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Hogan: Etihad cresce

Il presidente della compagnia aerea in Italia per celebrare i 5 anni di volo non stop Milano-Abu Dhabi e illustrarne le potenzialità (anche turistiche per le due città)

A cura di Sara Magro

Fa impressione vedere l’apertura di una conferenza stampa di Etihad con un video promozionale su Milano capitale della moda e del lifestyle. Infatti la compagnia aerea di Abu Dhabi  festeggia i cinque anni del volo trisettimanale tra le due città con l’invito a visitare il capoluogo lombardo. Il punto è che le compagnie aeree non sono soltanto dei vettori di trasporto, ma sono veicoli determinanti per il successo di una destinazione. Per vendere la rotta in Medio Oriente ammiccano il pubblico facoltoso dell’Emirato con la vetrina fashion facendo pregustare lo stile italiano con le divise dell’equipaggio disegnate da Ettore Bilotta e dalle comode poltrone Frau della cabina di prima classe. Ci fa piacere.

Come ci fa piacere scoprire che negli Emirati Arbi Uniti abitano 7000 italiani e hanno gli uffici circa 200 compagnie nazionali, e che i rapporti tra i due paesi non sono mai stati così forti come oggi.  È quanto sostiene James Hogan (nella foto), Presidente e Ceo di Etihad Airways, che fornisce solo dati positivi, da quando sono cominciati gli operativi nel settembre 2007: «In cinque anni la rotta Abu Dhabi Milano si è rafforzata fungendo da catalizzatore per il traffico business e leisure per tutta la regione del Golfo. In questo lasso di tempo abbiamo trasportato 417.000 passeggeri e 71.000 tonnellate di merci».

Qual è la vostra strategia in Italia?

Qui come nel resto del mondo, si fonda sulle partnership; siamo orgogliosi di aver costruito legami solidi con prestigiose realtà italiane. Un esempio recente è la collaborazione con Alitalia, che dal 1° dicembre 2012 opererà i voli in code-share tra Roma e Abu Dhabi 4 volte a settimana. Con il volo da Roma i passeggeri Alitalia avranno accesso diretto alla capitale degli Emirati Arabi Uniti, e alle altre destinazioni nel Golfo, oltre che in Africa, Asia e Australia. Viceversa, la compagnia porta in Italia un importante flusso di passeggeri dalla regione del Golfo, dall’Australia e dall’Asia. Ormai Abu Dhabi è a tutti gli effetti un hub internazionale verso Africa, Medio Oriente, subcontinente indiano e Australasia, e la compagnia effettua collegamenti in 86 città del mondo. Nel 2013 saranno attive anche le rotte verso Rio de Janeiro e il Sudamerica, in vista dei Mondiali di calcio in Brasile l’anno dopo.

Nel 2012 Etihad prevede di trasportare 140mila passeggeri dall’Italia verso la capitale degli Emirati, con un incremento del 27 % rispetto al 2011.

Ancora un dato: abbiamo 1000 dipendenti, e di questi 140 sono italiani.

E sul piano internazionale?

Etihad sta ampliando gli investimenti nel settore del trasporto aereo, acquisendo quote di diverse compagnie, Virgin Australia, Air Lingus, Air Seychelles che era sull’orlo del fallimento. Entro la fine dell’anno, Etihad Airways sarà un business da 4,9 miliardi di dollari, avremo trasportato più di 10 milioni di passeggeri in tutta la nostra rete globale e avremo 1,8 milioni di membri del programma fedeltà Etihad Guest.

Parliamo ora dei vantaggi concreti per chi viaggia

«Nel 2014 entreranno in servizio 10 A380, attualmente i velivoli più grandi sul mercato, che operativi sulle tratte intercontinentali verso Londra, New York e Sydney.

Abbiamo una business e una first class ineccepibili. Poche file, con un trattamento molto dedicato. In Business class, le postazioni sono isole iperaccessoriate con poltrona reclinabile. Invece la First class, 8-12 posti, ha vinto lo Skytrax Award, il più importante riconoscimento internazionale tra le compagnie aeree. (È una vera e propria cabina con porta scorrevole, bagni doppi, chef dedicato, lenzuola di seta e pigiama con finiture Swarovski nella versione femminile, ndr). Nella lounge di Abu Dhabi, divisa in First e Business, c’è inoltre una spa Six Senses, dove si possono scegliere massaggi di 15 minuti che aiutano a riposare le gambe, collo e schiena e ad attenuare gli effetti del jetlag.

Come vi ponete sul mercato con le tariffe?

L’alto livello dei nostri servizi a bordo non consente di scendere al di sotto di una certa soglia. Ma ciononostante restiamo competitivi sul mercato. E laddove non arriviamo con il prezzo, sopperiamo comunque con l’alto livello di servizio. A oggi vantiamo un’occupancy del 75-76%, ma quando il traffico ce lo consente, spingiamo alcune destinazioni con offerte e sconti allettanti.

A Milano manca ancora il servizio Limousine

È vero, ma sarà disponibile dal primo dicembre 2012, completando così il servizio delle classi alte.

Avete un programma di green policy in atto?

Riteniamo che il trasporto aereo sia soggetto a vincoli e regolamentazioni molto restrittive ed è per definizione associato a una filosofia della sicurezza. Quello che si richiede a una compagnia aerea non è paragonabile con le normative che regolano il traffico su strada e marittimo. E basta questo per compromettere risultati significativi globalmente. Noi riteniamo che l’argomento della sostenibilità ambientale vada affrontato complessivamente, sottoponendo alle medesime regole chiunque sia responsabile di emissioni nocive per il pianeta.