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Alto Adige a Milano

Casa Alto Adige: a Milano si respira l’aria delle Dolomiti fra mazzi d’asparago bianco e profumi di Sauvignon

di Gianmario Marras

Appuntamento a Casa Alto Adige in un pomeriggio di pioggia. A Milano, alla Dream Factory di corso Garibaldi 117, come fossimo a casa di amici. Ad accoglierci lo chef stellato Jorg Trafoier e suo figlio Kevin del ristorante Kuppelrain di Castelbello in Val Venosta (www.kuppelrain.com) . Arrivo e mi siedo su un grande divano, sullo schermo scorrono immagini dell’Alto Adige: c’è Jorg che raccoglie ortaggi, sulla soglia del ristorante, fra una corona di montagne, ci sono le vigne da cui nascono i vini imbottigliati alla Cantina di Terlano: Pinot Grigio e Noir, il Gewürztraminer, lo Chardonnay e un Sauvignon con l’etichetta che riproduce un mazzo di asparagi bianchi. Un abbinamento esplicitamente suggerito che ci prepariamo a sperimentare.

Prima però, gli asparagi “Margarethe”( www.terlaner-spargel.com) vanno preparati. Dobbiamo rimuovere la sottile pellicina che li protegge con uno sbucciatore. E allora tutti intorno al tavolo, indossiamo il grembiule e seguendo le direttive dello chef, come in una grande cucina, puliamo.

Il premio, oltre all’assaggio immediato della gustosa radice che matura solo tra la fine di aprile e la fine di maggio, sarà un posto in tavola per degustare i piatti preparati per esaltare la rara specialità. Intanto degustiamo il buon vino della Cantina di Terlano (http://www.kellerei-terlan.com), sentori floreali si sprigionano dal calice: sambuco, ortica, peperoni verdi.

E arrivano i piatti: insalatina di asparagi, cetrioli e rafani; asparago bianco e verde con spuma di salsa bolzanina, uova di quaglia e pane croccante; gelato di patate con pop corn allo speck, e crema di asparagi verdi; e per concludere strudel di mele alla maniera dello chef. Faccio volentieri il bis, sono le 20,30, Jorg e Kevin devono tornare a casa in Alto Adige e non vogliono riportare nulla a casa. Una fortuna, da parecchio non cenavo così bene. Grazie Alto Adige, la prossima volta Jorg, te l’ho promesso, i tuoi piatti li assaggio in Val Venosta.