Europe

Un Paese per api

In Italia scompaiono meno api che nel resto d’Europa, lo rivela una ricerca dell’EU

Fonte: corriere.it

L’apicoltura italiana sarebbe in buona salute, almeno rispetto alle sue vicine europee. Secondo lo European Union Reference Laboratory for Honeybee Health infatti, scompaiono meno api in Italia che nel resto d’Europa: in una ricerca recente, basata sull’analisi di 31.832 colonie situate in 3.284 alveari, ha fissato il tasso di mortalità di questi insetti ben sotto i livelli medi dei 17 Stati dell’Unione presi in esame. Per una volta, inoltre, le nazioni meridionali, Italia, Spagna e Grecia, hanno indici migliori di quelle nordiche: se infatti l’Italia ha un tasso di mortalità per le api del 5,3%, meglio è solo la Lituania con il 3,5%, anche le altre due si posizionano sotto il 10%, una soglia sopra la quale diventa difficile che una colonia sopravviva.

Strage al centro-nord Europa
Sono invece drammatici i dati relativi a Inghilterra (28,8%), Belgio (33,6%), Danimarca (20,2%), Svezia (28,7%). Ci sono però anche altri Paesi i cui numeri non sono molto più felici come Germania (13,6%), Francia (14,1%) e Polonia (14,8%). «Lo studio evidenzia la multifattorialità delle cause di moria delle api nell’ambito delle quali la presenza di alcune patologie e parassiti hanno un ruolo determinante», sottolineano dall’Accademia dei Georgofili, «come la temibile peste americana, presente in modo rilevante in dodici dei 17 Paesi oggetto di monitoraggio tra cui l’Italia, la presenza della varroa, il nosema, il virus della paralisi cronica e la peste europea, patologie queste ultime che pure interessano con percentuali significative gli alveari italiani».

Pesticidi
La strage di piccoli insetti viene comunque attribuita dai più all’utilizzo massiccio di sostanze chimiche in agricoltura. Non a caso pochi giorni fa uno studio dell’Università di Harvard ha confermato che la decimazione delle api, avvenuta in particolar modo nei primi anni 2000, è stata causata dagli insetticidi neonicotinoidi, i più usati nel mondo dell’agricoltura. Per gli studiosi americani, l’esposizione all’insetticida durante l’impollinazione induce nelle api operaie la sindrome dello spopolamento degli alveari, o colony collapse disorder. La moria di insetti non riguarda solo quelli usati negli allevamenti, ma anche le specie selvatiche e si tratta di un danno rilevante anche sotto il profilo economico: alcuni esperti del settore hanno stimato in 256 miliardi di euro il valore monetario dell’impollinazione a livello mondiale. Anche per questo è partita da poco in Italia la campagna Bee Active! Attivi per le api promossa dal Consorzio apicoltori e agricoltori biologici italiani.