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Nella locanda del riso

A Verona il 19 giugno inizia l’Opera Festival. Per dormire, una dimora country che racconta il territorio attraverso il gusto

A Verona il 19 giugno inizia l’Opera Festival. Per dormire, una dimora country che racconta il territorio attraverso il gusto

di Alessandra Gesuelli

Carnaroli, Arborio, Vialone Nano, Venere e Basmati. Cinque camere dai nomi evocativi. E’ un vero resort del riso L’Artigliere Ristorante con Locanda. A Isola della Scala, a 20 km da Verona, questa dimora gestita dallo chef Davide Botta è ospitata all’interno di un autentico mulino da riso del 1612, La Pila di Villa Boschi. Non è un caso se le camere portano il nome di tipologie di riso. Qui tutto parla della grande cultura delle risaie. Siamo nella Bassa Veronese, in piena Pianura Padana, dove si snodano gli itinerari naturalistici della Strada del Riso Vialone Nano Veronese Igp: piste ciclabili nelle risaie, birdwatching nelle riserve naturali ed escursioni tra le antiche pile da riso. Si tratta di un territorio di 20 Comuni  ricco di testimonianze architettoniche e culturali che ha saputo conservare molti dei suoi antichi usi e sapori. Chiese, castelli, ville e musei di rara bellezza costellano la natura  di questa zona e si alternano a pile, risaie e percorsi naturalistici da visitare con le diverse proposte del resort. Un suggerimento perfetto per il weekend d’apertura dell’Opera Festival di Verona il 19 giugno che inizia con il Nabucco.

Il mulino non è solo una dimora di charme ma anche un Museo, dove conoscere gli antichi strumenti di lavorazione dei chicchi. La struttura di Villa Boschi, dove è inserito il mulino, è della famiglia Dal Colle, proprietaria delle risaie che lo circondano, dove viene prodotto ancora oggi il Vialone Nano Igp, protagonista anche della tavola del resort. Il ristorante L’Artigliere, aperto agli ospiti della Locanda come anche agli ospiti esterni, propone naturalmente il risotto, ma anche paste fatte in casa, carne e pesce fresco. Alcuni tavoli sono proprio di fronte all’antica ruota del mulino. “Il riso è come un foglio di carta bianco dove ci posso disegnare quel che voglio”, racconta lo chef Davide Botta, membro dell’Associazione Jeunes Restaurateurs D’Europe dal 1997. E su questa carta bianca si scatena la sua fantasia con audaci creazioni, come il risotto affumicato con gambero rosso crudo, limone candito, caviale e germoglio di porro o il risotto ai formaggi acidi, crescione, sarda allo spiedo e perle di Ferrari rosè “Best of Alpe Adria 2015”.