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L’artista, la casa, il parco

di Cecilia Sandroni

Rodolfo Laquaniti (www.rodolfolacquaniti.com) è nato in Calabria dove ha vissuto fino a 18 anni da “magno greco”. In casa passavano di mano in mano, libri e foto di statue, tombe, frontoni, corredi funebri dell’antica civiltà e della città di Medma. Era affascinato dai cavallucci marini emersi dalle tombe degli scavi fatti dal famoso archeologo Paolo Orsi. Suo padre, giornalista e studioso, conversava spesso con Paolo Settis che poi ha lasciato la Calabria per recarsi a Pisa per diventare un mito dell’archeologia

Ha studiato architettura a Firenze e, per mantenersi fa il fotomodello. Ha avuto l’opportunità di lavorare per i marchi più importanti del momento, da Gucci a Ferragamo, Armani, Versace, e così, appena laureato, ha realizzato le scenografie per alcune sfilate di Gucci. Era strabiliante vivere la doppia vita di studente fuori sede e modello delle grandi case di moda, andare con gli amici alla mensa universitaria per poi partire l’indomani per Milano, soggiornare al Plaza e finire la sera nei mega party. Poteva perdersi, invece ha finito gli studi nei tempi precisti e con il massimo dei voti per poi specializzarsi in Bio-architettura presso l’I.M.B.A.R..

Ha aperto lo studio in Piazza Brunelleschi, in un ex convento rinascimentale. Era un salone con gli affreschi del Dandini, allievo di Andrea del Sarto. Firenze, con la sua grandezza storica e monumentale ha dato tantissimo all’artista. Ha forgiato in lui l’eleganza, il senso estetico della bellezza, l’anima mundi cosmopolita del Rinascimento, insieme al movimento super moderno della moda, del design e dell’architettura. Nel 1989 ha conosciuto Letizia e dopo due anni si sono sposati. Nel 2000 è nata Margherita e nel 2002 hanno venduto la casa di Firenze per trasferirsi in Maremma, a Castiglione della Pescaia. Qui, insieme, è iniziata una nuova vita. Hanno ristrutturato un casale d’inizio Novecento con i canoni della bioarchitettura e, per caso, mentre insieme agli operai tagliavamo blocchi di marmo di Rapolano, ha visto, nei solchi lasciati dalla macchina sulle tavole di legno, la sua porta dell’arte. La civiltà della Magna Grecia, il Rinascimento, le tombe etrusche si sono fusi con il contemporaneo ed è nata la forma artistica, povera, fatta di scarti industriali. Ha iniziato così ad assemblare i materiali, andando alla ricerca dell’oggetto ovunque, in un moto magico, libero da qualsiasi pregiudizio. Come gli scultori del Cinquecento andavano a Carrara e già vedevano nei blocchi di marmo le proprie creature, lui vedeva nello scarto il segno plastico che poi sarebbe diventato l’opera. I pezzi venivano depositati e lasciati lì, anche per anni, per poi diventare la Grande Balena, fatta di canne di bambù e rete di pescatori, ora la “Sfera Luminosa”, alta 8 metri, realizzata con tubi di serre e vetri di fonderia. La loro vita e la loro arte si sono formate insieme, come una fusione tra metalli. Così è nato e si è sviluppato il bioagriturismo Podere il Leccio, gestito da Letizia Gasbarro e il giardino d’arte ambientale contemporanea “Viaggio di Ritorno” di Rodolfo Lacquaniti. “Spesso i visitatori ci chiedono perché il giardino si chiami così. Tutto è partito da una pausa, dalla presa di coscienza che non potevo vivere dentro una stanza, ma che dovevo intraprendere il mio viaggio alla ricerca del pacchetto energetico ricevuto in dono alla nascita, io come tutti, e che stavo depauperando nel corso del tempo.”

Le sculture sono disseminate su 40.000 metri quadrati, in un percorso ben preciso che vede l’alternarsi di opere e alberi di ulivo, frassini e lecci secolari. Molta gente viene a trovarci da varie parti del mondo sia per soggiornare nell’agriturismo che per fare la visita del giardino che guido personalmente. Un camminata lenta, per alleggerirsi dell’io amico-nemico che gestisce quasi tutte le ore e i giorni della nostra vita. Con il pretesto di parlare di arte ambientale si finisce per fare una riflessione sui noi stessi e i nostri rapporti con gli altri umani e le altre specie con le quali condividiamo il pianeta. Davanti all’opera l’Arca nasce il dibattito sull’immigrazione, sulle bare galleggianti, si discute  del muro che divide il sud e il nord, i ricchi e i poveri, di chi perseguita e chi è perseguitato. Nello stesso tempo, se nella stiva sono rinchiusi il dolore, la sofferenza e la morte, su in alto, le due facce di Noè femminile e maschile, dominano la scena, si liberano in una specie di danza sui bordi dell’arca che ci porta verso temi come la speranza nel progetto umano, la libertà, lo spazio sacro. Sono danzatori del corpo divino sulla nave della follia che fa rotta verso la rinascita.

Tra le opere ultime, c’è Io sono, un cerchiante dall’aspetto regale formato da cerchio in ferro e da anodi sacrificali in zinco, posizionato nord/sud come tutti gli elementi che compongono il giardino e allo stesso modo delle cattedrali gotiche, sta andando verso la nascita del sole, procede nel suo viaggio verso la luce. Il Cerchiante “Io sono” nel suo procedere prende su di se, sacrificandosi, le difficoltà e le meraviglie della presenza. La presenza, la consapevolezza dell’esserci qui e ora che manca nella civiltà contemporanea che gestisce lo scorrere del tempo senza presenza, sorda e cieca di fronte alla realtà, sia nella bellezza che nell’orrore. L’arte conserva ancora il suo ruolo: indicare la via, come sempre ha fatto, facendosi carico delle paure e della non presenza, indicando con coraggio i problemi e le soluzioni, insieme alle straordinarie meraviglie che tutti i giorni ci si presentano. Vivendo in un paradiso di biodiversità, nella provincia meno affollata d’Italia, succedono cose impensabili.

Condividono il viaggio studenti di tutte le età, dalle materne alle università. Negli anni abbiamo accolto giovani provenienti da prestigiose università tra cui il Flagler College di Sant Augustine Florida e L’università Of North Florida, dipartimenti di arte, storia, economia e fotografia.

La Leopard Film di New York e la tv PBS (Public Broadcasting Service) hanno girato dei documentari nell’agriturismo, e il giardino ha fatto da scenario al film “La Storia di Sonia” di Lorenzo Guarnieri, per il quale l’artista Rodolfo Lacquaniti è stato  premiato ai Los Angeles Movie Award nella categoria Best Production Design.

Lacquaniti  ha  partecipato al progetto Giardino d’artista – La mediazione come atto performativo, a cura dei critici Barbara Campaner e Martino Margheri, con la super visione di Anna Mazzanti, docente di Arte Contemporanea al Politecnico di Milano.

I luoghi scelti per il progetto sono stati i quattro Giardini d’Artista della Toscana: Giardino di Daniel Spoerri, Giardino dei Tarocchi di Niki Saint Phalle, Giardino dei Suoni di Fuchs, Giardino Viaggio di Ritorno di Rodolfo Lacquaniti.

Dal Giardino Viaggio di Ritorno è nato il progetto The Garbage Revolution che ha portato a  Firenze, nella  Stazione Leopolda le opere di Rodolfo Lacquaniti e i suoi linguaggi dell’arte totale: istallazioni, video-art, pittura, performance, musica, fotografia, parola, gesto, live art, poesia. Oltre 10.000 persone hanno preso parte all’evento.

“Ma sono le ultime due recenti esperienze fatte con i figli degli operatori del Corpo forestale dello Stato, ospiti dei campi estivi di Castiglione della Pescaia, e i ragazzi della fondazione Libera di don Ciotti che mi ricordano, ancora una volta, “chi sono”.

Il bioagriturismo Podere Il Leccio (www.podereilleccio.com) è in una delle zone più belle della Maremma a pochi chilometri dal mare più pulito d’Italia, quello di Castiglione della Pescaia. Il soggiorno è ricco di cultura e amore per l’ambiente. Il podere, a impatto zero, è sede del Giardino Viaggio di Ritorno, che fa parte del circuito dei Giardini ambientali di Arte Contemporanea d’Italia.

“Stanchi dei rumori e dell’aria irrespirabile della città, ci siamo trasferiti da Firenze in Maremma, dove abbiamo comperato un casale dei primi del Novecento, successivamente ristrutturato con i canoni della bioarchitettura. Questo territorio ci ha affascinato per la sua bellezza naturalistica e per la vicinanza a importanti siti archeologici”. Dal Podere, situato nel centro della Toscana, si raggiungono facilmente Siena, Pisa, Roma, Firenze, Arezzo, Lucca. Nell’agriturismo si può circolare a piedi nudi su 5000 mq di prato verde. Gli ospiti, amanti della natura e del buon vivere, possono ammirare lo spettacolo delle lucciole e, con nitidezza impressionante, la luce della via lattea.

L’arredamento degli appartamenti fa sì che si sentano come a casa propria. L’agriturismo è pervaso dall’energia donata dagli alberi che circondano e delimitano il podere, primo fra tutti l’immenso frassino secolare, con la sua grande ombra ristoratrice.

Il Giardino Viaggio di Ritorno Contemporary Art è un parco di arte ambientale situato nel comune di Castiglione della Pescaia (Grosseto). È stato ideato dall’artista-architetto Rodolfo Lacquaniti che si è trasferito con la famiglia da Firenze nel 2002. Mentre  restaurava il podere con i canoni della bio-architettura nasceva il parco. Le opere sono disseminate nella proprietà immersa in un uliveto biologico. Tutte le opere sono realizzate con materiali di recupero in un percorso di continua esplorazione creativa tra diversi linguaggi artistici. Le visite sono previste da Pasqua fino ad ottobre soltanto su appuntamento (tel. 3355247472).