GOURMET

Una storia di famiglia

La sfida di Antonio Amato per il rilancio del brand passa per nuove tecnologie e prodotti di qualità

Di Teresa Cremona

Antonio Amato era la pasta di Salerno, oggi la pasta Antonio Amato è la storia di una sfida vinta da un’imprenditoria di coraggio che punta sulla qualità. Dice Giuseppe di Martino: ”sono passati 3 anni da quando il tribunale ci offrì la possibilità di fittare il Pastificio Antonio Amato. 3 anni difficili e bellissimi, dove con il lavoro di squadra, il coraggio, la dedizione, la voglia, attraverso aste, carte bollate e piani industriali, abbiamo, tutti insieme, rimesso in piedi una azienda, ridato dignità a maestranze che meritavano di non morire. Oggi 27 Aprile a Salerno la presentazione del nuovo marchio e del piano di rilancio. Un bel giorno!! Avanti ragazzi, insieme ce la faremo, sono sicuro!!!”.

Antonio Amato è un nome storico, che torna protagonista nel mercato della pasta di semola con una nuova immagine, con un’ampia gamma di prodotti e un progetto ambizioso.
Pastai da tre generazioni, i Di Martino di Gragnano – Città della Pasta – hanno da poco celebrato i 100 anni di attività. Un’avventura cominciata nel 1912 e che ha visto la pasta Di Martino nel 1915 attraversare per prima il canale di Panama. E il viaggio prosegue con passione, esperienza, duro lavoro, know how e rispetto della materia prima. Il 93% della produzione è esportata in 32 Paesi nel mondo: dagli Stati Uniti al Sud America, dall’Est Europa all’Asia all’Australia, per un totale di 8 milioni di piatti di pasta prodotti al giorno e un fatturato di 80 milioni di euro nel 2014.

Antonio Amato rappresenta, per la famiglia Di Martino, un ambizioso progetto aziendale, che prevede uno sviluppo significativo nel retail nazionale e la valorizzazione del patrimonio gastronomico del territorio “salernitano” in Italia e nel mondo. Per il rilancio è stato messo a punto un look nuovo e un packaging che prende ispirazione dai motivi grafici e dai colori della ceramica vietrese famosa in tutto il mondo, sottolineando così il forte legame della pasta Antonio Amato con il suo territorio d’origine, con Salerno e con le costiere amalfitana e cilentana.

Nel progetto di rilancio del brand Antonio Amato sono previsti: l’attivazione del Mulino, investimenti in tecnologia, la realizzazione del Centro di Ricerca e Sviluppo di tutto il gruppo a Salerno, nella direzione della valorizzazione del sito salernitano, l’assunzione di almeno altre 20 persone, per le quali si riguarderà al bacino degli ex lavoratori dell’Antonio Amato.
Inoltre insieme ai giovani del NIB – Master di Architettura e Ambiente Ia Edizione Salerno – si sta studiando un think tank del food, per ospitare giovani provenienti da tutto il mondo, che, partendo dalla pasta possano pensare a tutte le dimensioni del food.
L’offerta di Antonio Amato d’ora in poi – oltre alla categoria della pasta di semola con un assortimento di 80 referenze – sarà arricchita con altri prodotti della Dieta Mediterranea ed “accoglierà” nel suo paniere specialità tipiche come olio, pomodori, farine e una linea interamente dedicata al mare.

“Antonio Amato – spiega Alessia Passatordi, brand manager Antonio Amato di Salerno – vuole diventare a tutti gli effetti il marchio che evoca la tradizione di un territorio, con una ampia gamma di prodotti che ne rispecchi i valori”.
“Stiamo lavorando – afferma Giuseppe Di Martino, amministratore del Pastificio Di Martino Gaetano & F.lli Spa – allo sviluppo del brand Antonio Amato nel retail nazionale e internazionale. In Italia sono stati già raggiunti importanti accordi di inserimento e sono state riprese le attività all’estero, dove sono in via di consolidamento i mercati storici del Pastificio, con l’effettivo ritorno del brand a scaffale in quelli mediorientali”.

L’obiettivo di Antonio Amato è recuperare la quota di mercato che il brand deteneva in passato, quando si posizionava tra i primi dieci player in Italia. Uno dei parametri che contribuisce a definire una pasta di semola di qualità è il suo contenuto proteico: Antonio Amato offre il 13% di proteine, come una pasta premium, garantendo una perfetta tenuta in cottura, l’esaltazione di ogni condimento, per un piatto più gustoso. E’ quindi un marchio di pasta che ha radici nel territorio ma che punta ad arrivare sulle tavole del più ampio numero di consumatori nel mondo. Per quanto riguarda il posizionamento della gamma, lo sguardo è rivolto alle giovani famiglie, alla ricerca di piatti al tempo stesso gustosi e genuini, come insegna la gastronomia salernitana: il piacere è una cosa semplice.