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Le stanze della Duchessa

Tra rocche e castelli lungo i percorsi del Ducato di Maria Luigia d’Austria

Di Redazione Roma

Sulle tracce della storia: tra storia e curiosità, ecco perchè fare tappa alla Rocca Sanvitale di Fontanellato, al Castello di Scipione dei Marchesi Pallavicino, alla Rocca dei Rossi di San Secondo Parmense, alla Rocca Sanvitale di Sala Baganza, a Palazzo Farnese – Cittadella Viscontea nel cuore di Piacenza, a Rocca d’Olgisio, al Castello Malaspina di Gambaro e alla Reggia di Colorno. Eventi dedicati con cene tematiche e visite con animazione in Rocca Sanvitale a Fontanellato e in Rocca Sanvitale a Sala Baganza.

Il Trattato di Fontainebleau dell’11 aprile 1814 riconosce a Maria Luigia d’Austria e alla sua discendenza la sovranità sul Ducato di Parma, Piacenza, Guastalla, ovvero il Ducato in vitalizio. Dopo il tedesco Marie Luise e il francese Marie Louise scelse l’italiano Maria Luigia e il 29 febbraio 1816 rese pubblica la sua scelta con un decreto. Dopo varie controversie la Duchessa partì il per l’Italia il 7 marzo 1816. Maria Luigia entra negli Stati del Ducato il 19-20 aprile 1816 e stabilisce a Parma la sua residenza, dove concentra il potere politico e amministrativo attraverso un sistema centralizzato. Se Parma si conferma, quindi, come sede della Corte e delle pubbliche istituzioni, Piacenza diviene immediatamente una piazzaforte militare austriaca sottoposta al diretto volere imperiale.

Scrisse al padre: «Il popolo mi ha accolto con tale entusiasmo che mi sono venute le lacrime agli occhi». La sua prima destinazione fu il Palazzo Ducale di Colorno, la sua futura residenza estiva. Il giorno dopo entrò a Parma. Un cronista del tempo scrisse: “Fece il suo ingresso in questa capitale alle ore 5 pomeridiane”. E’ per eccellenza considerata la dimora di Maria Luigia: durante il Bicentenario, è d’obbligo visitare la Reggia di Colorno (12 km da Parma). Elegante, monumentale con oltre 400 sale e cortili, circondata da un grande giardino alla francese. Le sale da parata al piano nobile, con pavimenti in marmo policromo, stucchi e affreschi, sono state recentemente restaurate e ricollocati gli arredi della corte ducale.

La Cappella di San Liborio possiede uno dei più pregevoli organi antichi oggi esistenti, costruito dai Fratelli Serassi tra il 1792 e il 1796. #Storia e #Curiosità – I restauri voluti da Maria Luigia tra 1839 e 1841 a Colorno. “Si fecero diversi lavori, tra cui il restauro del teatrino di corte, che sembra potesse contenere circa 130 persone; tra i suoi arredi un lampadario a 36 lumi dotato di saliscendi. Inoltre si eseguirono sul primitivo disegno la totale restaurazione delle tre facciate esterne, e delle quattro torri laterali, come pure quella delle quattro facciate del cortile principale – Cortile d’Onore. La generale restaurazione è stata operata a spese dell’erario privato di Sua Maestà Maria Luigia, sotto la direzione degli architetti della corte signor cavaliere professore Bettoli e signor professore Gazzola. A siffatti lavori allude la seguente iscrizione Maria, Ludovica. Aug. Ex. Pristina. Forma. Undique. Restituit. Annis. MDCCCXXXIX. Et. MDCCCXXXX. Posta sulla facciata della Reggia lato giardino” (Da Colorno Villa Ducale – Marco Pellegri)

Molto forte anche il legame tra la Rocca Sanvitale di Fontanellato (19 km da Parma) Non tutti sanno che la Rocca Sanvitale conserva, in una saletta apposita, oggetti e ricordi della duchessa di Parma Maria Luigia, già moglie di Napoleone Bonaparte e suocera del conte Luigi Sanvitale. Al giovane nobile di Fontanellato, infatti, la sovrana aveva dato in sposa la figlia Albertina di Montenovo, avuta dal conte Neipperg. I rapporti di Maria Luigia con il paese della bassa parmense passano attraverso l’amore filiale per la figlia e i nipotini Alberto, Maria e Stefano: un legame stretto, coltivato da un rapporto epistolare molto frequente e incentrato sui temi degli affetti e delle preoccupazioni familiari. Albertina si ritirò completamente in Rocca dopo la morte della madre avvenuta nel 1847 e conservò sempre ricordi e cimeli della “Signora”: tre berrette da amazzone, un paio di guanti di velo, un ombrellino, scarpette da ballo, scarpine di velluto ricamate in oro. Gli oggetti sono ancora visibili nelle bacheche del castello: di fatto uno spunto in più per visitare la Rocca e conoscere la storia di una dinastia familiare davvero plurisecolare. Il castello circondato dall’acqua del fossato si erge, incantevole, al centro del borgo: residenza signorile, racchiude uno dei capolavori del manierismo italiano, la saletta dipinta dal Parmigianino nel 1524 con il mito di Diana e Atteone. Il maniero è Casa-Museo con stanze arredate. E’ visitabile l’unica Camera Ottica in funzione in Italia; lo Stendardo della Beata Vergine di Fontanellato, drappo in damasco rosso lungo 5 mt e alto 4 mt (1654 -1656); un forziere rarissimo in ferro di fine XVI secolo con 12 chiavistelli aperti da una sola chiave.

A soli 7 km la Rocca dei Rossi di San Secondo Parmense (18 km da Parma) Da fortezza medievale a sfarzosa residenza rinascimentale, ha ospitato una delle famiglie più illustri del Parmense: i nobili Rossi che resero sontuosa la Rocca sullo stile delle corti medicee e gonzaghesche. Spiccano gli interni affrescati su vari modelli – favole, miti, storia del casato – di Cesare Baglione, Orazio Sammacchini, Ercole Procaccini, Giovan Antonio Paganino, il Bertoja, allievi di Raffaello e di Giulio Romano. Si legge nel libro “La Rocca dei Rossi a San Secondo – un cantiere della grande decorazione bolognese del Cinquecento” (PPS, Parma, 1995), pag. 75: “Al momento dell’estinzione della famiglia Rossi, al Conte Ferdinando Vaini, nominato erede universale da Giangirolamo Rossi, viene contestato il possesso dei beni del feudo di San Secondo. Dopo un primo sequestro da parte dell’Amministrazione Ducale di Maria Luigia, il Vaini riesce nel novembre del 1829 a riavere in affitto i propri possedimenti.

In uno dei punti del contratto di affitto, comprendente alcuni poderi, il serraglio e “il grande fabbricato così detto la Rocca con abitazioni civili, rustici, ghiacciaia, giardino, peschiera ed altre dipendenze”, si specifica che al “cominciare della locazione, l’Amministrazione del Patrimonio dello Stato farà formare in due originali lo stato di sistemazione dei luoghi, la descrizione ed inventario delle case, fabbriche, terre, prati, viti, alberghi d’ogni specie” come spiega lo storico Dott. Pierluigi Poldi Allaj L’8 maggio 1834 un “Atto Sovrano” nomina il Podestà del Comune di San Secondo” nella persona del “Conte Ferdinando Vaini” sino ” al 31 dicembre 1839. Sulle colline di Salsomaggiore Terme, a mezz’ora da Fontanellato, spicca il Castello di Scipione dei Marchesi Pallavicino (43 km da Parma), il più antico della Provincia. Fu costruito dai Pallavicino nell’XI secolo, a difesa del proprio Stato, feudo diretto del Sacro Romano Impero. Merlato alla ghibellina e protetto dall’aquila bicipite, era strategico nel Medioevo quando vigilava sulle saline del territorio. Ancora abitato dalla famiglia, conserva arredi d’epoca, preziosi affreschi, soffitti lignei con decorazioni del ‘400 e ‘600. Dall’elegante loggiato seicentesco si gode una vista splendida sulle colline e il suggestivo borgo medievale.

“Maria Luisa d’Austria Duchessa di Parma e Piacenza ebbe con la nobile famiglia Pallavicino stretti rapporti di collaborazione – lo racconta il Conte René Pallavicino von Holstein, proprietario del maniero – il nonno di mio nonno, il Marchese Giuseppe Pallavicino, come anche suo padre Filippo, ebbero sotto il governo di Maria Luigia diversi incarichi pubblici: Filippo fu colonnello delle guardie d’onore della Duchessa, Giuseppe, che declinò la carica di Podestà di Parma, fu suo Ciambellano, Presidente del Magistrato degli Studi. Curioso il fatto che il Marchese Giuseppe Pallavicino si fece carico di raccomandare il Maestro Giuseppe Verdi quando era ancora sconosciuto come compositore presso la Duchessa Maria Luigia. A lui si deve anche la conservazione della Casa Natale del Maestro che era di proprietà della famiglia. Inoltre nel 1847, sua Maestà Maria Luigia, Duchessa di Parma e Piacenza, fece eseguire dal celebre pittore Tebaldi il bellissimo quadro di San Silvestro, che ancora oggi si può ammirare sopra il Coro della chiesa del Castello di Scipione, in onore del suo patrono.”

La Rocca Sanvitale di Sala Baganza (12 km da Parma) che celebra tutto l’anno il Bicentenario Maria Luigia con tanti eventi perchè il maniero era residenza estiva molto amata dalla Duchessa. A Piacenza, fare tappa in centro storico a Palazzo Farnese – Cittadella Viscontea che custodisce il Museo del Risorgimento di Piacenza: al suo interno accoglie alcune testimonianze della presenza e dell’opera svolta da Maria Luigia d’Austria in città e sul territorio provinciale. il Castello Malaspina di Gambaro in Alta Val Nure, in provincia di Piacenza è un maniero incastonato in un borgo antico, da cui si ammira un paesaggio bellissimo. Rocca d’Olgisio in Val Tidone (35 km da Piacenza) Incastonata nella roccia, a presidio delle valli dei torrenti Tidone e Chiarone, è una delle più antiche e suggestive rocche piacentine, cinta da ben sei ordini di mura. Fondata attorno all’anno Mille, la rocca è visitabile tra giardini, interni e cantine. Interessante la sala delle armi. Ospita varie tipologie di palle da catapulta in sasso e palle da cannone in ferro tutte recuperate nei boschi, mute testimoni delle antiche battaglie combattute. Dal mastio si accede a un piccolo loggiato cinquecentesco.

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200 ANNI FA…MARIA LUIGIA – ROCCA DI SALA BAGANZA
Ricordando il bicentenario dell’arrivo della Duchessa Maria Luigia nel Ducato di Parma. Mostra dedicata a Maria Luigia d’Austria. A duecento anni dall’arrivo di Maria Luigia a Parma, il Comune di Sala Baganza organizza una mostra interamente dedicata alla duchessa grazie alla collaborazione del Museo Glauco Lombardi di Parma. Oggetti solitamente conservati al museo verranno in trasferta a Sala Baganza, proprio come faceva Maria Luigia quando si spostava alla Villa Casino dei Boschi. Le sale della Rocca accoglieranno la storia di Maria Luigia nel suo periodo parmense. Dal mercoledì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18 Costo per bambini fino a 6 anni gratuito, da 7 a 13 anni € 1, da 13 a 18 anno € 3.

CENA CON LA DUCHESSA – ROCCA SANVITALE DI SALA BAGANZA VENERDÌ 13 MAGGIO, ALLE 20.30
Durante il Festival della Malvasia: il Comune e la Pro Loco di Sala Baganza organizzano una cena con un ospite singolare, Maria Luigia d’Austria.

VISITA GUIDATE TEMATICHE – ROCCA SANVITALE DI FONTANELLATO
In omaggio al Bicentenario di Maria Luigia d’Austria: domenica 3 aprile visita guidata tematica “Maria Luigia e Albertina: l’incontro tra madre e figlia al Castello di Fontanellato”; domenica 1 maggio visita guidata tematica “Maria Luigia racconta la sua storia e il castello”; domenica 10 settembre visita guidata tematica “Vi racconto Nonna Maria Luigia” in questo caso con cena.

IL GUSTO DELLA CULTURA – CON CENA IN CASTELLO ROCCA SANVITALE DI FONTANELLATO SABATO 10 SETTEMBRE ALLE 20.30
Visite by night in Castello con animazione tematica e cena-degustazione finale. “Vi racconto mia nonna, la Gran Duchessa Maria Luigia d’Austria…”. Si tratta di un nuovo modo di visitare la Rocca Sanvitale che terminerà poi con una cena-degustazione a lume di candela. La prenotazione è obbligatoria. Costo: 25,00 Euro.

Per informazioni:
Castelli del Ducato di Parma e Piacenza
tel. 0521.823221; 0521.823220
fax 0521.822561
www.castellidelducato.it.