INTERVIEWS

My7Lives

Giovanni Dell’Acqua, uno dei fondatori di My7Lives, ci spiega come funziona un sito destinato a entrare nella storia del web. E dei viaggi

di V.D.

Può succedere che con la persona intervistata non scatti il feeling giusto, quell’intesa che, diciamocelo, contribuisce per buona parte alla riuscita del tuo pezzo. E il timore che questo avvenga spiega la leggera ansia pre incontro. Quando seduta al tavolino di un localino in Via Savona vedo arrivare Giovanni  sorridente e scanzonato, mi dà subito l’impressione di essere una persona “easy”, come direbbe un adolescente ostentando un acerbo cosmopolitismo. E l’agitazione iniziale svanisce di fronte alla sua cordialità, alla sua parlantina travolgente e alla disinvoltura con cui mi racconta quella che sembrerebbe una vera svolta professionale. Ha un volto rilassato e nessun segno di stanchezza (beato lui) intorno agli occhi vivaci e curiosi nonostante sia occupatissimo con il progetto My7Lives, un sito rivoluzionario in grado di cambiare il modo di viaggiare. Un’ambiziosa e innovativa esperienza di shared economy declinata sul turismo e destinata ad appassionare e coinvolgere utenti di tutto il mondo. Davanti a uno spritz mi spiega meglio come lui e i suoi amici sono passati dall’anonimato a interviste e riconoscimenti.

Partiamo dall’ideatore: chi sei e qual è stato il tuo percorso formativo e professionale fino ad ora?
Mi chiamo Giovanni Dell’Acqua e mi sono sempre occupato di editoria in qualità di controller.

Immagino che per avere un’idea nell’ambito turistico tu e tuoi colleghi siate dei viaggiatori.
Si esatto, un progetto del genere non può nascere se non da una necessità personale, dalla volontà di concepire la visita e la conoscenza di un luogo in modo alternativo.

Quindi l’ispirazione è venuta proprio dal vostro modo di concepire il viaggio?
Si. Viaggiando mi sono reso conto di quanto complicato fosse entrare in contatto con la gente del luogo. Dai viaggi si torna spesso solo con migliaia di foto, ma a queste non si riesce ad aggiungere alcuna esperienza autentica di vita locale. Da questo desiderio è nato My7Lives, un modo per avere la concreta possibilità di immergersi appieno nella cultura e nel mondo locali, e di fare facilmente nuove amicizie.

Parliamo del progetto: come è stato realizzato e come funziona esattamente My7Lives? E, curiosità, come mai questo nome?
My7Lives è una piattaforma, in cui ciascuno iscritto può essere venditore o acquirente di esperienze, oppure entrambe le cose. Ogni membro creerà un suo profilo con una piccola descrizione di se stesso, perché ciascuno vorrà conoscere e vivere non solo l’esperienza messa a disposizione, ma anche la persona che la propone. Un modo nuovo per stringere rapporti di amicizia con persone che vivono in loco e portarne via un ricordo anche dopo il viaggio. Il nome è un po’ un gioco, insomma, perché vivere una sola vita, perché non conoscere più da vicino stili di vita spesso molto lontani dai nostri?! Guarda, ti voglio raccontare un episodio per far capire come abbiamo iniziato a elaborare il progetto.  Era l’agosto del 2011 in Bolivia, la guida sull’autobus strilla ai passeggeri: “Signori avete 20 minuti per fare le foto poi si riparte”. Ecco in quel momento ho realizzato che la vacanza per molti si riduce a un rullino da riempire. E niente più. Non è possibile guardare il mondo dal mirino di una macchina fotografica o dal display di un telefonino. Bisogna viverlo

Per attirare maggiormente l’attenzione, avete anche creato dei contest interessanti e con importanti premi in palio. Sulla base di quali criteri la giuria internazionale decreterà i vincitori ? Come sono spendibili i premi?
Il concorso è davvero molto ricco, la giuria sceglierà la proposta più bella, originale e realistica ovviamente in assoluta libertà. Anche perché la giuria è ricca di personaggi di altissimo profilo, tra cui giornalisti, persone del mondo del business, tutti grandi conoscitori del mondo dell’innovazione e delle start-up.

Possiamo definire My7Lives il nuovo social network dedicato ai viaggi? Quali sono le vostre aspettative future?
E’ proprio cosi, stiamo creando un luogo in cui ciascuno posso trovare informazioni, possibilità di acquisto di esperienze, un luogo dove sarà possibile dare e ricevere consigli di viaggio. Ma anche un modo per passare qualche ora diversa nella propria città, non necessariamente quando si è in vacanza o dall’altra parte del mondo. La nostra ambizione è quella di mettere in contatto le  persone attraverso gli interessi comuni. Vorremmo  dare l’opportunità a chi ha voglia di intraprendere un’attività nell’ambito turistico di avere uno spazio. Un modo perché le ricchezze non vadano sempre nelle mani di pochi tour operator locali “predatori”. Pensate come sarebbe non rivolgersi ad intermediari per acquistare delle attività in luoghi lontani. Intermediari che trattengono in alcune aree del mondo anche il 90% di quanto pagato, sfruttando le popolazioni locali che non ricevono alcun beneficio da grandi masse di turisti. Tanto è vero che anche le associazioni No Profit possono partecipare a questa nostra iniziativa, ed ad esse non verrà sottratta nessuna commissione sull’acquisto. Questo fa parte de lnostro codice etico.

In vista dell’Expo2015 a Milano, potrebbe esserci una sezione o un contest dedicato a questo evento, dato che porterà migliaia di turisti?
Si siamo molto fiduciosi sull’Expo2015, non solo per noi ovviamente, ma per il rilancio di una intera economia. Creeremo presto delle sezioni dedicate all’evento,  è una grande opportunità per far conoscere il territorio, e far immergere il turista nella vita locale.  Pensiamo sia un ottimo trampolino.

Credete nella shared economy e nella condivisione, nuove formule anticrisi. È per quello che vi siete avvalsi del crowdfunding per sostenere il vostro progetto?
Si parla molto di shared economy, ma non direi che sia una moda, penso che sia un’opportunità frutto di un utilizzo disinvolto ed evoluto delle tecnologie da parte di una massa di utenti sempre maggiore. Gente comune decide di vendere e acquistare prodotti e/o servizi, gli utenti stessi conoscono molto bene il mercato perche sempre più trasparente e riescono con grande capacità a sostituirsi agli operatori professionali. Si anche per questo la nostra scelta di provare la strada del crowdfunding.

Chiedete agli utenti di vendere le loro esperienze. Tu che esperienza  compreresti e dove?
Guarda, un grande desiderio è fare un bel “7 Vite in 7 Giorni” svegliarmi ogni giorno vivendo come vive qualcun altro. Una bella mattina di martedì o sabato per esempio andrei al mercato di Papiniano a Milano a vendere la frutta, un altro giorno alla Pasticceria Cova a vedere come nasce un vero panettone milanese, poi chissà una giornata a bordo di un tir in direzione Palermo, poi magari coi pescatori di Mazara del Vallo uscirei un paio di giorni in barca. Insomma mi piacerebbe assaporare la vita vera, quella vissuta !

Sempre a proposito di esperienza, ci racconti una tua travel experience che ha lasciato il segno?
A me piace molto incontrare gente locale per ascoltare racconti di chi vive in un luogo, e in questo mi ha aiutato molto il couchsurfing negli anni . Puoi passare qualche ora in compagnia di tanta gente interessante, è come lasciare un pezzettino di te in ogni posto, perché tante persone poi continui a sentirle o incontrale, è successo cosi con Tamer a San Francisco nel 2008 rivisto poi nel 2012 proprio durante un corso per sviluppare My7Lives, è successo con Valentina a Osaka, che rivedo ormai periodicamente a Milano, ancora con Gadi a New York e Siedel sempre della Grande Mela che è venuto a trovarmi a Milano. Sono tanti, adesso non voglio scontentare nessuno e mi tocca nominarli tutti, Marco di Stoccolma, Ana di Lisbona…mi scuso con gli altri !! Questo perché il bello dei viaggi, di ogni singolo viaggio, sono le persone che incontri

Visto il boom dei social, spiega in 140 caratteri perché laMy7Lives è così rivoluzionario…
My7Lives è un modo nuovo di socializzare, ti permette di andare oltre il “Like” ! Vivere esperienze uniche tutti i giorni

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