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Un luogo per meditare

Un bed & breakfast e due case da affittare nell’entroterra ligure a 5 km dal mare. Alessandra Turci accoglie gli ospiti con prodotti del territorio e yoga

di Sara Magro per Vivere la terra

Alessandra Turci, 34 anni, faceva la giornalista web al Corriere.it di RCS. Bello, non c’è che dire, e anche molto prestigioso per chi fa la professione. Peccato che non vengano mai menzionate le dosi di stress correlate: orari pazzeschi, niente ferie, contratti che ti tengono con il fiato sospeso fino all’ultima ora, rapporti umani spesso velenosi. E un sacco di stratagemmi per tener fede ai propri valori e cercare un equilibrio e una vita più sana praticando yoga. Era molto che ci pensava Alsessandra, poi, a un certo punto, ha detto stop, e ha dato le dimissioni. Era il 1° maggio 2013. Non sapeva cosa avrebbe fatto dopo, ma almeno sapeva dove non voleva stare: «Mi sono detta non voglio questo lavoro, non voglio vivere a Milano, che è un posto che fa dispendere energie, non voglio pagare affitto carissimo, non voglio tornare a casa dei miei genitori». Anni fa, la famiglia Turci aveva acquistato una vecchia casa per le vacanze a Diano San Pietro, nell’entroterra di Imperia, a tre chilometri e mezzo dal mare, un posto perfetto dove ritirarsi per meditare sul futuro. A luglio Alessandra si è trasferita pensando vagamente di dividere il suo tempo tra Milano e la Liguria, tra collaborazioni con i giornali e la vita in campagna. Non credeva certo di poter rinunciare facilmente alla vita cittadina, e si aspettava prima o poi di annoiarsi. «Qui il tempo ha un’altra dimensione. Il vuoto, il silenzio, il buio, le relazioni umane, tutto cambia significato. Ma io ho trovato un equilibrio perfetto, mi sono trovata benissimo e non volevo andarmene mai più. Anzi, ho pensato di fare di quel luogo la mia base». Così le è venuta l’idea di trasformare la proprietà in un bed and breakfast. Non si pensi che iniziare l’attività sia facile. Bisogna avere le certificazioni, assecondare una burocrazia tortuosa e fare il corso HACCP obbligatorio per cucinare qualunque cosa, anche solo la prima colazione. Altrimenti agli ospiti si possono servire solo prodotti confezionati, il che penalizzerebbe qualunque idea di chilometro zero e genuinità. «Non è un’attività che dà profitto, ma permette di mantenere ciò che serve: riscaldamento, agricoltori, muretti a secco che cascano, l’orto da fare, le piante da potare. Una casa in campagna è come la fabbrica del Duomo, c’è sempre da fare, e le spese non mancano mai». La proprietà è divisa a metà, una parte è ristrutturata, ha gli impianti nuovi, i pannelli solari, il tetto rifatto. La casa vecchia invece è un disastro: fredda d’inverno, calda d’estate, ci piove dentro, ci vuole una fortuna per riscaldarla. E ogni volta che c’è da aggiustare qualcosa, bisogna uscire dal dilemma: rifare com’era o modernizzare? Una volta i muretti si costruivano incastrando le pietre a secco come pezzi di un puzzle. E costano il doppio rispetto a quelli tenuti insieme con il cemento. Compromesso dopo compromesso, nell’aprile 2014, Dianogreen ha tutto a posto per iniziare: una camera in b&b, una mansarda e la casa vecchia, in totale 10 posti letto. «Però lo sapevamo solo io, la mia famiglia e un paio di amici», dice Alessandra. «I primi ospiti sono stati infatti due amici di mio fratello. La relazione con gli ospiti va infatti regolata a seconda della loro disponibilità. Ci vuole intuito per capire fino a dove ci si può spingere». A Dianogreen si mangiano marmellate fatte in casa o in un piccolo consorzio dei dintorni, il formaggio del contadino, l’olio dei vicini di casa. Un modo di fare rete tra le attività agricole della zona, scavalcando la mentalità ancora piuttosto individualista, lontana anni luce dall’idea internettiana e metropolitana di network e sharing economy. Anche sponsorizzare un prodotto di qualcun altro sembra un’idea da alieni. Ma Alessandra porta con sé il suo bagaglio culturale, mette in pratica la sua idea, la media con la realtà ligure, e qualcosa di sicuro succederà. Non potrebbe nemmeno fare diversamente. Il chilometro zero per lei è una strategia: non guida, va solo in bici, quindi non può allontanarsi troppo nemmeno per fare la spesa. Ma giura che prima o poi riprenderà il volante, perché una cosa è farlo per sé, un’altra è per la proprietà. Tra i primi ospiti è arrivata anche Rachel, l’insegnante di yoga di Alessandra. La quale si è letteralmente innamorata del posto e ha proposto di fare lì un workshop intensivo. L’esperienza, nel giugno 2014, è andata molto bene, inoltre Alessandra che il prossimo luglio prende il diploma di maestra di Hata Yoga ha iniziato a dare qualche lezione in casa. Nel frattempo, grazie all’infallibile passaparola, le hanno prenotato altre settimane di ritiro dall’Estonia e da Berlino. A questo punto Dianogreen ha la sua identità, diversa da tutti gli altri b&b della zona. Infatti manca poco all’inaugurazione dello spazio per i corsi e le meditazioni nel vecchio pollaio.