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Delusioni da viaggio

Taj Mahal, Torre di Pisa, Ankor Wat, Orlando e altri monumenti snaturati da quel  turismo che li ha resi famosi in tutto il mondo

Di ElisabettaLampe, foto di Maurizio Pancotti

Accade a ogni viaggiatore di sognare a lungo un luogo per poi scoprire, una volta sul posto, che è diverso (e assai più brutto) da come si era immaginato. La rivista tedesca Focus ha appena stilato l’elenco, in ordine alfabetico, delle dieci attrazioni che deludono maggiormente i globetrotter di tutto il mondo. Si inizia con Angkor Wat in Cambogia, il grandioso recinto di templi che richiede ai visitatori dosi massicce di pazienza: per le sue dimensioni, il caldo soffocante e le schiere di bambini e venditori che assalgono i malcapitati turisti. A Gibilterra non ci sarebbe molto più da vedere della famosa roccia infestata da scimmie invadenti, mentre gli acquisti tax free si rivelano tutt’altro che convenienti perché i prezzi sono ancorati alla sterlina inglese. Non meno deludente il celebre Walk of Fame di Hollywood, dove sono allineate ormai più di 2.450 stelle in onore di altrettante star dello spettacolo; peccato che in buona parte si tratti di nomi sconosciuti ai non-americani e che parcheggiare nelle vicinanze costi una fortuna. Per arrivare a Key West in Florida, bisogna percorrere ben 260 chilometri sulla Highway 1, tanta strada per approdare in una cittadina che, secondo Focus, ha ormai perso ogni charme. Le famose casette di legno ospitano bar e negozi di souvenir dai prezzi proibitivi che anche Hemingway avrebbe evitato, mentre le spiagge e il mare non hanno nulla del fascino caraibico. Non è più quello di una volta nemmeno il famoso Mercato Galleggiante di Damnoen Saduak a 80 km da Bangkok, in Thailandia. Le barche che circolano nei klong, i canali del mercato, sono strapiene ma di turisti, mentre le poche venditrici superstiti non vendono più frutta esotica ma souvenirs dozzinali. Anche Orlando, in Florida, sarebbe per molti visitatori una delusione: un mondo artificiale fatto di faraonici parchi a tema (ce n’è anche uno dedicato a Harry Potter), giganteschi alberghi e centri commerciali con attrazioni e show dai prezzi galattici. Chi sogna la magia delle Piramidi di Giza, in Egitto, deve invece fare i conti con sciami di turisti, venditori ambulanti e padroni di cammelli che offrono cavalcate a caro prezzo; davanti alla Sfinge si è insediato persino un fast-food americano. Le folle assillano anche l’altrettanto famoso Taj Mahal in India; per vederlo senza dover sgomitare tra turisti e coppie di sposi in posa fotografica bisogna andarci molto presto e pagare un prezzo d’ingresso più alto – senza contare i controlli di sicurezza che sono più severi che in qualsiasi aeroporto. Nella graduatoria di Focus compaiono infine le due torri più famose del mondo. Visitare la Torre Eiffel a Parigi può richiedere ore di attesa (d’estate non meno di tre) sotto al sole o alla pioggia; ma almeno, una volta guadagnato l’ascensore  per l’ultimo piano, si gode di una vista strepitosa. Assai più modesta quella dalla Torre Pendente di Pisa, meno alta e più costosa; per salirvi (previa prenotazione e lunghi tempi di attesa) si spendono ben 15 euro, e lo spettacolo delle bancarelle turistiche e dei turisti stravaccati sul prato ai piedi del monumento non è dei più edificanti.

Quali conclusioni trarre? Talvolta, forse, converrebbe restare a casa e viaggiare con la fantasia…