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Nova: viaggi senza barriere

Marco Nova, fondatore insieme al fratello Attilio della Compagnia dei viaggiatori spiega cosa significa aprire il mondo ai disabili


A cura di Sara Magro

La Compagnia dei Viaggiatori è il primo tour operator che organizza viaggi per disabili (www.compagniadeiviaggiatori.it). A fondarlo sono stati Marco e Attilio Nova, già attivi nel settore dell’incentive tourism presso la  BnT, Business and Travel.  La nuova attività non nasce esclusivamente da un business plan per occupare una fetta di mercato sostanzialmente scoperta. Nasce prima di tutto da un’esperienza personale. Marco e Attilio hanno altri due fratelli disabili, e la sfida è stata affrontare le difficoltà organizzative e metterli nelle condizioni di viaggiare da soli, nella speranza di cambiare le sorti di quei 7 milioni di disabili italiani che viaggerebbero volentieri. Tuttora, la maggior parte dei disabili si muovono in gruppo e spesso partono in pellegrinaggio più che in viaggi di scoperta. Ecco La Compagnia dei Viaggiatori invece si rivolge alle famiglie e organizza tutto su misura, consigliando mete e itinerari anche secondo l’handicap portato. Si tratta di Progetti di viaggio, che possono essere messi in opera così come sono oppure come tracce da personalizzare in base a bisogni e desiderata specifici.

Come fanno notare i fratelli Nova, le barriere prima ancora che architettoniche o naturali, sono mentali. Non solo da parte di chi ignora scientificamente le persone con necessità “diverse” o “speciali”, ma anche da parte degli stessi disabili, spesso timorosi e convinti che il viaggio non appartenga alle loro possibilità. Ma non è così. E il primo catalogo dell Compagnia dei Viaggiatori ne è la prova: si va in Canada, Usa, Perù, tutta l’Africa dall’Egitto al Sudafrica, Israele e Cina. Ne parliamo con Marco Nova.

Come garantite un servizio adeguato ai disabili?
La garanzia è implicitamente parte integrante del processo di selezione dei corrispondenti, delle nostre risorse umane e della nostra comunicazione. I primi sono individuati sulla base della loro storia recente, dove si evince una stabile propensione a offrire servizi per disabili. I nostri collaboratori, oltre alle classiche conoscenze sulla materia del viaggio turistico, sono formati su competenze indirizzate alle patologie riscontrate tra i nostri viaggiatori; in caso di dubbio ci rivolgiamo ai tecnici (medici o associazioni). Da ultimo la comunicazione: sia quella verbale che quella scritta è chiara, in quanto lo “spazio di movimento” è estremamente ristretto: meglio un cliente in meno che un viaggiatore insoddisfatto.

Cosa vuol dire per un disabile la possibilità di viaggiare? E per voi, cosa significa poterla fornire?
Viaggiare apre il cuore e la mente, non importa il livello di disabilità, anzi non riguarda i soli disabili. Il nostro programma si preoccupa di offrire le opportunità a tutti, pur considerando le possibili difficoltà, semplicemente per testimoniare quanto sia bello il pianeta che ci ospita. Inoltre il viaggio non è un momento di svago e di arricchimento per la sola persona disabile, ma anche per gli accompagnatori e le famiglie, che se ben supportati possono godere di momenti di spensieratezza spesso negati.

In pratica cosa vuol dire viaggiare per un disabile?
Pensare che sia tutto semplice è eufemistico. In molti paesi è necessario sapersi adattare, il che, spesso, significa accettare l’aiuto materiale e fisico di qualcuno. Tecnicamente le difficoltà sono relative al numero di disabili gravi che possono essere trasportati su un singolo aereo, oppure alla presenza di camere per disabili. Nella sostanza, pensando che nei viaggi più belli si alloggia in campi tendati, ci si rende conto che gli aspetti tecnici possono essere affrontati solo con una organizzazione efficiente.

Come scegliete gli alberghi? E i percorsi?
Strutture e percorsi sono pianificati con il supporto dei corrispondenti, spesso (molto spesso) già attivi con clientela disabile non italiana. Tutto il programma è di fatto studiato di volta in volta, modificandolo laddove necessario.

Come effettuate la vostra ricerca di interlocutori locali per la realizzazione di un programma di viaggio?
Come detto prima la selezione per noi parte da un semplice presupposto: l’esperienza dimostrabile nel numero di ospiti disabili. Poi si entra nel merito tecnico e nelle classica capacità di offrire servizi con mezzi adeguati, con risorse umane preparate.

I costi sono alti?
Dipende dal livello di disabilità o di indipendenza. Spesso un disabile è accompagnato da un partner o da un amico, pertanto la necessità di avere accompagnatori esterni, intesi come supporto “di fatica”, è relativa solo ad alcuni aspetti. Per il resto, rispetto alle necessità dei normodotati, le camere sono un po’ più care e ogni tanto sono necessari mezzi di trasporto dotati di elevatori. Vista la scarsa disponibilità di posti, a volte non si riescono ad ottenere le tariffe aeree più basse. Insomma, per essere pratici, direi che questi viaggi hanno costano circa il 10%-25% in più a seconda della destinazione.