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Pull down the line

Come l’agricoltura e la volontà sconfiggono il razzismo

di V.D.

Per noi gli Haitiani sono come i vostri marocchini in Italia. Non ci piacciono e li evitiamo. Questa frase, sentita  durante un viaggio nella Repubblica Dominicana- più precisamente nella penisola di Samanà- ha dato vita a un talk show nella mia testa fatto di botta e risposta tra me&myself e una serie di elucubrazioni sull’argomento terminate qualche giorno fa. Prima di tutto mi sono chiesta come abbiano fatto le voci sui problemi italiani col multiculturalismo e l’integrazione ad arrivare in un posto dimenticato anche da Google Maps.  Due, dopo aver fatto giustamente mente locale sugli italiani che visitano santo Domingo e dintorni ogni anno (circa 130.000) mi sono domandata chi fosse quell’imbecille che, durante l’esplorazione di riserve naturali dal fascino unico e ancora intatto, invece di rilassarsi e godere del panorama, potesse anche solo pensare di spacciare il suo personalissimo limitato pensiero, per quello generalizzato di un’intera Nazione. E ancora, è possibile che nel 2014  il valore di un essere umano non sia determinato dalla sua individualità, bensì dal suo essere parte di una “collettività nazionale ed etnica”? Si. E questo accade in tutto il mondo, non solo nei Paesi sopracitati, perché il degrado sta nelle persone (ancora ahimè numerose) e non nei luoghi.

Poiché la vicenda aveva ormai trafitto la mia attenzione e sollevato la mia curiosità, ho fatto ricerche e domande in merito per capire i motivi di una simile infamante dichiarazione. Lungi da me voler scrivere un trattato geopolitico che dovrebbe includere decine e decine di capitoli, dirò solo che questa rivalità ha radici solide e antiche e ha a che fare con l’occupazione e il controllo haitiano della parte orientale dell’isola di Hispaniola. Che è continuata anche per i decenni successivi e anche dopo che i Dominicani sconfissero gli occupanti. Che è diventata parte integrante della storia dei due vicini di casa e che è degenerata in un sentimento ostile che ha portato persino alla nascita di un vero e proprio fenomeno discriminatorio chiamato Antihaitianismo e che ha visto l’intervento di organizzazioni no profit che si occupano di diritti umani. L’ascia di guerra non è mai stata seppellita, se non forse nel 2010, quando il governo dominicano ha inviato aiuti ad Haiti dopo che un terremoto di magnitudo 7.0 mise in ginocchio il paese. Uno slancio di solidarietà che è rimasto, anzi, ha fatto la storia e che viene considerato una svolta antropologica senza precedenti. Le basi per una fratellanza e la costruzione di un futuro unitario, sono state gettate.

Oggi nel 2014, a quattro anni di distanza da quel tragico evento, quelle basi sono sempre più compatte grazie a una Cooperativa Binazionale che unisce gli agricoltori di entrambe le parti in un progetto ambizioso dal nome significativo: Pull Down The Line. Gli obiettivi principali sono due: garantire che le popolazioni locali possano beneficiare del proprio lavoro trattenendo per sé parte dei prodotti agricoli ora interamente destinati al mercato internazionale ed esportare all’estero prodotti finiti di qualità spezzando il monopolio degli intermediari. Presto, quindi, sul mercato europeo vedremo commercializzato il primo prodotto finito esportabile che unisce i due paesi della Hispaniola: il miele.

Chi l’avrebbe mai detto che un alimento naturale così delicato potesse spezzare quella linea verticale di 500 chilometri marcata da barriere fino a poco tempo fa difficilmente valicabili. Che fosse in grado di superare le divisioni e sconfiggere la povertà estrema…
Diceva Henry Ford: “Mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme un successo. E il progetto Pull Down The Line ne è la dimostrazione più grande.

Per saperne di più:

Una delegazione mista proveniente da Haiti e Repubblica Dominicana girerà fino al 30 novembre – in alcuni dei comuni del milanese che aderiscono al Fondo per la Cooperazione. Nel gruppo spicca la presenza del sindaco di  Santo Domingo est (Signor Juan de Los Santos) e dei sindaci di Belladere (Signor Alcide Hoslor) e Comendador (Signor Luis Minier Perez): queste ultime due sono cittadine del centro dell’isola, la prima in territorio Haitiano, la seconda nella Repubblica Dominicana, a 16 chilometri di distanza ma da sempre separate da un’invalicabile frontiera e dalle diffidenze reciproche

E ancora:
Pull Down the Line:
28 novembre 2014
ore 18 Palazzo Congressi Stelline
Corso Magenta 61, Milano