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L’Unesco sulla Via della seta

Il tratto iniziale che va dalla Cina al Kirghizistan diventa Patrimonio dell’Umanità

Di Teresa Cremona

La scorsa settimana, a Doha, il Comitato del Patrimonio Mondiale UNESCO nel corso della sua 38° sessione ha inserito un tratto del percorso denominato la Via della Seta, nell’elenco dei siti Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Si tratta di un risultato importante per la Cina, ma anche per il Kazakistan ed il Kirghizistan, che hanno visto anni di sforzi coronati da questo riconoscimento. Via della Seta è un nome romantico ed evocativo coniato in Europa nell’Ottocento per definire quella rete di percorsi che mercanti e carovane utilizzarono a partire dal II secolo aC e fino al 16 ° secolo. Sono le strade dei commerci più antiche nella storia dell’umanità, tragitti attraverso i quali transitarono non solo merci, ma anche conoscenza, cultura, religioni, e rappresentano un legame culturale tra Europa e Asia.


Il tratto definito “The Silk Road” ed inserito nel Patrimonio Unesco è per il momento rappresentato da una sezione iniziale della rete di strade del Tian-shan Corridor che coinvolge Cina, Kazakistan e Kirghizistan. “Si apre una nuova pagina” ha dichiarato Tong Mingkang, deputy director of the State Administration of Cultural Heritage e capo della delegazione cinese a Doha “finora i siti patrimonio dell’Umanità erano singoli luoghi”. In questo caso la nomina include 33 siti storici, di cui 22 sono situati in Cina, nelle provincie amministrative di Shaanxi, Henan e Gansu e nella regione autonoma del Xinjiang Uygur. Mentre il Kazakistan avrà otto siti ed il Kirghizistan tre. “Il piano per la protezione ed il miglioramento di ognuno di questi siti ha reso la realizzazione del progetto molto più complicato rispetto alle precedenti esperienze” ha spiegato Tong ” The Silk Road è la 46a designazione di Patrimonio dell’Umanità per la Cina”. E’ stata l’UNESCO ad incoraggiare i paesi interessati dai perscorsi della Via della Seta a richiedere lo status di patrimonio mondiale già 20 anni fa. Ma solo nel 2006 gli stati coinvolti hanno trovato un accordo ed è stato possibile avviare la procedura di richiesta.