager che gira in giacca e cravatta ma è anche e soprattutto una bici da vacanza.

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Un solo modello con infinite possibilità di personalizzazione, dai colori del telaio al manubrio, dalla sella ai rapporti. Intanto va detto che pedalare una Brompton è divertente. Questa è una bici fatta apposta per girare per le strade metropolitane, su è giù dai marciapiedi, ed è quindi la compagna perfetta per visitare una città d’arte. Pranzi in un piccolo caffè? La pieghi e la infili sotto il tavolo. Entri in un museo? La lasci all’ingresso nel guardaroba insieme alla giacca e alla borsa. Con questa bici si può andare dappertutto e con molta facilità. Le ruote da 16 pollici sono estremamente stabili e precise nella guida e la pedalata è stata studiata per avere un buono scatto con poca fatica ripartendo dai semafori. Ed è facilissima da piegare: tra tutte le bici sul mercato, questa è la più leggera (10.4 kg il modello base, meno di una cassa di bottiglie d’acqua) e quella che riduce di più il proprio volume, fino a quello di una grossa sporta della spesa. Lo ha sancito anche il recentissimo test di Altroconsumo che ha visto la Brompton stravincere in tutte le categorie prese in analisi.

brompton-black-edition-2017-black-s6l-2Tutto questo risolve anche due problemi annosi che angustiano i turisti in bici: i furti e le multe. Piegandola (bastano una ventina di secondi) e portandola sempre con sé, si evita di farsela rubare! Il vero bromptoniano, del resto, non porta mai con sé né lucchetti né catene per legarla. Questo evita anche i problemi di parcheggio: molti di voi sapranno che la scorsa estate i Vigili Urbani di Firenze hanno operato una serie di blitz per liberare il centro storico da decine di biciclette parcheggiate contro palazzi storici, chiese e monumenti, accusate di deturpare il paesaggio. Giusto o sbagliato, un Bromptoniano non avrebbe avuto di questi problemi.

Non solo città d’arte però: la Brompton è anche una “bici da mare”. Bisogna sapere infatti che esiste una elegantissima Nickel Edition a tiratura limitata il cui telaio non è intaccabile dalla salsedine e non arrugginisce. L’ideale per chi passa molto tempo in spiaggia e per chi carica una bici sulla propria barca, per muoversi comodamente in porto.

Poteva la Brompton non essere pure una bici da montagna? Il concetto è estremizzato: la Brompton è nata per la città ma ogni anno molti scalano con la bici pieghevole lo Stelvio – la più nota “Cima Coppi” del Giro d’Italia oltre quota 2700 metri, partendo da Bormio, durante una manifestazione per beneficienza. Camperisti e campeggiatori, del resto, sono soliti pedalare lungo gli argini dei fiumi e sui sentieri di campagna anche sullo sterrato.