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Margherita Buy

Viaggio sola, il film di Maria Sole Tognazzi nelle sale il 24 aprile, racconta cosa fa un ispettore di Leading Hotels of the World e come affronta la vita una donna single oggi in Italia. Ne parliamo con la protagonista, Margherita Buy


di Sara Magro

È una giornata fredda a Savelletri di Fasano, pur essendo già primavera. Margherita Buy è a Borgo Egnazia (http://www.borgoegnazia.com/it/) per uno shooting. Sullo standino però ci sono solo vestiti estivi di Giorgio Armani. La incrocio nei corridoi dello stupendo borgo hotel: indossa infradito e un abito di chiffon che spunta sotto un piumino pesante. Sbuffa. Umanamente, visto che farsi fotografare all’aperto a 10 °C come se ce ne fossero 25, non dev’essere facile nemmeno per una brava attrice! C’è un freddo decisamente fuori stagione. La mission è difficile. Lo staff è in cerca di un angolo sufficientemente soleggiato, sufficientemente riparato, sufficientemente scenografico per realizzare il servizio tra gli edifici in calcare biondo e gli ulivi antichi del cinque stelle lusso pugliese che ha fatto da set per alcune scene di Viaggio Sola, il film di Mariasole Tognazzi in sala il 24 aprile. Il titolo è attualissimo; mai come negli ultimi tempi si è parlato tanto di donne che viaggiano da sole. E la protagonista ne interpreta perfettamente lo stereotipo: Irene-Margherita Buy è una quarantenne single, che fa l’ispettrice di alberghi di lusso per Leading Hotels of the World (LHW). Vive viaggiando da un albergo all’altro e cambia camera ogni due giorni. Ma soprattutto viaggia da sola, incontra altre donne e altre persone, cresce, vive, scopre il mondo e se stessa.

Per svolgere il personaggio di Irene, Mariasole Tognazzi ha partecipato davvero a un sopralluogo a Londra con un ispettore in incognito. Ha visto cosa fa, come avviene un controllo di qualità, quali sono i parametri da verificare, che nel caso non siano meticolosamente rispettati, e sono 800, potrebbero causare l’espulsione dalla collezione. Con i guanti bianchi controlla la polvere su ogni superficie, i tempi di servizio in camera, l’atteggiamento del personale, se la divisa è a posto, se l’ambiente è confortevole e accogliente, se l’ospite può sentirsi a casa.

Viaggio sola analizza anche la doppia identità del mystery guest che per lavoro si finge un ricco cliente, mentre nella vita è una persona normale, con soddisfazioni e problemi normali. Nel caso di Irene, il problema è affrontare una società che ancora non accetta fino in fondo una donna che non mette al mondo dei figli: “Chi si occuperà di lei tra vent’anni”, si chiede la sorella, sposata con due bambine.

Ma la risposta di Irene è serena: “Il senso di libertà e di avventura è un elemento irrinunciabile di questa esperienza… Questo viaggio è il vostro, sta a voi scegliere come farlo”.

Irene infatti viaggia da sola per lavoro ma anche per scelta. Non ha marito né figli, e quando ha voglia di famiglia sta con quella apparentemente normale della sorella o con l’ex fidanzato Stefano Accorsi, incasinato e irrequieto. La storia di Irene fa dunque il punto su una realtà comune a molte donne, single, indipendenti, in carriera, consapevoli del proprio destino, che girano il mondo in libertà e hanno un ruolo sempre più definito nella nostra società.

Ne parliamo con Margherita Buy, protagonista di Viaggio sola, un film ben recitato e interessante, che merita di essere visto e discusso.

Secondo lei le donne, oggi, possono viaggiare da sole? Questo mondo e questa società davvero consentono loro maggiore libertà?

A me capita di viaggiare da sola per lavoro. In generale mi sembra che le donne siano più libere, e si muovano piuttosto bene in autonomia. È soprattutto una sensazione. Non ci sentiamo più strane perché desideriamo andarcene in giro per il mondo senza accompagnatori. Nei confronti delle donne indipendenti c’è un rispetto diverso dal passato. Oggi è normale che una donna viaggi, anche da sola. Con i giusti accorgimenti, è più protetta di prima, può andare più o meno dove vuole, senza sentirsi fuori luogo. Ciò però non significa che le donne siano fuori pericolo. Anzi, negli ultimi tempi si continua a sentire di violenze e aggressioni alle donne. Però non sono fatti che riguardano le donne in viaggio.

Nel film lei è un ispettore di alberghi di lusso, e in quanto tale deve stare attentissima a ogni piccolo sgarro e a ogni piccolo dettaglio secondo un preciso protocollo, dalla temperatura a cui viene servita la zuppa alla lucidatura delle scarpe del personale. Ma quando lei è ospite di un hotel, quali sono i servizi che apprezza di più?

Nel film Viaggio sola si ribadisce che gli alberghi di lusso sono luoghi dove conta soprattutto l’esperienza meravigliosa, dove si fa una vita diversa da tutti i giorni. Insomma quella non è certo la normalità, o perlomeno non lo è nella mia vita. Per esempio, mi trasferirei subito a Borgo Egnazia: una colazione squisita, un posto stupendo. Quasi non viene voglia di uscire, tanto è bello.

Però non sempre scelgo alberghi di lusso. Non rinuncio alla pulizia, al comfort e a una buona colazione. Ma poi, soddisfatte queste esigenze basilari, per me quello che fa la differenza tra un albergo e l’altro è soprattutto il fattore umano. È fondamentale trovare persone premurose, gentili, carine. Quando sei lontano da casa, fa piacere rientrare in un ambiente che ti dà calore. Se arrivi tardi la sera, è bello essere accolti da qualcuno che ti saluta in modo famigliare. E per trovare questo non bisogna andare necessariamente in un cinque stelle.

Secondo lei, cosa dovrebbe offrire un hotel alle donne sole?

Potrebbe dare un servizio più personalizzato per garantire maggiore attenzione e sicurezza. Magari, ci potrebbero essere due o tre persone che si occupano esclusivamente delle signore ospiti.

Se avessi un albergo, organizzerei anche dei tavoli sociali. Mi piacerebbe allestire un tavolo dove chi vuole si può sedere e pranzare in compagnia, con molta discrezione. Proporrei anche dei tour ai quali si possono iscrivere tutti, comprese le donne sole. Partecipare potrebbe essere l’occasione per conoscere persone nuove e magari buoni compagni per viaggi futuri.

Ancora una cosa. Si potrebbero fare delle camere più piccole e meno care. Tanto in camera ci si sta poco, a cosa servono tutto quello spazio e quegli sfarzi? È stonato rispetto ai tempi che corrono. Meno ricche e più economiche. Così dovrebbero essere le camere.

Ha mai fatto un viaggio di piacere da sola?

Sono stata a Parigi per qualche tempo quando non avevo ancora mia figlia. Studiavo, vedevo degli amici, facevo qualche giretto. Ma forse a causa della malinconia a cui sono incline, non ho resistito a lungo. Magari sarebbe stato diverso se avessi fatto un viaggio a contatto con la natura. Prima o poi andrò da qualche parte, purché sia un posto raggiungibile velocemente, non con 16 ore d’aereo! Comunque anche nelle vicinanze ci sono tante belle cose da vedere. Mi farò ispirare dalla guida dei Leading Hotels of the World, che ormai tengo sul comodino. Ci sono certi posti da sogno…

Chi rappresenta Irene nel 2013 in Italia?

Irene è una donna che fa una scelta precisa: decide di dedicarsi al suo lavoro che la porta a viaggiare in tutto il mondo. Cosa che può fare perché non ha una famiglia. La sua però non è una storia astratta. Rappresenta la condizione di tante donne di oggi che senza marito e senza figli hanno una libertà di movimento diversa. Irene va avanti per inerzia, la vita le passa davanti e un po’ le sfugge; non ha sempre chiara la concezione della realtà. Poi improvvisamente si ferma e guarda cosa ha fatto fino a quel momento. Non è moglie e non è madre, non ha seguito tutte le tappe tradizionali: in un’altra epoca, il bilancio sarebbe stato negativo, invece Irene non sente di aver fallito. Oggi le cose sono cambiate, e anche le donne single hanno una collocazione precisa nella società. D’altra parte, quante sono le donne che invece hanno dedicato tutta la vita alla famiglia, e a 50 anni si trovano in difficoltà, con un marito che magari se n’è andato con una ragazza molto più giovane? A 50 anni, sole, trasandate, senza un lavoro, con una vita da rifare…c’è un esercito di donne in queste condizioni.

È vero, neanche Irene è la persona più felice del mondo (ma chi lo è?), però si sente responsabile della sua condizione e la accetta. Irene è convinta di aver fatto la scelta giusta. Non voleva rinunciare alla sua vita, alla sua libertà; i figli in fondo non le mancano, ha le nipoti. Il suo bilancio è positivo. O perlomeno, intimamente, questo è il suo stato d’animo.

Ps: in occasione dell’uscita del film, 28 strutture affiliate a Leading Hotels of the World offrono pacchetti speciali dedicati alle donne, con benefit e servizi extra, validi fino al 31 dicembre 2013 (Numero Verde 800 822 055, www.lhw.com).