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Zhou Ping: vedrete Hainan!

A cura di Sara Magro, foto di Andrea Ruggeri

Hainan è un’isola tropicale nel Mare Cinese del Sud, a 45 minuti di volo da Hong Kong, che negli ultimi anni ha vissuto una crescita turistica straordinaria, proporzionale a quella del Pil della Cina che nel 2010 ha superato il Giappone nella classifica dei paesi più ricchi del mondo e poco ci manca a raggiungere la pole position, tuttora titolo degli Usa. Info: www.turismocinese.it.

Ultimamente non capita spesso di parlare con persone che per il futuro hanno solo previsioni ottimistiche. Invece, Zhou Ping (foto in alto), direttore della commissione per lo sviluppo turistico della Provincia di Hainan, parla di cifre stratosferiche e progetti grandiosi. Hainan, isola di poco più grande della Sicilia, ha esordito nel mercato turistico cinese in un momento fortunato per il Paese, e ha puntato tutto sul lusso. Era il momento giusto, infatti grazie a scelte allora lungimiranti in pochi anni è cresciuta smisuratamente (letteralmente, è il caso di dirlo, ndr), ed è finalmente nata al turismo internazionale, con arrivi in crescita dal Giappone, dalla Russia, dal Brasile attratti dal cocktail tropici+terme+golf. Fino a vent’anni fa infatti quasi nessuno conosceva Hainan, ma in poco tempo ha fatto miracoli e ha avuto un boom economico e di notorietà improvviso. Merito soprattutto di scelte governative che nel programma di sviluppo la località hanno puntato sul lusso e hanno incentivato le multinazionali ad aprire strutture a cinque stelle con parametri internazionali quanto a servizi, intrattenimento e coccole per clienti che pagano profumatamente.

Quando avete scoperto la vostra vocazione turistica?

Fino al 1988, anno in cui è stata nominata provincia, Hainan era un’isola nell’area della guerra del Vietnam che viveva solo di pesca e agricoltura. Ovviamente, con una guerra di quella portata in corso, nessuno si sarebbe sognato di farci le vacanze, a tiro di caccia carichi di bombe! Dopo l’88, quando si doveva pensare allo sviluppo della nuova provincia e zona economica speciale, la prima idea era di avviare imprese per le energie rinnovabili, pannelli solari soprattutto. Invece, date le condizioni ideali, ha preso piede il turismo. E in pochissimo tempo Hainan è diventata la destinazione “mare-spiaggia-sole” preferita dei cinesi. Quindi possiamo dire che Hainan è una meta turistica giovane, partita da zero. Strutture, strade, alberghi, aeroporti internazionali, tutto è stato costruito in tempi record a partire dagli anni Novanta. Prima di allora c’erano solo campi di riso, palmeti e villaggi di pescatori.

A quale modello di turismo vi ispirate?

La nostra isola è molto competitiva sul mercato internazionale. Innanzitutto siamo al centro della fascia tropicale, dove si trovano anche i Caraibi e le Maldive. Poi ci favorisce la diversificazione dell’offerta. Hainan è una golf destination con decine di campi in tutta l’isola; ma è anche una destinazione benessere grazie alle sorgenti termali e ai resort specializzati. È una inoltre wedding destination con decine di matrimoni celebrati ogni giorno dell’anno, meta sportiva ed eco-sostenibile, con una foresta pluviale nel cuore e la presenza di minoranze culturali tutelate. Un altro dei nostri punti di forza è il cibo, soprattutto la cucina di mare. Promesso: saremo le “Hawaii” di questa parte del mondo!

Chi sono i vostri turisti oggi?

Nel 2011 abbiamo venduto 33 milioni di notti, che corrispondono a circa 10 milioni di arrivi. Negli hotel di lusso dell’isola si spendono in media 1.000 euro a notte per una camera doppia. E la domanda cresce, e oggi Hainan è la provincia con la maggior concentrazione di 5 stelle di tutta la Cina: al momento ce ne sono 44, e molti altri sono in costruzione. Fino a ora erano perlopiù concentrati a Yalong Bay, ma ora sta crescendo la zona di Haitang Bay, vicino a Sanya, seconda città dell’isola dopo Haikou.

I nostri turisti cercano lusso, esclusività, e sono per il 95% cinesi. Il 5% è costituito da russi (nel 2011 hanno acquistato 220 mila camere), giapponesi, sud-coreani. I primi apprezzano in particolare i nostri campi da golf, mentre i turisti asiatici sono molto attratti dallo shopping duty free di Sanya.

Cosa offrite ai turisti?

Facciamo qualche esempio. Ad Hainan si possono fare sport di ogni genere, surf, kite surf, snorkeling, scuba diving, moto e sci d’acqua, golf. Mission Hills, un resort aperto da poco più di un anno, ha 10 campi da golf e 22 sorgenti termali. Ma abbiamo anche festival soprattutto durante il capodanno cinese, tra gennaio e febbraio, e per le vacanze di primavera a maggio. In quei giorni è praticamente impossibile trovare una camera libera. Possiamo dire che durante le feste comandate abbiamo camere prenotate al 110%. Garantito, non si trova un posto se non si prenota con molto anticipo.

Progetti per il futuro?

Sono già stati approvati alcuni progetti di sviluppo a lungo termine, come la costruzione di una stazione spaziale per il lancio di navicelle entro il 2016 (Wenchang Space Centre) e un acquario, il primo di una serie di parchi di divertimento tematici (l’Hainan Ocean Theatre Park). Il nostro obiettivo è diventare un hub internazionale e arrivare a 60 milioni di notti entro il 2020.

Come pensate di sviluppare il turismo proveniente dall’Europa e dall’Italia in particolare?

Innanzitutto per venire ad Hainan non è necessario fare il visto in anticipo. Questo vale per l’Italia e per altre 22 nazioni del mondo, molte delle quali europee. Il visto si fa all’arrivo all’aeroporto, dura 15 giorni e cosa meno di 20 €. Per gli italiani è comoda da raggiungere con i voli di Cathay Pacific che arrivano da Roma e Milano a Hong Kong ogni mattina, giusto in tempo per prendere l’aereo per l’isola tropicale, dove si arriva in 45 minuti. Hainan rappresenta il naturale proseguimento di un soggiorno di lavoro o piacere a Hong Kong. E stiamo pianificando l’arrivo diretto di voli charter, per chi vuole evitare scali.