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L’uomo e la terra

A Milano dal 18 ottobre, 47 opere di Van Gogh anticipano i temi dell’Esposizione Universale 2015

A Milano dal 18 ottobre, 47 opere di Van Gogh anticipano i temi dell’Esposizione Universale 2015

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Dopo 125 anni dalla morte, Vincent van Gogh resta uno dei pittori più influenti fino a oggi. La sua opera ha infatti ispirato artisti della sua epoca e continua a farlo. Ed è proprio questo il tema del calendario internazionale di eventi, mostre e spettacoli che si svolgono in Olanda, Belgio, Francia, Inghilterra in altri paesi d’Europa.

Si comincia il 18 ottobre proprio da Milano, che ospita 47 opere del pittore olandese a Palazzo Reale (fino al prossimo 8 marzo). Van Gogh. L’uomo e la terra, questo il titolo della mostra curata da Kathleen Adler, esperta del movimento impressionista, indaga il rapporto complesso tra uomo e natura, tra fatica e bellezza e consente al lettore di capire i molteplici stati d’animo che l’artista trasmetteva attraverso i suoi dipinti e il suo profondo interesse per i cicli della terra e della vita, che, tra l’altro anticipano il tema dell’Expo2015: Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita.

Lungo le sei sezioni della mostra  – L’uomo e la terra, Vita nei campi; Il ritratto moderno; Nature morte; Le lettere; Colore e vita -, il visitatore osservare e fa propria la vita e la fatica dei campi innanzitutto attraverso i disegni. Una tecnica, quella del disegno, molto amata da Van Gogh e che gli consentì di affermare “studiare e disegnare tutto ciò che appartiene alla vita contadina… adesso non sono più così impotente davanti alla natura come un tempo”, scrive l’artista. Un percorso che lo portò fino all’immersione totale nel paesaggio colorato a olio, vissuto come una rivelazione, quella che ebbe arrivando in Provenza (“Il Mediterraneo ha un colore come gli sgombri, cioè cangiante, non si è mai sicuri se sia verde o viola, non si è mai sicuri se sia azzurro, perché un istante dopo il riflesso cangiante ha assunto una tinta rosa o grigia”) testimoniato in mostra da opere quali Veduta di Saintes Marie de la Mer, Uliveto con due raccoglitori di olive o La vigna verde.

E ancora i ritratti perché, come scrive nel giungo del 1890, “ci sono facce moderne che verranno guardate ancora a lungo, che forse verranno rimpiante cent’anni dopo”. Facce come quella del Ritratto di Joseph-Michel Ginoux o del Ritratto di Joseph Roulin.

Van Gogh cerca nel mondo contadino, nelle creature semplici e pure, come quel postino che lo andava a trovare tutti i giorni in manicomio e cantava la Marsigliese, il senso della vita e delle cose. Lo trova nella fatica, nel duro lavoro. Come i contadini e i pescatori che ritrae perché, come scrive sempre al fratello, suo destinatario preferito, “Noi altri dovremmo invecchiare lavorando duramente, ed ecco perché allora ci deprimiamo quando le cose non vanno”.

Un lavoro mai ripagato, impossibile da capire all’epoca, perché con tratti e stile del tutto nuovo, nonostante le influenze e i rapporti con Impressionisti e gli amatissimi Millet e Daumier, intensificato dalle letture dei romanzieri contemporanei (come testimonia il saggio in catalogo a firma di Stéphane Guégan), anch’essi troppo avanti per i tempi.

La mostra di Milano rientra tra gli eventi del 125° anniversario della morte di Vincent van Gogh, celebrati con il programma internazionale Van Gogh 2015 e curato dal Van Gogh Europe Fondation – istituzione sostenuta dal governo olandese a tutela e promozione dell’opera del pittore e costituita da quattro istituzioni: Museo Van Gogh, Kröller-Müller Museum, Van Gogh Brabant e Mons 2015, Capitale Europea della Cultura.

Van Gogh. L’uomo e la terra
18 ottobre 2014-8 marzo 2015
Palazzo Reale, piazza Duomo
Milano