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Il vero lusso è artigianale

Incontro con Manuela Paul-Chevalier, specializzata in doratura del legno in un piccolo laboratorio di Parigi


Manuela Paul-Chevalier è un’artigiana artista specializzata nella doratura, in particolare quella del legno a 24 carati. L’ho incontrata nel suo piccolo, minuscolo atelier di Parigi, dove lavora per grandi alberghi, marchi del lusso e l’alta borghesia francese. Ora come ora solo loro si possono permettere di pagare le cifre da capogiro degli oggetti di alto artigianato. Figuriamoci poi se si tratta di usare l’oro. Nel suo studio c’è un ceppo di legno antico alto almeno un metro interamente dorato. Rapisce lo sguardo e l’attenzione, con quel suo colore ammorbidito dalla materia. Meraviglioso, che altro potrebbe essere se non un’opera d’arte?

Intorno ci sono pennelli, attrezzi anche molto antichi, del Settecento o giù di lì, cornici e scatoline di ogni dimensione dove tiene tutto l’occorrente. Racconta che ha studiato a Firenze, e poi a Parigi e da queste due esperienze ha tirato le somme creando un suo modo speciale di applicare la doratura. Mi mostra i fogli d’oro proteggendoli ovunque. «Sono così sottili e leggeri che volano a un soffio». L’obiettivo ora è quello di praticarmi il battesimo dell’oro. «Leccati il dorso della mano». Lo faccio e lei con una pinzetta mi appoggia un foglietto di 3 centimetri per tre, impreziosendo la mia mano. «Con questo sistema si possono fare dei gioielli tatuati sulla pelle. Durano una sola notte, perché piano piano l’oro si disperde».

Ma il suo grande lavoro sono le cornici e gli incarichi del Prince de Galles, il nuovo albergo di Luxury Collection in Avenue George V: pannelli per le pareti, testate dei letti Art Déco e molti dettagli meno evidenti. Come dice lei, che fa parte dell’associazione Les Grands Ateliers de France con oltre 60 artigiani affiliati: «Oggi è stato superato il solito concetto di lusso. Chi ha molta disponibilità vuole pezzi unici, fatti a mano e su misura. Per fare ciò non c’è altra scelta che rivolgersi a bravi artigiani. Dirò di più, Hermès e le aziende del lusso vero ci cercano perché siamo gli unici a fare quello che vogliono loro, come lo vogliono loro. Devono però essere disposti a pagare le ore di lavoro necessarie, di solito tante, anche tantissime. Per questo i nostri prezzi sono così alti. Poi però il risultato è speciale, unico appunto, e ripaga l’investimento. Noi artigiani tuteliamo un settore che fatica a sopravvivere, ma sentiamo il dovere di continuare questi lavori che si fanno da secoli». Comunque lei si accontenta delle commesse, che non sono sempre remunerative, circola in bicicletta, con cui va a prendere suo figlio piccolo, e prepara tortine bio che mi offre con champagne grezzo, non filtrato, nel cortiletto su cui affaccia il suo atelier.