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Onno Poortier: lusso a Gstaad

Inaugurato il primo dicembre 2012, The Alpina è il primo cinque stelle aperto a Gstaad dopo un secolo. Segno distintivo modernità nel rispetto della tradizione

Inaugurato il primo dicembre 2012, The Alpina è il primo cinque stelle aperto a Gstaad dopo un secolo. Segno distintivo modernità nel rispetto della tradizione


Se c’è un termine appropriato per definire The Alpina di Gstaad è autenticità. Ci tiene a ribadirlo Onno Poortier, consulente della proprietà, quando descrive il nuovo cinque stelle lusso che si inaugura nel dicembre 2012, il primo degli ultimi 100 anni nella zona dell’elegante cittadina delle Alpi Bernesi. Abbiamo parlato con lui per capire cosa intende con questo termine e che cosa possono aspettarsi gli ospiti.

Innanzitutto, autenticità vuol dire che i vincoli paesaggistici richiesti dalla municipalità di Gstaad sono stati rispettati non solo sulla facciata, come richiesto, ma anche negli interni dove l’uso di materiali locali, legno e pietra, pelle, mobili d’epoca, creano l’atmosfera degli chalet svizzeri coi soffitti a cassettoni e grandi finestre che letteralmente ingoiano lo spettacolo delle montagne e lo portano a complemento della scenografia perfetta davanti al camino acceso.

Secondo il signor Poortier: «Non esiste piùil cliente che torna sempre negli stessi posti; adesso viene una sola volta, non si affeziona, e vuole conoscere nuovi posti. Noi invece vogliamo ricreare il rapporto famigliare tra ospite e hotel come accadeva fino a qualche decennio fa, quando per le vacanze invernali si prenotava sempre lo stesso albergo nella speranza di ritrovare gli amici dell’anno prima, la stessa atmosfera, lo stesso personale.  Anche per il semplice piacere di essere riconosciuto dal concierge “che era così bravo” e dal cameriere tanto premuroso. Ci piace l’idea di diventare un luogo del cuore dove si desidera tornare. Però vogliamo proporlo in modo moderno. Quindi offriremo più ristoranti e spazi, un bel programma di attività, dei diversivi tra i quali una spa di 4000 metri quadrati che fanno dell’Alpina una spa destination. Sono sicuro che raggiungeremo il nostro obiettivo».

Ci piace però rispettare e conservare l’atmosfera di Gstaad. Non è certo un posto di mondanità conclamata, dove si va in giro a fare vip watching. Non perché non ce ne sia l’opportunità, ma perché non è nello stile di chi frequenta questa zona. Pertanto, Valentino se ne va a fare la spesa o a passeggiare vicino al suo chalet senza essere additato o seguito dagli sguardi di sconosciuti. Dalle nostre parti, ed è una delle ragioni per cui abbiamo fatto qui il nostro investimento e non a Crans Montana o a St Moritz, vige un certo under statement di cui andiamo fieri. Niente show, molta garbata eleganza».

Questo ritorno al gusto per un bon ton sociale che non si pasce di nomi celebri da sbandierare come compagni di vacanza prelude al piacere di stare in un posto per il suo fascino, per la sua bellezza discreta ma sofisticata, con gli chalet ordinati, mai esagerati, con piste dove si scia quasi tutto l’anno e paesaggi che invitano alla contemplazione più che alla movida.

Ma, come dice Poortier, «noi lavoriamo sui dettagli, sia un separè o il tessuto di una sedia, noi vorremmo che il nostro hotel, piccolo, solo 56 camere, fosse ricordato per il bien vivre. Per questo abbiamo firmato la spa con il marchio di eccellenza Six Senses e per questo abbiamo aperto qui il primo ristorante giapponese Megu d’Europa.

Per rendere l’hotel un’esperienza più completa, è stato ideato un pacchetto da 300 franchi a notte, da spendere in tutte le attività dell’hotel, a eccezione della spa e dello sci.