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Viaggio al centro della terra

Testo di Giulio Badini

Se non fosse per il Risiko non conosceremmo neppure l’esistenza della Kamchatka. Troppo lontana da noi: 10 mila chilometri in linea d’aria, 11 ore di fuso orario, solo per cominciare dai dati. La penisola dell’estremo oriente russo, nell’est della Siberia, è protesa da nord a sud nell’oceano Pacifico con un territorio montuoso, 14 mila fiumi, 100 mila laghi, 414 ghiacciai perenni, vulcani, pozze ribollenti di fango, fumarole, geyser e sorgenti termali. Una terra di fuoco e di ghiaccio, dove vivono alci, orsi (i più grandi esistenti, alti fino a tre metri per 350 kg), pecore delle nevi e galli cedroni, volpi rosse e polari e 160 di uccelli terrestri, rapaci e marini. E in mare delfini, balene e orche; nei fiumi invece nuotano e si riproducono milioni (due per l’esattezza) di salmoni. Insomma ecosistema e natura qui non seguono i ritmi dell’uomo (si conta meno di un abitante per chilometro quadrato): 27% della superficie è protetta da cinque parchi nazionali e due naturali e il territorio dei vulcani tutelato dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità. Merito soprattutto della popolazione rispettosa e di una terra generosa che fornisce naturalmente tutto ciò di cui c’è bisogno.

Le prime esplorazioni per terra e per mare risalgono al 1725 e furono opera di Vitus Johannes Bering, incaricato dal zar Pietro il Grande di verificare se vi fosse un collegamento tra Siberia e Nord America. Per ben due volte la Kamchatka è stata sul punto di diventare uno degli Stati Uniti d’America, e non stiamo parlando di una partita di Risiko: nel 1867, quando la Russia vendette l’Alaska agli Usa, anche lei era in vendita, poi Stalin per fare cassa tentò di venderla a un miliardario americano, con la clausola che dovesse rimanere comunista, e non se ne fece nulla. Fino agli anni ’90 è stata interdetta a stranieri e russi per motivi militari, e un timido turismo ecologico di scoperta è iniziato soltanto in questi ultimi tempi. I luoghi incantevoli e gli spettacoli affascinanti non mancano. Come la Valle dei Geyger, di non facile accesso, percorsa da un torrente termale con caldere ribollenti di fango e da 20 geyger che sputano colonne di vapore alte fino a 12 metri. O come il cratere del vulcano attivo Mutnovsky, dove si penetra nell’immensa caldera attraverso uno stretto canyon, tra fumarole di zolfo, acque ribollenti e ghiacciai fumanti, che fanno venire in mente il romanzo di Jules Verne: un Viaggio al centro della Terra che Maurizio Levi propone in 15 giorni, in verità un po’ avventurosi, con spostamenti in aereo, bus, camion fuoristrada, elicottero e barca, trekking giornalieri.

Ultime partenze, prima che il clima diventi troppo rigido, il 22 e 26 agosto 2011 con voli di linea Aeroflot da Milano e Roma, accompagnatore italiano, pernottamenti in hotel, guest house e tenda con pensione completa, da 3.730 € più voli da 1.150 € + tasse.

I Viaggi di Maurizio Levi
tel. 0234934528