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Imbarco perfetto

Le pratiche di imbarco e i bagagli a mano sono le cause principali dei ritardi aerei. Ecco come due compagnie aeree hanno cercato di risolvere il problema

Di Guendalina Buzzanca

Negli anni ’70 l’imbarco di 140 persone su un volo nazionale avveniva in 15 minuti, oggi ne occorrono almeno 30, se non qualcuno di più. Negli ultimi 30 anni, infatti, le operazioni di volo sono raddoppiate creando ritardi alle partenze. Un motivo del rallentamento è senz’altro l’alto numero di bagagli a mano, che creano ingombro nei corridoi e risultano difficili da sistemare nelle cappelliere, spesso occupate o scomode.

Per provare a risolvere il problema, Spirit Airlines ha cominciato a tassare i bagagli a mano, spingendo così i passeggeri a depositarli al ceck-in. Questa nuova regola, da sola, ha fatto guadagnare 6 minuti sui tempi di imbarco. Anche American Airlines ha adottato una strategia simile: chi vuole salire prima sull’aereo per trovare più spazio per le sue valigie deve pagare da 9 a 19 dollari in più. Così facendo, la compagnia statunitense dichiara di risparmiare quei cinque minuti che, in molte occasioni, permettono di partire in orario.

Oltre al bagaglio a mano, c’è il problema della salita a bordo dei passeggeri. Nonostante i molteplici modelli assodati e sperimentati – a piramide, dall’esterno all’interno, dal fondo all’inizio e a zone rotanti – non si è ancora trovato quello ottimale per evitare il traffico e il conseguente rallentamento delle operazioni di imbarco. Jason H. Steffen, astrofisico dei laboratori Fermi di Chicago, ne propone un altro. Secondo lui il sistema più veloce sarebbe quello a caso. Non si tratta di un’affermazione provocatoria ma dall’applicazione di un complicato algoritmo al problema. In tutti i casi, i viaggiatori fanno da cavie!