CRUISE

In mezzo scorre il fiume

In questi anni le crociere fluviali sono diventate un’alternativa alle classiche vacanze itineranti. Quale fiume e battello scegliere dipende solo dal tempo a disposizione. Lasciate l’orologio in valigia e tendete l’orecchio, sarà il fiume a parlare e a cullarvi, raccontandovi un paese attraverso le sue spire

di Andrea Zappa / www.andreazappa.com

Se siete alla ricerca di pace e tranquillità e volete realmente staccare la spina dai ritmi frenetici della vita di tutti i giorni, il modo migliore per farlo è quello di scegliere una crociera a bordo di un battello fluviale. Un viaggio di scoperta in grado di cambiare la personale percezione del tempo e regalare paesaggi naturali di rara bellezza, difficilmente visibili attraverso i più canonici itinerari su terra.

La scelta del fiume dipende molto dal tempo che si ha a disposizione e ovviamente dalle disponibilità del proprio portafogli. Il migliore compagno di viaggio? Sicuramente un bel libro, magari un classico, il cui “protagonista” è lo stesso fiume su cui state navigando. I cultori di Mark Twain e delle avventure di Huckleberry Finn, non vedranno l’ora di salire a bordo di The American Queen (www.greatamericansteamboatcompany.com), il più grande battello a ruota della storia che naviga lungo il Mississippi. Discenderlo su questo gioiello a vapore del XIX secolo, è come fare un salto nel passato: a bordo sono stati restaurati ambienti (saloni, cabine e anche un teatro) con tutti i dettagli di quella gloriosa epoca. La nave, lunga più di 120 metri e alta 27, offre 222 cabine, cinque ponti, una piscina e un grande bar a due piani. La crociera dura massimo 12 giorni e il percorso va da New Orleans fino, per chi lo desidera, a Memphis. The American Queen naviga sui fiumi Mississippi e Ohio con itinerari anche tematici (musicali, enogastronomici, storici) toccando le città più importanti del profondo sud americano.

Chi invece vuole ascoltare i rumori della foresta, quella vera, quella che fa anche un po’ paura, può decidere di esplorare con Aria o Aqua, i due lussuosi “vascelli” di Aqua Expeditions (www.aquaexpeditions.com), quella tratta del Rio delle Amazzoni che attraversa la Pacaya Samiria Reserve in Perù. Ogni cabina è dotata di un’ampia vetrata che permette agli ospiti di ammirare, anche stando comodamente a letto, i segreti della più grande foresta pluviale del pianeta. Durante la crociera sono previste escursioni su piccole imbarcazioni per andare alla scoperta degli abitanti del luogo: caimani, scimmie e uccelli di ogni genere, piranha e, tra gli altri, lo schivo quanto raro delfino rosa d’acqua dolce.

Compiendo mezzo giro di mappamondo, si può decidere di esplorare il Mekong, un altro dei grandi fiumi del pianeta. Una cooperazione tra una compagnia tedesca e una laotiana ha messo a disposizione 3 scafi, che possono ospitare fino a un massimo di 32 passeggeri, per crociere tra i siti archeologici più affascinanti e gli angoli rurali più inesplorati del Laos. L’agenzia Metamondo (www.metamondo.it) propone itinerari dai tre ai sette giorni che permettono di raggiungere anche il famoso arcipelago delle 4000 isole. Uno degli scali maggiormente apprezzati rimane però Luang Prabang, città protetta dall’Unesco e dichiarata recentemente una delle 10 più attraenti del mondo. Se invece al caldo umido si preferisce il caldo secco, non resta che imbarcarsi per una crociera sul fiume Murray, il re tra i corsi d’acqua australiani. Il viaggio su un battello old style, organizzato da Captaincook (www.captaincook.com.au), prevede la visita di numerosi canyon, senza escludere escursioni a piedi nei villaggi aborigeni della zona.

A chi invece desidera rimanere in Europa, Giverviaggi (www.giverviaggi.com) propone una crociera di grande fascino: Lungo la via degli zar da Mosca a San Pietroburgo. Già agli inizi del Settecento lo zar Pietro il Grande sognava di creare una via d’acqua navigabile che collegasse le due città. Il sogno del sovrano poté essere realizzato soltanto a distanza di tre secoli: scavando canali navigabili, creando bacini idrici, costruendo ben 18 chiuse per superare i 162 metri di dislivello lungo i 1400 chilometri che separano Mosca da San Pietroburgo. Ovviamente d’obbligo, per chi sceglie la Madre Russia, di accompagnare la navigazione con qualche riga di Dostoevskij.