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Hell’s Kitchen in paradiso

Il primo ristorante Hell’s Kitchen del mondo in una location d’eccezione, dove Cracco fa trapelare il suo lato “B”. Accade al Forte Village Resort

di laura ferrari

Il primo Hell’s Kitchen Restaurant del mondo diventa realtà al Forte Village, World’s Leading Resort dal 1998. Così la cucina più infernale del piccolo schermo approda in un Eden mediterraneo, incastonato sulla costa caraibica del Sulcis Iglesiente.

Il ristorante presenterà ufficialmente il suo primo menù agli ospiti a partire da giugno, quando la finale del talent show in onda su SkyUno (in programma il 5 giugno) avrà decretato il suo vincitore. A quest’ultimo spetta un premio che racchiude in sé una sfida ancora più grande: diventare Executive Chef del locale.
Chi si aggiudica il gradino più alto del podio di Hell’s Kitchen ha un’opportunità concreta per dimostrare il proprio talento e affiancare gli chef che presiedono gli altri 20 ristoranti all’interno del Forte Village. Come Gordon Ramsay, il cui nome è indissolubilmente legato a quello dello show tv; Antonello Arrus, fresco di una stella Michelin; Paolo Simioni, Executive Chef Forte Village Resort e ambasciatore della cucina italiana a Londra.

Trenta/trentacinque coperti affacciati sulle splendide piscine dell’Oasis al Forte Village attendono chi saprà dominare al meglio la pressione psicologica, prima ancora che i fornelli, durante tutte le 16 seguitissime puntate che incollano allo schermo una media di 475 mila spettatori a episodio.

Se trasformare la cucina in un inferno è la sua mission televisiva, qui, lontano dalle telecamere, mentre taglia il nastro inaugurale del nuovo ristorante, Carlo Cracco non ha nemmeno l’ombra di quell’indisponenza. E si presta a una chiacchierata in cui affiora il suo lato ‘b’. Quello buono.

«La rigidità è necessaria in alcuni casi, ma non è mai gratuita» spiega (probabilmente per l’ennesima volta) a chi è rimasto impressionato dalle sue sfuriate sul piccolo schermo. La giacca cobalto accende il colore degli occhi, da cui saetta uno sguardo alla ‘ispettore Callaghan’.  Nel giro di pochi mesi ha avviato un nuovo ristorante (Carlo e Camilla in segheria a Milano), è protagonista campagne pubblicitarie, firma menù per linee aere (First e Business di Singapore Airlines), pubblica libri (sesto e più recente “A qualcuno piace Cracco”), interviene al festival di giornalismo Perugia, al Salone del Libro di Torino, è nominato ambasciatore di Expo 2015… Ubiquo e ormai circondato da groupie che lo acclamano quasi come una rock star. Dove la cucina è il nuovo Verbo, Cracco è il suo vate.

Il timore è che la celebrità metta il cuoco in secondo piano, una comparsa dietro i close up sul personaggio. Cracco dissolve le nostre perplessità con poche parole, pacate, convincenti. «Sono un cuoco, amo il mio lavoro e lo vivo con ossessione. Sono solo temporaneamente ‘prestato’ al mondo dello spettacolo».
Schermi a parte
, il suo regno è quello gastronomico, retto da un ecosistema di sapori mai lasciati al caso e frutto di una cultura che, a suo dire, deve essere valorizzata «Realizzare un menù è come comporre musica: si creano armonie utilizzando sempre ingredienti diversi, si cambia ritmo alternando il caldo e il freddo, si accostano cibi grassi ad altri ‘strumenti’ che ne smorzano l’effetto. L’educazione alimentare è importantissima perché oltre al gusto ci porta quel valore aggiunto che è il benessere».
Ha mai pensato di  promuovere personalmente l’educazione alimentare in Italia, approfittando della sua visibilità?
«Non ancora. Ma il problema è rilevante: quando c’è molta abbondanza come nel nostro Paese si rischiano squilibri. L’educazione a mangiare bene dovrebbe cominciare a scuola e proseguire in famiglia: purtroppo oggi la refezione è un momento diseducativo e a casa i bambini sono viziati. Ma ho un progetto ancora in erba, rivolto ad alcune zone rurali del CentroAmerica». Cioé? «Vorrei portare un forno particolare, studiato per quelle esigenze, in alcune comunità, dove i forni attualmente utilizzati sono poco efficienti e pericolosi».
…E le patatine? «Fanno meno male della carne.  E poi basta imparare ad abbinarle».

Info
Forte Village | Pula Cagliari | tel: +39 070 92171 | www.fortevillageresort.com |